Gruppo: Perihelion
 
Formazione:
  • Gyula Vasvári - Voce, Chitarra
  • Barna Katonka - Batteria
  • Tamás Várkoly - Basso
  • Balázs Hubicska - Chitarra
 

In seguito alla recensione del loro terzo lavoro, "Örvény", ci siamo messi in contatto con gli ungheresi Perihelion per chiedere qualche curiosità e delucidazione sul loro album e le loro coordinate musicali. Buona lettura!


Ciao ragazzi, sono Giup della webzine italiana Aristocrazia, grazie per il vostro tempo! Volete presentarvi ai nostri lettori?

Ciao Giup. Siamo un quartetto ungherese e suoniamo musica sincera e sentita, solitamente etichettata come post-metal psichedelico con un ampio spettro di influenze.

Abbiamo già scritto di voi nel 2012, quando ancora vi chiamavate Neokhrome. Qual è stato il motivo dietro il cambio di nome?

I Neokhrome erano un'altra storia, completamente. La band è stata fondata nel 2001 e suonavamo black-death metal. Nonostante ciò, arrivati al terzo album (che avete recensito, immagino), ci siamo stancati tremendamente di quel genere, questo è il motivo per cui quell'album specifico (intitolato "Perihelion") era già significativamente diverso da ciò che avevamo fatto in precedenza. Tuttavia, la trasformazione musicale era di un'entità talmente grande dopo l'uscita di quel disco che abbiamo semplicemente pensato fosse un'ottima opportunità per voltare pagina completamente e ricominciare con un nome che indicasse meglio la nostra direzione e rappresentasse meglio le nostre creazioni musicali. Nonostante l'album intitolato "Perihelion" sia uscito originariamente quando ci chiamavamo Neokhrome, lo consideriamo comunque una parte della discografia dei Perihelion, anche perché è stato ristampato nel 2014 con il nuovo nome.

Ho avuto il piacere di ascoltare e recensire il vostro ultimo album, "Örvény". È decisamente diverso dai lavori precedenti ("Perihelion" e "Zeng"), ma è chiaro come ci sia una sorta di progressione che è avvenuta gradualmente. Ci descriveresti la vostra evoluzione stilistica e le forze che l'hanno generata?

Tutti questi cambiamenti e la costante evoluzione sono un processo naturale che deriva dal nostro perenne desiderio di scoprire nuovi territori musicali che non abbiamo visitato prima. È assolutamente essenziale per noi non ripetere sempre le stesse cose, ma provare a rinnovare la nostra formula un'uscita dopo l'altra. Fortunatamente, siamo costantemente ispirati da una vasta gamma di influenze, esperienze di vita, non parlo soltanto di musica. Azzarderei anche dire che il tutto ci sembra come se fossimo soltanto un mero messaggero di un'entità superiore, un'ispirazione che si materializza in forma musicale e che noi nella band siamo i mezzi per presentarla. Potrebbe suonare bizzarro, ma ho spesso questo sentore.

Mi verrebbe da descrivere "Örvény" come un album post-rock con alcuni accenni metal, alcuni nomi che mi sono venuti in mente sono Alcest, Anathema e Sólstafir. Queste band erano effettivamente tra le vostre influenze mentre scrivevate l'album?

In minima parte, probabilmente. Intendo dire, è davvero impossibile indicare anche una sola band che ci abbia influenzato durante il nostro percorso, essendo un sistema di ispirazioni molto complesso e indecifrabile.

Mi pare di capire che l'album sia più un concept riguardante il subconscio, come indicato espressamente, un viaggio unico lungo le sette canzoni che lo compongono. Potete dirci qualcosa sulle tematiche? Cosa le ha ispirate?

L'album ha una curva emotiva ben definita che vede il suo punto più profondo nella traccia che gli dà il titolo, "Örvény". I testi sono ispirati da esperienze spirituali ed emotive che mi hanno interessato prima e durante la composizione delle canzoni. Per questo motivo non è facile dare una descrizione di cosa trattino e la stessa non riuscirebbe probabilmente nell'intento.

I testi sono tutti in ungherese, la vostra lingua madre. Questo dà una sorta di elemento esotico al tutto e anche una certa musicalità, per chi come me non è per nulla abituato. Quale pensi sia l'effetto sul pubblico straniero? Pensate sia una sorta di limite per, ad esempio, recensioni e responsi in generale?

Riceviamo costantemente commenti da gente in vari Paesi, riguardo a quanto amino il suono di questa lingua, anche se non riescono a capire una parola. La nostra decisione di passare all'ungherese è stata dovuta soltanto alla mia stanchezza nel formulare i miei pensieri in una lingua diversa, mentre la mia lingua madre offriva uno spettro di opportunità per esprimermi molto più versatile e raffinato. Inoltre, qualsiasi altra opzione per me sarebbe risultata come un approccio poco onesto nel creare musica. Per quanto riguarda la tua domanda, alcuni potrebbero considerare l'uso dell'ungherese come una barriera, un ostacolo nella fruizione della musica nella maniera da loro preferita, ma sono sicuro che coloro che dedicano un tempo sufficientemente lungo alla nostra musica e scavano un po' più a fondo lo vedranno presto come un valore aggiunto, piuttosto che come un aspetto negativo.

Nei commenti avete specificato che non sono state usate tastiere né suoni sintetici, una cosa che mi ha sorpreso perché ci sono delle parti atmosferiche abbastanza importanti sul disco, come nella titletrack. Ci direste qualcosa in più su questo aspetto?

Per citare uno dei miei amici, questa frase suona come una band death metal old-school degli anni '80! [ride] In realtà, abbiamo deciso di specificarlo perché è stato davvero così, nonostante (come hai detto tu) alcuni possano pensare di sentirci delle tastiere. La verità è che sono follemente innamorato dei pedali per chitarra, che alterano completamente il suono dello strumento fino al punto di non sembrare più una chitarra. Questo è ciò che puoi sentire nella titletrack e anche in molte altre canzoni, ma soprattutto negli interludi tra di esse.

Che ci dite dell'attività dal vivo? Stando alla vostra pagina Facebook, tutti gli eventi visibili si sono tenuti o si terranno in Ungheria. Avete in programma di andare all'estero? Magari qualcosa anche in Italia?

In questo momento, le nostre possibilità di suonare dal vivo coprono soltanto il nostro Paese, ma non vediamo l'ora di suonare anche all'estero. Ci siamo già esibiti in Francia, Svizzera, Austria e Romania e al momento stiamo lavorando attivamente per unirci a un tour europeo come band di supporto. Si spera che arriveremo anche in Italia.

Benissimo, abbiamo finito. Grazie ancora per il vostro tempo e buona fortuna per tutto!

Grazie mille a te!