Gruppo: Krobak
 
Line Up:
  • Igor - Chitarra
  • Natasha - batteria
  • Asya - Basso
  • Marko - Violino


Il quartetto post-rock strumentale Krobak è venuto fuori dall'Ucraina come una mezza sorpresa di inizio anno per me, quando finalmente ho avuto l'opportunità di ascoltare il loro "Nightbound" del 2016. Ho scambiato quattro chiacchiere con Igor, il chitarrista del gruppo, su questa uscita e altre cose, si comincia!


Salve Igor, innanzitutto benvenuto su Aristocrazia Webzine.

Igor: Ciao gente, Igor è qui! Grazie dell'invito.

Potresti fare una breve presentazione della band per i nostri lettori, soprattutto riguardo come e perché si è formata (per di più come qualcosa di molto diverso dall'altro tuo progetto, gli Stoned Jesus)?

Dunque, i Krobak erano il mio primo progetto musicale vero e proprio, addirittura prima degli Stoned Jesus, in realtà! Nel 2007 fui affascinato da post-rock e post-metal e decisi di provare a suonare qualcosa di quel tipo. Dopo una serie di uscite fai-da-te registrate da solo in camera, misi il nome Krobak in pausa, fino al ritorno con una formazione completa nel 2012. Sono persone grandiose, abbiamo Natasha (anche negli H.Soror) alla batteria, Asya (anche negli Small Depo) al basso e Marko al violino. Da allora abbiamo pubblicato due album ("Little Victories" nel 2013 e "Nightbound" nel 2016) e siamo stati in tour in Ucraina e nel resto dell'Europa.

Ho ascoltato il vostro ultimo disco "Nightbound" e mi ha lasciato un'impressione molto positiva. Quando ci si confronta con un approccio solo strumentale alla musica, le immagini e i titoli ovviamente tendono a diventare ancor più importanti per la comprensione del lavoro. Qual era l'idea principale alle spalle di questo disco?

Wow, positiva? Sicuro di aver ascoltato proprio il nostro disco? [ride] Scherzo! Non c'è un concept definito per "Nightbound", ma sicuramente si configura come un piccolo live set: un pezzo in crescendo per iniziare ("Stringer Bell"), una mazzata subito dopo ("No Pressure, Choice Is Yours"), un finale epico ("So Quietly Falls The Night") e un encore ("Marching For The Freedom We Have Lost").

Chi si occupa degli aspetti visivi e di quelli legati alla comunicazione per i Krobak?

Cerchiamo di lavorare con diversi artisti, non ci sono grossi limiti nel reparto visivo. Direi che ultimamente è principalmente Natasha a occuparsi della comunicazione e dell'organizzazione, visto che io sono impegnatissimo con gli Stoned Jesus, Asya vive in un'altra città e Marko ha un bimbo di nove mesi!

È stato davvero interessante ascoltare parti di violino riconoscibili nell'arco di questo album e, come avete già detto altrove, anche uno stile molto personale in un genere che a volte può tendere a diventare un po' ripetitivo. State pensando di incorporare anche altri strumenti (o addirittura un qualche tipo di voce) nei vostri lavori futuri?

Niente voci per i Krobak, questo è certo! Non abbiamo intenzione di rendere i nostri pezzi delle canzoni. Vedi, a volte voce e testi richiedono troppa attenzione da parte di chi ascolta, con il rischio di lasciare la musica un po' blanda, priva di interpretazione. Marko suona anche un po' di chitarra e di tastiera, quindi è possibile che verrà usata in futuro. Tra l'altro, il sassofonista degli H.Soror, Mykola, ha partecipato come ospite su "Marching For The Freedom We Have Lost" di "Nightbound", quindi la nostra tavolozza strumentale non ha limiti.

Spesso interpreto il post-rock come l'espressione di sentimenti essenzialmente positivi, che però allo stesso tempo riconoscono l'esistenza e addirittura la necessità degli ostacoli. Questo equilibrio tra aspetti diversi dello spettro umano poi contribuisce a costruire noi stessi e le nostre percezioni del mondo. Direste che questa idea può essere applicata anche al vostro lavoro in "Nightbound"?

Beh, ho iniziato ad ascoltare post-rock con i Godspeed You! Black Emperor nel 2006, quindi nella mia esperienza non c'era spazio per sentimenti positivi [ride]! Non amavo granché le band post-rock felici come gli Explosions In The Sky, visto che ho sempre ritenuto che il post-rock dovesse essere grigio e disperato, come nel caso di precursori del genere quali "Spiderland" degli Slint o "Laughing Stock" dei Talking Heads. Con queste band come influenze evidenti, noi siamo andati oltre, includendo anche elementi di world music, prog rock, psichedelia e drone-ambient nel materiale dei Krobak. Non posso dire che "Nightbound" sia un disco post-rock perfetto, un album di genere al 100%, ma per noi è stato un lavoro piuttosto forte e originale di musica strumentale.

Per gruppi come il vostro, la situazione degli show dal vivo è dinamica in Ucraina? Avete molte possibilità di esibirvi in giro per il Paese? Inoltre, avete già iniziato a lavorare su eventuali date in altri stati europei?

Diciamo che con il post-rock passato un po' di moda negli ultimi anni, e con il fatto che noi siamo stati legati a questa specifica etichetta, non è così facile. Tuttavia, in Ucraina abbiamo raggiunto uno status in qualche modo di culto, slegato dalle comunità che si identificano in generi specifici, con una fanbase piccola ma molto appassionata, mentre è molto più difficile in Europa. Incrociamo le dita e speriamo che ci siano più apparizioni ai festival estivi e magari un piccolo tour in seguito!

Qualcosa mi dice che siete tutti appassionati di musica e frequentatori di concerti voi stessi. Quali sono stati gli show più memorabili del vostro 2016?

Oh sì che lo siamo! Natasha fa anche parte di KiraiGigs, la video crew più capace di Kiev per concerti ed eventi dal vivo, quindi è stata a decine di show l'anno scorso. Asya è un'amante dei festival e la sua lista annuale in genere include Primavera, Open'er, eccetera. Per quanto riguada me, con quasi novanta show fatti con gli Stoned Jesus lo scorso anno... sì, ho ancora un grande appetito per gli spettacoli dal vivo di altri musicisti! Il mio highlight personale è stato vedere i King Crimson in Polonia lo scorso settembre, splendidi!

E per quanto riguarda album nuovi? Specialmente considerando che il 2016 è stato un anno molto vivace per la musica.

Eccome se lo è stato! Perciò al momento il 2017 impallidisce ancora al confronto... Fin qui solo Mastodon, Fen, Elbow, King Gizzard, Soen e i vostri connazionali Julie's Haircut hanno attirato la mia attenzione. Sto anche attendendo il quarto LP di Kendrick Lamar, quel tizio è un genio.

Grazie di essere stato con noi, speriamo di vedervi presto in Italia. Saluta pure i nostri lettori, siamo sicuri che molti di loro saranno interessati alla vostra opera.

Il piacere è tutto nostro! Grazie per il vostro interesse e ascoltate pure la nostra musica su Bandcamp. Saluti!