Gruppo: Khan
Traduzione:  ticino1
 
Formazione:
  • Cath - Voce
  • Jeff - Chitarra
  • Landry - Basso
  • Yvan - Batteria
 

 

Salve, grazie per concederci un poco del vostro tempo. "Khan" significa comandante, sovrano... perché questa scelta?

Khan è l'antitesi di quello che le nostre parole tematizzano. Smontiamo l'immagine del conquistatore, del sovrano, riducendola a quella di un essere pure lui vulnerabile alle forze della natura.

Chi sono i membri dei Khan? Qual è la loro origine musicale?

Cath alla voce, Jeff alla chitarra, Landry al basso, Yvan alla batteria. Questi sono altri gruppi in cui suoniamo ancora, oppure abbiamo suonato prima: Striver, Albatros, Stephen Harper, Fistfuck, Immoral Squad, Dissed, Dahmer.

Da dove viene l'energia che presentate nei pezzi?

Una buona sessione di prova fra amici, l'affiatamento fra i membri del gruppo ci permette di comporre piacevolmente, anche perché guardiamo tutti nella stessa direzione. Ci piace toccare dei soggetti molto pesanti e seri, riuscendo comunque a divertirci facendo musica. Suoniamo uno stile in cui è possibile incamminarsi su strade differenti, fatto che ci permette di sfruttare le nostre idee al massimo, dare sfumature e variare le nostre composizioni.

Le vostre influenze sono varie. Quali gruppi v'ispirano principalmente?

Alpinist, Masakari, Buried Inside, Disrupt, Inscidious Process, Tragedy, Negative Reaction, Alaskan, Darkthrone, Glass And Ashes, The Holy Mountain, Thou e tanti altri.

Di che cosa parlano i vostri testi?

Dipingono un ritratto poco favorevole della nostra società, un'immagine oscura di un'umanità volta allo scacco matto. Usiamo metafore e delle frasi dirette, d'impatto per illustrare le nostre idee.

Dove avete registrato e prodotto "The Plague"?

A Québec nello studio Sismique, con Jack Moose [che ha lavorato anche con Bombnation e Alcoholator, NdA].

Avete in vista un contratto discografico?

Noi non firmiamo alcun contratto. Vogliamo che i nostri dischi siano prodotti da etichette che rispettiamo. Seguiamo una filosofia D.I.Y. [do it yourself, NdA] per tutto ciò che produciamo. Crediamo che sia la maniera migliore e la più lucrativa per l'insieme della scena.

Quali sono i vostri progetti per il 2013?

Abbiamo previsto d'incidere nuove canzoni in marzo per un LP split. Abbiamo anche due pezzi che saranno presentati su una raccolta pubblicata dalla Doomsday Machine Records. Naturalmente suoneremo anche qualche concerto nella provincia [del Québec, NdA].

Gli Stati Uniti si trovano ora in un pasticcio economico. Ne risentite anche in Canada e come?

La situazione economica è più stabile in Canada che non negli Stati Uniti. Non ne risentiamo per nulla, finora perlomeno.

Quali sensazioni desiderate trasmettere con la vostra musica?

Nichilismo, smarrimento, collera profonda, amara tristezza, disperazione epica.

Suonerete dei concerti anche in Europa? Com'è la situazione nel Québec per i gruppi che desiderano presentarsi dal vivo?

Ci piacerebbe davvero! Può essere che ci riusciremo in un prossimo futuro... La situazione dei gruppi underground che vogliono presentarsi in concerto nel Québec è piena di sfide e ostacoli. I locali adatti alle formazioni punk di solito non sopravvivono a lungo in questi tempi, perlomeno qui. Desideriamo mantenere una scena D.I.Y., c'è gente che consacra tempo ed energia per tentare la fortuna con piccole sale, permettendo così ai gruppi di suonare qui e là. Senza l'aiuto di tutti, di ogni singolo, questa scena sarebbe già sparita.

Da parte mia è tutto, grazie per la conversazione, vi lascio l'ultima parola.

Grazie tante per l'interesse mostrato verso i Khan!