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Autore: ticino1

Formazione
Cernunnos: tutti gli strumenti


Voglio essere onesto: "Denuntiatus Cinis" mi deluse un poco. Il nuovo disco invece è molto equilibrato e interessante.

Qual è il tuo sfondo come artista e come ascoltatore?

Cernunnos: La musica è parte della mia vita da quando posso ricordare. Quand’ero piccolo avevamo un pianoforte di fabbrica Kohler in casa. Era mal accordato e un poco rovinato ma mi ricordo di avere passato delle ore a suonarlo. Da bambino ero spontaneo e imitavo le colonne sonore degli spettacoli televisivi o di film. Da adolescente il pianoforte divenne ispirazione per suonare pezzi di artisti classici o di solisti e passavo delle ore imparando Beethoven, Winston o Scott Joplin. Composi anche pezzi proprî, alcuni dei quali furono adattati per il demo "Dis". Quando m’interessai di più all'hard rock e poi al metal, il piano lasciò posto alla chitarra. Sono solo un amante della musica ma ho comunque una certa educazione musicale, per il resto mi fa semplicemente piacere crearla.


Cosa ti spinse a creare musica oscura?

Non sono sicuro di comprendere cosa intendi dicendo "oscura". Non compongo musica in un modo particolare e con preconcetti, mi viene piuttosto spontaneamente. Se con "oscuro" ti riferisci a metal estremo o underground, allora di nuovo, non è intenzionale, è semplicemente un connubio di influenze e stili che portarono a quello che è Hæresiarchs Of Dis. Mi sono mosso sempre verso forme compositive più estreme nell’arte, suppongo allora che la grandezza e l’estremità della musica presero il sopravvento. Penso che l’elemento sperimentale naturale del sottosuolo mi calzi bene.


Nel tuo disco scopro diverse influenze da differenti angoli musicali. Quali musicisti ti affascinano particolarmente, anche se non stimolano necessariamente il tuo lavoro compositivo?

È molto difficile da dire perché ci sono tante cose che influenzano direttamente e indirettamente Hæresiarchs Of Dis. Di recente ascoltai particolarmente Ennio Morricone ma non sono sicuro quanto del suo lavoro influenzi il mio nuovo disco. Nel regno dei musicisti affini al metal non credo di potere ricordarmene uno con una registrazione nuova. Gruppi come Mercyful Fate, Emperor e Celtic Frost sono sempre stati nell’anticamera della mia mente mentre componevo.


Parlaci del nuovo lavoro e di come sviluppasti il tutto.

Il nuovo "In Obsecration Of The Seven Darks" è stato sviluppato congiuntamente con "Denuntiatus Cinis". Infatti, alcune piste furono registrate originariamente per quest’ultimo ma furono tolte quando il disco iniziò a divenire troppo lungo. Non credevo che avrei mai pubblicato qualcosa oltre a "Denuntiatus Cinis" ma già che la Moribund Cult s’interessò a Hæresiarchs Of Dis, volevo essere corretto e offrire all’etichetta più di un lavoro. "In Obsecration Of The Seven Darks" non è molto differente dalle registrazioni precedenti per quanto concerne concetto e percezione. Avevo in mente questi pezzi come riff o idee per lungo tempo, almeno in un modo o nell’altro. Volevo finalmente buttarli fuori dalla mia testa.


Giochiamo un poco. Siamo nel 1989 e non nel 2011. Quale pensi sarebbe il tuo modo di lavorare? Quali sarebbero stati i risultati?

Nel 1989 suonavo live in una band, band che malgrado mi offrisse un’esperienza divertente, non era la soluzione migliore per me. Canzoni che scrissi nel ramo di un progetto chiamato Enslaver non furono mai realizzate. Era difficile trovare musicisti che fossero disposti o che volessero esplorare le stesse vie che prendevo io, forse anche per non essere inscatolato in un genere preciso. Mi maledissi ad aprirmi a tipi di musica differenti. Se fossimo nel 1989, non credo che Hæresiarchs Of Dis esisterebbe, anche se le influenze del progetto sono definitivamente radicate nel metal estremo degli inizî Anni Ottanta. Un progetto solitario non sarebbe potuto nascere a quel tempo e credo che sarebbe stata una facenda davvero "hardcore".


Quant’è importante per un musicista suonare dal vivo davanti al pubblico?

Dipende a chi tu chiedi. Non credo che sia tanto importante, poiché molti musicisti hanno condotto esperienze solitarie. Il prodotto è ciò che conta per un artista. Questa è la mia percezione soggettiva, giacché sono stato in tournée suonando live per parecchi anni, ma forse non è così per tutti. Pensa ai Kiss e già vengono in mente immagini di concerti ("Alive" mi prese sempre particolarmente) e performance. Loro sono entertainer al 100% ma per me è più arte che intrattenimento. Penso anche che questo tipo di musica estrema debba essere vissuto in un situazione meditativa, lontani da ogni distrazione in modo che la mente possa produrre delle proprie immagini e visioni basate solo sul paesaggio sonoro.


Spontaneamente... a cosa pensi quando senti questi termini? Italia – J.S. Bach – Svizzera.

A causa di un paio di film recenti, penso alle pellicole dell’orrore parlando d’Italia. Alla Svizzera collego i Celtic Frost. Credo che Bach si adatti bene al concetto di questa discussione. Musicisti classici mi hanno sempre ispirato. Bach è geniale ma vi sono stato esposto troppo spesso da giovane, così che ora lo ascolto raramente.


Ascoltando il nuovo disco mi sento come se marciassi attraverso pianure, rappresentate dalle parti metal. Prima di raggiungere questi spazî aperti devo camminare in foreste oscure e caverne, rappresentate dai passaggi ambient. Quanto è corretta o sbagliata la mia impressione?

La trovo molto accurata. Vedo l’album e ogni singola traccia come una specie di viaggio. È una colonna sonora che richiama esperienze su una miriade di livelli... o per lo meno era questa l’intenzione. Spero che la maggior parte degli ascoltatori abbia delle sensazioni immense o idee durante un ascolto.


Qualche tempo fa m’interessai al rock’n’roll e la sua storia. Eroi come Chuck Berry e Jerry Lee Lewis contribuirono a rivoluzionare il modo d’ascoltare la musica. Questo stile vive grazie a strumenti totalmente differenti fra loro (pianoforte, chitarra, cori) che però alla fine producono la stessa musica in modo diverso. Pensi che sia possibile produrre un tal effetto nel black usando strumenti convenzionali come il pianoforte? Non ho mai sentito tali esperimenti finora, solo ibridi.

Sì, credo che sia possibile creare lo stesso effetto con ogni strumento. Non credo che la chitarra o qualunque altro strumento siano la base del black metal. Questi vive dell’atmosfera o delle idee. L’altro giorno ascoltavo un CD che era essenzialmente black ma con un pianoforte al posto della chitarra. Ho già lavorato a diverse bozze usando il pianoforte come strumento di base, sostituendo la chitarra.


Hai qualche aneddoto divertente o interessante dalla tua carriera come musicista da raccontare ai nostri lettori?

Nulla, o almeno nulla che valga la pena di ripetere. Negli ultimi anni faccio tutto per i fatti miei; la maniera in cui creo e fornisco musica è totalmente convenzionale.


Mi vedi entrare nel tuo (fittivo) negozio di dischi e noti che tengo fra le mani il tuo disco ma non so decidermi se acquistarlo o no. Come mi togli i dubbi?

Non tenterei neppure di convincerti. La scelta spetta solo all’acquirente. Se gli piace quello che vede in copertina e se magari sa già qualcosa su quest’album avendolo già sentito da qualche parte (forse online), allora credo che sia in grado di sapere se valga la pena comprarlo o no. Penso che su un lavoro come "In Obsecration Of The Seven Darks" un potenziale cliente ne sappia già qualcosa. La musica è piuttosto sperimentale e underground ed è probabilmente qualcosa che non tocca il gusto di ognuno e dunque non scelto a casaccio.


Come vedi il tuo futuro musicale?

Ho altri progetti di cui mi occupo a lato della musica. Non so dire dove andrò con Hæresiarchs Of Dis. Nell’immediato futuro ci sarà almeno ancora un disco e probabilmente poi un secondo. Si tratta di un’espressione artistica che ho bisogno di condurre. Forse mi passerà la voglia di esprimermi e mi ritirerò o invece potrebbe anche durare a lungo. Non lo so. Hæresiarchs Of Dis riguarda il momento.


Molti genitori dicono che l’arte non rende. Cosa ne pensi?

È una bugia. Come in ogni professione o carriera il successo dipende in parte da fortuna, capacità, talento e brio. Non c’è nessuna garanzia di successo in alcun campo di lavoro. Ecco perché dovremmo sempre fare quello che vogliamo o quello che abbiamo bisogno di fare. La vita è un successo se state facendo quello che volete.


È possibile parlare di black metal nel 2011? Personalmente ritengo che il capitolo sia chiuso da circa quindici anni fa.

Forse il termine diventa vecchiotto ma la descrizione è adatta e la forza della musica troverà sempre ascoltatori. Non scomparirà perché il termine black metal è solo uno dei tanti che etichetta musica con caratteristiche specifiche anche se non uniche. Controverso, oltraggioso, malvagio, estremo... sono tutte definizioni che sono state associate a gruppi rock molto prima che il black emergesse in Norvegia. Anche Franz Liszt e Paganini erano piuttosto oltraggiosi per l’epoca in cui vivevano. Secondo me Mercyful Fate e Celtic Frost soddisfano tutti i criteri del metallo nero e iniziarono più di venticinque anni fa. La forma musicale esistette in un modo o nell’altro per molto più tempo.


Grazie mille per il tuo tempo! L’ultima parola all’ospite!

Grazie per il vostro interesse.