MY SILENT WAKE

   
Gruppo: My Silent Wake
 
Formazione:

  • Ian Arkley – Chitarra, Voce
  • Simon Bibby – Tastiere
  • Addam Westlake – Basso
  • Gareth Arlett – Batteria
  • Mike Hitchen – Chitarra
 

Qualche tempo fa gli inglesi My Silent Wake sono (nuovamente) comparsi sul nostro sito con "Invitation To Imperfection", un lavoro monumentale, inaspettato, sperimentale e assolutamente stupendo. La band si è incamminata stavolta su un percorso sonoro diverso dal gothic metal che l'ha sempre contraddistinta e abbiamo il grande piacere di poterne discutere proprio con Ian Arkley: perché questa scelta? Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? E davvero come strumento supplementare è stato utilizzato (tra le altre cose) un divano? Scopriamolo insieme.


Salve My Silent Wake, salve Ian. Bevenuti su Aristocrazia!

Ian: Grazie, è bello sentirvi!

Per cominciare, potresti presentare il gruppo ai nostri lettori? Alcuni tra i vostri album sono già passati sulle nostre pagine, è vero, ma siamo tutti piuttosto curiosi di ricevere qualche informazione più personale direttamente da voi.

La formazione attuale comprende Addam al basso, Gary alla batteria, Simon alle tastiere, Mike alla chitarra ritmica e io alla chitarra e voce. Abbiamo amici che aggiungono di tanto in tanto strumentazione extra alle nostre registrazioni e la maggior parte di noi si diletta con altri strumenti nei nostri brani sperimentali e acustici. La band va avanti da dodici anni, nel corso dei quali abbiamo avuto qualche cambio di line-up. Io sono un componente costante. Ho suonato in molte altre band durante gli anni. I My Silent Wake si sono formati con membri degli Ashen Mortality e il gruppo in cui suonavo precedentemente erano i Seventh Angel, riformatisi circa un decennio fa.

La vostra ultima fatica "Invitation To Imperfection" mi ha stupita, a dire poco. È un disco profondo, emozionale, incredibile e imprevedibile, me ne sono innamorata al primo ascolto, complimenti. Ciò che avete offerto ai vostri ascoltatori è un lavoro di quattordici tracce in cui atmosfere acustiche, natura, suoni gotici ed espermenti etnici si fondono meravigliosamente: come ne avete sviluppato il nucleo sfaccettato?

Grazie davvero! A dire il vero è stato creato a partire da diverse registrazioni, per la maggior parte eseguite in casa, con le quali ci siamo divertiti e intrattenuti nell'ultimo anno o due. Molto è stato improvvisato e non pianificato. Ho usato un registratore portatile per molti brani e avevamo anche del materiale studio col quale non avevamo fatto ancora niente, quindi è stato perfezionato e aggiunto. Molte delle tracce sono state completamente fatte in casa e registrate lì per lì. Tre di noi hanno in casa un'attrezzatura molto semplice per registrare questo tipo di cose. L'unica cosa che abbiamo in effetti pagato è stata la masterizzazione, eseguita dal mio amico Martin Bowes degli Attrition. Gran parte delle mie registrazioni sono stae mixate col programma gratuito Audacity e il mio registratore portatile è costato l'ingente somma di 50 sterline. Ci siamo senz'altro divertiti a mettere tutto insieme e davvero non vedo l'ora di fare di nuovo una cosa del genere. È tutto così indisciplinato e imprevedibile, e non devi imparare nessuna parte, solo suonare.

Alcune canzoni, ad esempio "The Fear" e "Helga Kindir", includono percussioni non convenzionali o oggetti casalinghi: sono piuttosto curiosa a proposito degli strumenti specifici che avete utilizzato, potete rivelarci il vostro segreto?

Praticamente si è trattato di percuotere mobilio e di usare contenitori per bere ed elettrodomestici, cose così. "The Fear" non ha affatto strumenti normali, il mio divano (che tristemente non è più con noi) faceva un suono grandioso, se colpito; e il sistema centrale di riscaldamento funzionava male e tirava fuori suoni apocalittici, quindi li ho registrati. È stato divertente manipolare questi suoni con degli effetti. Un certo programma radiofonico metal americano trasmette tracce random e poi le commenta; il tizio ha mandato in onda "The Fear" ed era ovvio che fosse rimasto indifferente, a dir poco. È stato spassoso. Una cosa che però ha detto è stata «Cos'era quello, il bagno di Darth Vader?», e ha aggiunto che non avrebbe comprato la maglietta.

Sono stati suonati anche molti strumenti stranieri, etnici e a volte persino culturalmente distanti, tipo il djembe, il mandolino, lo jouhikko, la karimba, l'ocarina, l'erhu e il didgeridoo. Praticamente avete messo insieme diversi suoni dal mondo e il risultato è in ogni caso fluido e coerente. Come siete venuti a sapere di tutti questi strumenti interessanti?

Tendiamo a procurarceli quando li troviamo e abbiamo una piccola collezione di questo tipo di strumenti, così come di quelli normali. Anche i nostri amici hanno alcuni strumenti curiosi. Iniziamo un traccia facendo qualcosa e poi ci aggiungiamo qualsiasi cosa che pensiamo possa funzionare. Non è qualcosa di totalmente programmato e si sviluppa più come un dipinto.

Sono particolarmente curiosa a proposito dello jouhikko, un tipo particolare di kantele, che è uno strumento tradizionale in Finlandia (dove vivo al momento), così come in Estonia e Carelia. Conoscete altri gruppi che lo usino nei loro brani?

Non sono assai informato in proposito, ma il nostro amico Craig, che l'ha suonato, sa molte cose. Un giorno l'ha portato con sé e abbiamo iniziato a improvvisare. Aveva scritto un bel motivo e la sua ragazza Misty accompagnava col djembe, mentre io facevo ronzare il violoncello, abbiamo registrato i tre strumenti insieme e poi ho aggiunto alcune sovraincisioni.

"Vorspiel" ci accoglie con strumenti di matrice classica, come il pianoforte e gli archi. Che ne pensate della musica classica, fa parte dei vostri ascolti quotidiani?

Mi piace molto. Forse non la ascolto quotidianamente, ma in ogni caso spesso. Mio padre era un grande fan della musica classica e quindi in casa la si ascoltava di frequente. In generale preferisco quella strumentale e nutro un vero e proprio amore per la musica medievale, il che in effetti dovrebbe sembrare abbastanza ovvio. Sono anche un grande fan del folk, specialmente di quello anni '60 e '70 e soprattutto di stampo folk-rock.

Potrà sembrare stupido, ma sono rimasta affascinata dall'uso del throat singing, stile che non smette mai di intrigarmi e affascinarmi. Come l'hai imparato, è davvero così difficile e impegnativo come sembra?

Anche stavolta è stato Craig. Non ho idea di come ci riesca, ma è grandioso. Anche questo è stato registrato con l'Alesis Palmtrack (il registratore portatile, N.d.T.) e aggiunto alle tracce lì dove poteva starci bene.

Non riesco esattamente a scegliere un brano che preferisco, perché tutti mi hanno in qualche modo scioccata per qualche motivo. Adoro il modo in cui "You Drift Away" suona come un monologo, il gusto medievale di "The Tempest" e l'elemento ambient e artificiale che si impone in "Aventurine". D'altra parte, credo che il vero nucleo di "Invitation To Imperfection" sia "Melodien Der Waldgeister": in qualche modo sintetizza l'idea principale secondo cui l'album sia un viaggio attraverso l'ignoto, con atmosfere e musiche che cambiano e si evolvono man mano che il viaggiatore si inoltra nei boschi. Questa almeno è la mia personale interpretazione, la condividete? C'è altro che desiderate aggiungere?

Sì, la condivido ed è il messaggio che ho provato a trasmettere. Ecco il perché del suono dei passi che iniziano e poi si fermano per ascoltare la musica. Credo che sia quasi un'esperienza post-morte o in qualche modo fuori dal corpo, quel tipo di viaggio privo di orientamento, nel quale non sai cosa diavolo ti stia succedendo, ma in ogni caso non è niente di spiacevole e conduce alla pace e, alla fine, al silenzio.

E adesso, la copertina: perfino la parte grafica del disco vede coesistere diversi stili e immagini. Ce la spiegheresti?

Avevo una copertina già pronta, ma poi ho visto una foto di Simon di una parte del pulpito della cattedrale a Mechelen e ho capito che avremmo dovuto usare quella. Era l'immagine perfetta per il disco, perché sembrava un «Invito All'Imperfezione», mani tese ma distrutte. Le altre immagini provengono dal medesimo pulpito o si tratta di oggetti straordinariamente imperfetti.

Qual è la vostra idea di «imperfezione» e perché avete incluso questa parola nel titolo?

Perché [il disco] ha dei difetti. Non è raffinato, presenta degli errori e dà un senso di grezzo. In generale è prodotto in casa ed è molto organico. Prendi qualcosa come "Tubular Bells": è ben lontano dall'essere perfetto, ma crea in qualche modo un proprio tipo di perfezione che ti porta a non voler cambiare niente, a non desiderare che sia diverso. Non vorresti che le accordature fossero precise, né il tempo. Mike Oldfield sembra aver lottato per anni con l'imperfezione di questo album e ha tirato fuori molte riedizioni e capitoli successivi, ma non c'è modo di avvicinarsi all'originale. So come ci si sente, trovo difficile lasciare che le cose presentino anche solo piccoli errori, ma a volte devi solo guardare il quadro generale e il modo in cui ti fa sentire piuttosto che essere pedante.

I vostri dischi precedenti sono più orientati sul gothic, il death e il doom metal e a dire la verità mi aspettavo qualcosa di simile anche da "Invitation"."Volta" è forse l'unico brano in cui le atmosfere gotiche e dark sono in qualche modo riuscite a sopravvivere. Perché stavolta avete deciso di lasciare da parte la componente heavy?

Si è semplicemente trattato di un metodo diverso di scrittura, lo stesso delle band che lavorano ad altri progetti. Abbiamo solo deciso di fare tutto questo, mantenendo lo stesso nome. L'unica regola da quando il gruppo esiste è che non ci sono regole e che possiamo suonare qualsiasi cosa vogliamo. Tutto ciò ha fatto sì che le cose si mantenessero innovative e gradevoli per dodici anni.

Cosa bolle in pentola per il futuro dei My Silent Wake? Sperimenterete di nuovo stili diversi, l'elemento metal è stato abbandonato del tutto?

No, stiamo lavorando a un disco metal adesso, inizieremo il mese prossimo. Faremo sempre anche roba di tipo sperimentale, probabilmente in misura maggiore quando saremo più vecchi. Dal vivo proponiamo il lato metal della band, visto che in realtà non mi piace molto suonare il nostro materiale acustico sul palco. Spero un giorno di sviluppare un set più ambient.

Quali sono le uscite del 2017 che hai apprezzato di più finora?

Non posso dire di ascoltare molta musica nuova… Mi piace l'EP dei Famyne, non sono sicuro però che sia uscito quest'anno. "Pure" degli In The Woods…, è stato quest'anno? Una band che ho scoperto di recente sono gli Horisont, che mi piacciono molto. Un gruppo da tenere a mente sono gli Age Decay, e i Northern Light Exposure.

Ultima domanda, giuro: quali sono i tuoi dischi preferiti, quelli senza i quali non potresti vivere?

Zeppelin I, II, III e IV; "Tubular Bells", "Aion" dei Dead Can Dance. Mi fermerò qui, perché potrei continuare. Amo la musica e molti stili diversi e nel preciso istante in cui rispondi alle domande di un'intervista come questa e le invii ti vengono in mente cose ovvie che hai dimenticato di citare.

Bene, è tutto. Grazie per aver chiacchierato con noi, è stato un enorme piacere! Speriamo di avervi nuovamente sulle nostre pagine in futuro, per il momento vi auguro il meglio. Questo spazio è per te, lascia pure un messaggio ai vostri lettori.

Molte grazie per l'intervista. Date un'occhiata al nostro canale YouTube a mio nome, Ian Arkley, ed esplorate ciò che abbiamo fatto per oltre un decennio, così come gli altri miei gruppi. Se vi piace ciò che sentite, per favore condividetelo!

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