Gruppo: Lelahell
 
Formazione:
  • Redouane "Lelahell" Aouameur - Chitarra, Voce
  • Nihil - Basso
  • SlaveBlaster - Batteria
 


Non capita spesso di avere l'occasione di fare quattro chiacchiere con una band il cui fondatore è parte della scena locale da quasi un quarto di secolo. Ancora più difficile, poi, se la band e il musicista in questione arrivano dall'Algeria. Spazio dunque a Redouane Aouameur, schietto veterano e frontman dei Lelahell...


Benvenuto su Aristocrazia Webzine! Partiamo dal principio: come sei entrato in contatto con il metal e come ne sei rimasto coinvolto?

Redouane: Ci sono due album che mi hanno aperto le porte del metal estremo: il primo è "Human" dei Death, il secondo è "Legion" dei Deicide. Era circa il 1993. Ne rimasi completamente affascinato! La dipendenza era cominciata! Durante quel periodo era davvero difficile recuperare musica del genere, perché c'erano davvero pochissime persone che ascoltavano death metal!

L'Algeria non è famosa per il proprio contributo musicale in ambito estremo, Metal Archives addirittura elenca soltanto ventitré gruppi provenienti dal vostro Paese: com'è percepito il metal da quelle parti?

La scena non è molto grande, ma è attiva da oltre vent'anni e ci sono alcuni gruppi piuttosto promettenti. Il metal è considerato di estrazione occidentale ed è sconosciuto ai mass media, di conseguenza la gente solitamente non se ne interessa!

Ci racconteresti delle tue band precedenti? Come dico nella recensione, sono abbastanza convinto che il tuo lavoro coi Lelahell sia meglio comprensibile tenendo presente la tua storia passata. Cosa ricordi di quelle esperienze?

Ho suonato il basso nei Neanderthalia dal 1993 al 1996, dopodiché ho fondato i Litham (basso e voce) con due membri del gruppo precedente. Successivamente ho avuto un progetto gore-grind chiamato Carnavage dal 2004 al 2007 e mi sono unito ai Devast (voce) nel 2008. Infine nel 2010 ho fondato i Lelahell. Suonare in tutte quelle band mi ha fatto imparare molto: i tempi dei Neanderthalia erano quelli della nascita del metal in Algeria, eravamo innocenti e pensavamo che un giorno saremmo diventati famosi come i Metallica! Con i Litham ci sono stati diversi periodi, eravamo uno dei gruppi più conosciuti in Algeria e suonammo parecchie volte dal vivo, alcune delle quali anche all'estero. Quello è stato il momento in cui ho davvero imparato a fare musica con tre musicisti di grande talento: Lamine, Sabri e Yacine. I Carnavage erano un progetto gore-grind e in quell'occasione ho imparato a fare musica senza alcuna pressione e per puro divertimento! Con i Devast invece ci siamo divertiti a fare qualche esibizione locale e siamo stati bene! I Lelahell, infine, sono la summa di tutte le esperienze maturate con gli altri gruppi!

Hai mai avuto problemi con la legge del tuo Paese, suonando in gruppi death metal? Te lo chiedo perché so che i membri degli Al-Namrood devono rimanere anonimi o rischiano di essere incarcerati o peggio. Vengono dall'Arabia Saudita, suonano black metal e avversano esplicitamente la religione di Stato, ma sfortunatamente la censura è un problema ancora diffuso, quindi...

Suono metal da oltre due decadi e non ho mai avuto di questi problemi, negli anni '90 un videoclip del brano "El Djamra" dei Litham venne trasmesso in anteprima sulla tv nazionale!

Passiamo ora ai Lelahell e al vostro album: di cosa parla? Molti testi sono scritti in arabo e sembra che trattiate diversi temi: Phillip Garrido e il suo crimine, il mizmar [strumento a fiato arabo simile al flauto, N. d. A.]... Da cosa siete ispirati quando scrivete i versi?

Per quanto riguarda i testi traiamo ispirazione dalla vita di ogni giorno e dalle esperienze passate. La prima canzone dell'album, "Al Intissar", è un inno alla vittoria e totalmente contro quei fottuti perdenti che si lamentano tutto il giorno senza far nulla delle proprie vite. Muovete il culo dannati stronzi! "Voices Revealed" è ispirata alla memoria del serial killer Phillip Garrido [in realtà, stando alla cronaca, non si tratta proprio di un serial killer, ma di un pazzo che recluse e seviziò una ragazza per diciotto anni, N.d. Bosj]. "Hypnose" è un messaggio a tutti i politici del pianeta! "Am I In Hell?" è una domanda che tutti si sono fatti almeno una volta nella vita, "Kalimet Essir" è un tributo ai nostri martiri, "Black Hands" parla della differenza tra ricchi e poveri, "Hillal" ha una base più filosofica e parla dell'interazione tra l'umano e la natura. "Mizmar" infine parla dei piaceri terreni!

Per quanto concerne la musica, invece? Direi che le vostre influenze maggiori sono i Carcass di "Heartwork" e magari i Death dei primi '90, ma c'è molto di più...

A essere onesto non saprei dirti davvero quali sono le nostre influenze, ma siamo ispirati da tutto ciò che è collegato al death metal (classico, brutal, tecnico...) cui aggiungiamo qualche melodia locale per insaporire!

Dalla vostra pagina Facebook vedo che avete viaggiato un sacco negli ultimi tempi, soprattutto in Europa: i concerti sono una parte importante dei Lelahell o è stato solo un periodo?

Sì, abbiamo suonato in sette Paesi europei: Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Slovacchia e Malta. Suonare dal vivo è importante per i Lelahell e oggi un gruppo che non tiene concerti è solamente un'altra pagina Internet, se capisci cosa intendo!

E in Algeria suonate spesso? C'è un buon pubblico?

Il problema maggiore in Algeria è che non ci sono locali adatti per suonare metal, quasi tutti sono cinema con seggiolini, i club non esistono. Per questo motivo suoniamo solo un paio di volte l'anno nel nostro Paese. C'è un buon pubblico, ce ne sarebbe di più se ci fossero più eventi!

Che piani avete per il futuro? Pensi che ci sarà una ristampa per i lavori di Litham e i Neanderthalia?

Il nostro intento è ora di scrivere il secondo album e di preparare un tour che ci porti a suonare anche a qualche festival! Per quanto riguarda i Litham una ristampa è possibile, ma non saprei dire per i Neanderthalia poiché ho lasciato la band.

Ora una domanda frivola: elencheresti i dieci album senza cui non potresti vivere?

 

Ok, questo è quanto, grazie per il tuo tempo e tanti auguri a te e alla band. Se vuoi aggiungere qualcosa questo è il momento, a te la parola!

Grazie per l'intervista, support Lelahell or die!