Gruppo: Bretus
 
Formazione:
  • Zagarus - Voce
  • Ghenes - Chitarra e Basso
  • Faunus Chitarra
  • Sest - Batteria
 


I Bretus hanno rilasciato in questo 2012 uno dei migliori debutti italici dell'ultima decade: "In Onirica", un disco che auguro loro riesca a rimanere impresso nella storia del metal nostrano. Li abbiamo già conosciuti tramite le recensioni, vediamo adesso di approfondire il discorso entrando in contatto con chi ha partorito questo progetto: Ghenes.


 

Ciao Ghenes e benvenuto su Aristocrazia Webzine, come stai? Io sto morendo dal caldo, la Sicilia inizia a essere rovente...

Ghenes: Ciao Gabriele, io sto bene grazie. Ti assicuro che anche in Calabria il caldo picchia duro, ma ho assaporato il caldo siciliano e so cosa intendi.

Partiamo com'è giusto che sia dal principio: quando nascono i Bretus, per mano di chi e come si è evoluto il progetto dalla fase primordiale sino a oggi?

Nel 2000 i Bretus erano soltanto un'idea di base. Omaggiare alcuni dei miei gruppi preferiti e rimanere legato ad alcuni insegnamenti. Con il tempo ho trovato le persone giuste con cui costruire qualcosa di fisico e dopo il primo demo e il mini cd registrati rigorosamente in low fidelity nella mia piccola sala prove abbiamo capito che forse qualcuno sarebbe riuscito ad apprezzare quello che facevamo. Nel frattempo siamo comparsi in alcune compilation italiane e non. Oggi siamo qua a parlare del nostro primo disco che devo dire ci soddisfa parecchio.

Perché avete deciso di usare degli pseudonimi per celare l'identità dei componenti del gruppo?

Diciamo che preferisco che si parli della musica piuttosto che della provenienza di questo o di quel componente. Con l'abbondanza di gruppi che c'è in giro, a volte si potrebbe con sufficienza affermare di sapere già cosa suona una band. Comunque la risposta è sì.

Ho avuto modo di ascoltare e recensire sia "Dark Cloacks" che "In Onirica" e li ho percepiti come due lavori fortemente collegati, o per meglio dire il secondo è il prosieguo del cammino intrapreso con l'ep? Sbaglio? C'erano già pezzi pronti a quel tempo che sono finiti dentro l'album?

Il titolo del mini cd è "Bretus" e non so chi abbia messo in giro la voce che si chiami "Dark Cloaks". Lo dico perché non sei l'unico a essere caduto in trappola, cose che succedono. Per quanto riguarda invece il collegamento tra i due cd, penso si tratti sempre dello stesso autore e quindi è naturale che ci siano dei richiami. D'altra parte non voglio che i Bretus diventino un gruppo sperimentale, anche se sperimentare è un nostro dovere. Non c'erano comunque pezzi già pronti.

Per quanto mi riguarda, l'album ha confermato le aspettative. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete riscontrato nel comporlo e quali sono i pregi che vi siete subito accorti avesse?

Le maggiori difficoltà sono consistite innanzitutto nel metterlo assieme. Per questo disco non sono state mai fatte prove o altro. Il disco è stato composto prima, ma solo durante le registrazioni abbiamo capito come sarebbe venuto fuori. La mia preoccupazione più grande però era riuscire a coinvolgere gli altri nella mia idea iniziale e oggi che il disco è stato completato devo dire che tutti hanno superato le aspettative. Sui pregi, non li vedo fino a quando non saranno passati un po' di giorni dal termine delle registrazioni.

Da cosa trai ispirazione per comporre la musica e le tematiche affrontate nei testi dei Bretus?

Per la musica ci sono così tanti capolavori da cui attingere, che uno volendo potrebbe fare un nuovo disco alla settimana. Troppi grandi gruppi per elencarli, ma penso che dall'ascolto della nostra musica qualcosa si intuisca [ride]. Questo non vuol dire che facciamo solo un copia-incolla [ride di nuovo]! I film horror in bianco e nero rappresentano invece la mia passione più grande e le colonne sonore sono state un elemento importante per la nostra crescita. Dei testi se ne occupa Zagarus e lui saprebbe spiegarli meglio di tutti, ma posso dirti che trattano di argomenti legati al mondo dell'horror e anche dell'orrore quotidiano che è sotto gli occhi di tutti.

La scaletta ha il pregio di possedere una varietà di soluzioni stilistiche tali da appassionare un patito del suono anni Settanta quanto un amante dello sludge anni Novanta. Se dovessi scegliere un pezzo con il quale presentare il disco o per un possibile video singolo, su quale ricadrebbe la scelta e perché?

Probabilmente sceglierei "Insomnia", perché al suo interno convivono le varie sfaccettature dei Bretus e anche per questo l'abbiamo scelto come apripista. personalmente questo pezzo poi mi ha dato la possibilità di togliermi un piccolo sfizio e cioè di inserire il suono del mellotron che apprezzo molto.

"In Onirica" e i Soundfarm Studio: l'ennesima conferma che il lavoro di Gianluca Molé per il metal della vostra regione è ormai indiscutibile?

Non è mai troppo tardi per ricordare chi il metal in Italia lo ha vissuto dall'inizio (parlo di fanzine dattiloscritte e telefonate interurbane) e di chi con i suoi Glacial Fear ha introdotto elementi innovativi nella scena italiana. D'altra parte non c'era nessuno migliore di lui in grado di capire cosa avrei voluto dal suono del disco.

Calabria e Puglia sono le regioni più attive nel sud della nostra Penisola, la tua in particolare è fra le più vive e in fermento, con un nucleo di band (non sto neanche a citarle, perché le conosciamo bene) ormai consolidatosi. Quant'è importante avere uno zoccolo duro di musicisti che si sbatte con passione per il mondo metal nella propria area?

È molto importante, ma nonostante l'abbondanza di talento e di passione ancora nessuna istituzione ha capito l'importanza della scena che si è creata. Qualsiasi iniziativa è merito esclusivo di piccoli gruppi di persone che cercano di sbattersi per trovare un modo di esprimersi nell'indifferenza generale. Ma non ci abbattiamo di sicuro.

Com'è suonare doom al sud? Sembra strana la domanda, però guardando un po' com'è disposta la scena nostrana, l'attività di questo genere è per lo più concentrata dalla zona che va dal Lazio in su, anche se abbiamo ottimi rappresentanti come voi i Fangtooth, Trinakrius e L'Impero Delle Ombre a mantenerla viva qui. Si sta risvegliando l'interesse attorno a un genere di nicchia, che è sempre stato quello qualitativamente più costante, o è meglio che rimanga un paradiso artificiale per pochi?

Il doom è nato per essere underground e così deve essere. Le sensazioni che può ispirare l'ascolto di questo genere possono essere bellissime e questo richiede un ascolto attento e paziente. Metti poi che la velocità (tranne piccole eccezioni) non è mai troppo sostenuta e puoi facilmente capire perché il genere non sia mai stato sulla cresta dell'onda.

Parlando di passione e voglia di fare, non posso esimermi dal chiederti cosa pensi di tutto ciò che sta accadendo su Internet e delle varie diatribe nate su argomenti quali il «pay to play», il ruolo delle varie agenzie di promozione e di un certo modo di pilotare le recensioni sui grandi canali. Nulla che probabilmente non si sapesse da tempo, ma adesso ci siamo davvero rotti la palle o è la solita fumata che diverrà bianca dopo poco?

Questa è l'Italia delle scommesse e dei biscotti, per cui non sono cose che mi sorprendono. Il fatto grave è che la musica è una forma d'arte, per cui la sua diffusione dovrebbe essere appannaggio di chi di musica ne capisce qualcosa, non dei commercianti. Vedi il direttore della Sony Italia su Canale 5 nei programmi di Maria De Filippi e capisci tutto.

Il pubblico metal va sempre in fibrillazione quando si discute dei soliti grandi nomi, stesso discorso è avvenuto con la possibile e poi mancata reunion dei Black Sabbath per le tante cause ormai note. È possibile per chi entra nel mondo della musica crearsi un proprio spazio o dovrà per forza vivere nell'ombra di un passato che nel presente non ha di certo regalato grandi emozioni?

Hai fatto la domanda alla persona sbagliata, perché io vivo nel passato. Sono attratto da tutto ciò che c'è stato e che era. Questo però non significa che se mai dovesse uscire fuori qualche nuovo grande gruppo (vedi Mastodon) io non sarei interessato. I nuovi gruppi hanno la possibilità di emergere soltanto suonando ciò che amano, infischiandosene di seguire tendenze moda etc. Bisogna osare qualcosa per creare qualcosa di nuovo, ma molti preferiscono andare sul sicuro, anche noi [ride].

Se dovessi nominare i cinque rappresentanti odierni fondamentali del genere, sia per quanto concerne il panorama mondiale che quello nostrano, chi indicheresti?

Facile: High On Fire, Witchcraft, Doomraiser, Electric Wizard e Lord Vicar... qualcuno rimane fuori.

Quali sono gli obbiettivi dei Bretus?

Il più vicino è fare la nostra prima uscita live, poi vedremo se qualcuno sarà interessato a farci suonare in qualche concerto a tema, non vogliamo fare dei lunghi tour ecco. Dopo con calma penseremo al successore di "In Onirica".

"In Onirica" è stato rilasciato dall'ucraina Arx Productions in formato cd. Possibilità di vederlo in giro anche in versione vinilica?

A settembre è prevista l'uscita di "In Onirica" in formato vinile con la storica Bloodrock Records del mio amico Enrico.

I Bretus possiedono anche una dimensione live? Se sì, ci sono date programmate delle quali vogliamo rendere partecipi i nostri lettori?

Come sopra. Comunque al momento nessuna data è stata confermata.

Guardando con cinismo la scena musicale, cosa elimineresti? Quali sono gli aspetti che più ti portano a pensare che si sia scesi sin troppo a compromessi?

Oggi tutti (e non è necessariamente un male) possono creare la propria musica a casa, per cui anche chi non dovrebbe lo fa e quindi in un modo o nell'altro si satura la scena di registrazioni demo etc. Non è facile districarsi in questa rete. Poi Internet ha velocizzato la comunicazione, ma allo stesso tempo si è abbassata notevolmente anche l'attenzione di chi ascolta e deve scegliere.

Mp3, cd, vinili: solo l'area rock-metal e le nicchie di mercato musicale (come certe branche dell'elettronica e gli appassionati di blues o jazz) continuano a supportare il materiale prodotto e rilasciato in formato fisico. Dobbiamo temere un futuro di soli codici numerici?

Io andrei a vivere in un'altra galassia [ride]! Anche se oggi è già così. Molti affermano di possedere l'intera discografia di un gruppo... in mp3! Il discorso è lungo e non è facile spiegare a un ragazzo cresciuto nell'epoca dell'mp3 quanto lavoro ci sia dietro alla creazione di un disco. Pensa a chi disegna le copertine, a chi fa le foto, chi scrive i testi. Senza parlare dei pomeriggi spesi a osservare quel particolare della cover o quel ringraziamento a quel musicista o a quel gruppo.

Un artista con il quale ti piacerebbe collaborare? Secondo te è sempre un vantaggio avere degli ospiti nei propri lavori?

I ragazzi che suonano con me nei Bretus erano il sogno che si è realizzato. Se proprio dovessi scegliere, mi piacerebbe lavorare con Lee Dorrian (Cathedral) che seguo dai tempi dei Napalm Death. In mancanza anche con Justin Broadrik dei Godflesh, Jesu etc. ed ex Napalm anche lui. Il guest è una buona idea quando la sua importanza non è superiore al progetto a cui partecipa.

Mi sa che abbiamo concluso, vi faccio un grosso in bocca al lupo e ti chiedo di concludere come vuoi questa nostra chiacchierata.

Crepi il lupo, anche quelli che cantano nell'intro del nostro disco. Grazie a te di tutto e del supporto, speriamo di vederci presto, magari alla nostra prima uscita live. WE'RE ALL DOOMED)))