Popolo di Aristocrazia,

c'è un interrogativo che da qualche tempo a questa parte mi opprime i pensieri, un quesito inevitabilmente legato alla situazione attuale della vostra webzine di fiducia. Si dà il caso che, negli ultimi anni, il rapporto band-fan si è rinforzato così tanto da permettere ai primi di farsi supportare direttamente dai secondi, attraverso campagne di crowdfunding dagli esiti più o meno positivi; situazioni fino a qualche tempo fa impensabili e improponibili che però, di recente, finiscono per rivelarsi ampiamente di successo.

Pensiamo un secondo ai pluri-sprecatissimi Wintersun, il cui progetto di pubblicazione di un album e di costruzione della loro sala gioch... ehm, sala prove personale è stato (e continua a essere) finanziato da un numero spaventosamente alto di fan in giro per il mondo, oppure agli australiani Ne Obliviscaris, che hanno abbandonato i loro lavori per lanciarsi nella carriera di musicisti a tempo pieno (assicurandosi così un certo sostentamento fisso); o anche, più in piccolo, ai nostrani Trick Or Treat, i quali hanno scelto di autoprodurre — con l'aiuto del pubblico — un (meraviglioso) disco di cover delle sigle dei cartoni animati degli anni '80-90. Questa relazione di supporto, però, non si limita al solo ambiente delle band ma si estende anche oltre. Probabilmente, credo, il nome di Sam Dunn sarà noto ai più, così come la decisione di raccogliere finanziamenti per la gestione della sua BangerTV direttamente dagli spettatori, attraverso un profilo su Patreon.

Insomma, dai Wintersun ormai non ci aspettiamo un disco buono da tempo, però intanto loro stanno seriamente rischiando di riuscire a costruirsi un centro commerciale privato più in fretta del previsto. Il mio interrogativo? Ci sono anche decine e decine di progetti underground che si affidano al crowdfunding per sopravvivere, ma non raccolgono — né, probabilmente, raccoglieranno mai — il necessario per riuscirci, al contrario delle realtà più grandi che, nella maggioranza dei casi, sono già supportate da etichette altrettanti enormi.

Quanto è utile tutto ciò ai fini della sopravvivenza non tanto del singolo progetto quanto piuttosto di quello che, utopisticamente, chiameremmo panorama musicale? Quanto incide questo distacco e quanto rimarca ulteriormente la differenza tra mainstream e underground in un settore che è già di per sé di nicchia?

Noi restiamo convinti che il supporto vada fatto in un certo modo, così come siamo ben certi che "The Forest Seasons" sia un abominio secondo solo ai video pubblicitari di Jari; e voi? Siete sicuri di fare il bene dell'ecosistema nel quale vivete?


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