SCHAMMASCH

   
Gruppo: Schammasch
Traduzione:  ticino1
 
Formazione:

  • C.S.R. – Voce, Chitarra, Basso
  • M.A. – Chitarra
  • B.A.W. – Batteria
 

Vi ringrazio per la vostra disponibilità a concedere un'intervista ad Aristocrazia Webzine. I gruppi svizzeri paiono di regola essere restii nei confronti della stampa italiana.


 

Come state musicalmente al momento?

C.S.R.: Noi finora no (riferendosi alla stampa italiana, n.d.a.). Ci troviamo ora a pieno nel processo di composizione per il nuovo lavoro e ci cimentiamo a elevare il nostro lavoro musicale a un livello più alto.

Come vi siete sentiti prima, durante e dopo la presentazione del disco a Basilea?

C.S.R.: Teso, snervato, distrutto.

B.A.W.: Contentezza accompagnata da nervosismo, prima entusiasta, poi snervato, poi nuovamente concentrato a suonare, alleggerito e in parte soddisfatto.

Schammasch, Blutmond… in che direzione si dirige la Svizzera d'acciaio? La progressività pare sia di moda oggi.

C.S.R.: Considerando i gruppi svizzeri di una certa importanza, che si contano sulle dita di entrambe le mani, non si riesce a riconoscere alcuna moda. D'altro canto non m'interesserebbe neppure, anche se fosse così. La nostra creatività non ne sarebbe influenzata.

B.A.W.: Mi fa piacere che oltre a formazioni che si dedicano al mantenimento del "vecchio" ci siano anche quelle che seguono vie progressive.

Qual è il concetto dietro a Schammasch?

C.S.R.: È La canalizzazione di energia negativa tramite espressione artistica/intensificazione della sensazione spirituale. Mi è comunque sempre difficile sottomettere Schammasch a un concetto fisso unico, poiché si trova in continua evoluzione.

oi, presi singolarmente, non siete degli sconosciuti nella scena svizzera. Come riuscite a gestire i singoli progetti a livello temporale e artistico?

C.S.R.: Schammasch è per me il centro della mia creazione artistica e ha perciò priorità sugli altri progetti.

B.A.W.: Metto Atritas e Schammasch sullo stesso livello. L'unica differenza, a parte la direzione musicale naturalmente, è che presso gli Atritas contribuisco con dei testi ma non influenzo direttamente la composizione dei pezzi. Problemi di tempo non mi si creano e coincidenze di concerti non ce ne sono state finora.

Sarebbe plausibile che Schammasch incida un disco acustico come già i Dornenreich?

C.S.R.: Chissà cosa ci riserva il futuro…

Cosa v'ispira nel comporre?

C.S.R.: Sono io che mi occupo della composizione. Sono ispirato da parecchie cose come musica, letteratura, arte visuale, dal Sole, emozioni, diversi tipi di sensazione e stati d'animo.

Di cosa trattano i testi, cosa vorrebbero trasmettere?

C.S.R.: Sono in prima linea tentativi di elaborazione del caos mentale. Devono intensificare l'energia negativa la cui base rappresenta il piano musicale ed esprimere parti della mia psiche. Mi dedico ai tipi di letteratura più diversi e ad altri generi d'arte, cosa che agisce fortemente sui testi.

Come avete avuto l'idea per il titolo "Sic Luceat Lux"?

C.S.R.: Grazie al "Ninth Gate" di Polanski. La sequenza alla fine di "INRI", oltretutto, è tratta anch'essa da lì. Il titolo non potrebbe essere più adatto. Lascia spazio a parecchia interpretazione (film del 1999 con J. Depp, n.d.a).

Tentiamo un paragone un poco diverso… che libro secondo voi rispecchia all'incirca il vostro disco?

C.S.R.: Nessuno che io abbia letto finora. Domandamelo ancora fra dieci anni, forse fino ad allora ne avrò trovato uno.

Come sarà il futuro di Schammasch?

C.S.R.: Sarebbe da sperare "glorioso", haha. Ci sono da aspettarsi rappresentazioni in concerto più numerose e intense, un processo creativo più omogeneo, collaborazione con qualche individuo nuovo… infine, intensificazione a ogni livello.

Che manifestazioni dell'Arte vi attirano oltre alla musica e perché? Quali sono i vostri artisti preferiti?

C.S.R.: Tutte. Tutto quello che ritengo essere Arte. Arte è l'alimentazione di base per l'anima, per me è espressione e anche riflessione di ogni spiritualità. Citare dei nomi non avrebbe alcun senso. C'è una quantità infinita di individui interessanti nel mondo dell'Arte.

Con che gruppi vi piacerebbe condividere il palcoscenico? Quale sarebbe la vostra costellazione di sogno?

C.S.R.: Restando in dimensioni fantastiche? Con i Black Sabbath originali, The Doors, Dead Can Dance, Nick Cave e Manson dell'inizio Anni Novanta (o dei tardi Anni Sessanta).

B.A.W.: Mi accontenterei già con i Secrets Of The Moon e Behemoth.

C.S.R.: Non direi neppure io di no.

Cosa pensate… sarebbe realistico per i gruppi metal inserire in un concerto una jam session come è d'abitudine nel jazz? Devo dire sinceramente che non mi sono restati ricordi di avere mai vissuto qualcosa del genere.

C.S.R.: Ho già vissuto qualcosa del genere. Una vera jam session la vedo al massimo nel ramo doom. Sarebbe sicuramente interessante, a condizione che si tratti di buoni musicisti.

B.A.W: In sala prove capita che il suonare a caso porti a una sorta di jam session. Purtroppo non abbiamo mai registrato nulla, anche se ogni tanto questa spontaneità porta magnifiche idee. Live è già più difficile da realizzare e nel ramo black non avrebbe senso alcuno.

Dopo diversi ascolti ho l'impressione che il vostro disco si estenda su diverse direzioni musicali. Nascono atmosfere, appaiono scale doom e qualche angolino potrebbe passare comodamente in cassetti più moderni che ora sono di moda (e normalmente suonati male). Non voglio in questa sede entrare più in dettaglio. Come stimate o giudicate la mia impressione?

C.S.R.: Corretta.

B.A.W.: Assolutamente. Sono contento che non ci si possa semplicemente mettere in un cassetto. Non sento nulla di moderno nella nostra musica, comunque si tratta anche di una questione di definizione e interpretazione.

Che cosa avete vissuto di divertente con il gruppo in studio o live per esempio?

C.S.R.: Vengono in mente cose… (ride). Fortunatamente abbiamo tutti un senso dell'umorismo molto armonico.

B.A.W.: Difficile trovare qualcosa di specifico. Siccome siamo tutti un poco fuori di testa, nascono molto sovente situazioni divertenti. Ognuno che ha già suonato in gruppo, credo, sa cosa voglio dire.

Mi sorprendo spesso a pensare che l'onda metal si stia calmando. Poi ricevo cd come il vostro, quello dei Blutmond, Blasphemophagher e altri da recensire che mi spingono a rivedere la mia opinione. Come credete si svilupperà la scena nei prossimi, diciamo, cinque anni?

C.S.R.: E' poi sempre il solito circolo all'interno delle diverse scene. Prima o poi si ritorna alle origini. Per esempio tutte quelle nuove band psichedeliche (alcune delle quali rispetto veramente) che possono "contare" su un numero crescente di fan. Si riprende il vecchiume, lo si reinterpreta o semplicemente copiato e a lato si creano mode ignobili. Questo circolo continuerà finché potrà.

B.A.W.: Ci saranno sempre correnti nuove, progressive o avanguardiste, ne sono convinto. Ci saranno anche sempre plagi privi d'identità o d'ispirazione la cui musica non vale il prezzo del cd su cui è stampata. L'arte è sapere filtrare quello che per ognuno ha un valore.

Che tipi di supporti musicali preferite e perché?

C.S.R.: cd e mp3. Assolutamente non "true" ma per me sono comodi e pratici. La mia collezione di lp e cassette è molto ristretta e si limita a una dozzina di pezzi in totale.

B.A.W.: cd ed lp. Utilizzo, consumo ed elaboro la musica sia con l'udito sia con la psiche. È un'opera d'insieme che non dovrebbe essere separato. È mio desiderio esplicito pubblicare un giorno i lavori dei miei gruppi su vinile, già solo per le dimensioni della copertina. Uso gli mp3 solo se voglio provare qualcosa di nuovo e sconosciuto. Per scaricare in massa sono troppo pigro e incapace.

Ammettiamo che Bushido (rapper tedesco che si è liberamente servito della musica di gruppi metal, n.d.a.) o un altro gangsta-rapper vi rubi un riff, come reagireste?

C.S.R.: Gli faremmo causa per 10.000 Yen.

B.A.W.: Oppure richiederemo una fetta del guadagno, così le prossime sedute in studio sarebbero pagate. Magari dovremmo mandargli qualcosa di nostro.

C.S.R.: Questa potrebbe essere LA soluzione.

Avete pianificato di suonare anche in Ticino o in Italia?

C.S.R.: Non è stato pianificato nulla di concreto, ma non escludiamo a priori di suonarvi.

B.A.W.: Essendo mezzo italiano mi piacerebbe suonare una volta in Italia. Proprio quando spartiamo il palco con italiani, come poco tempo fa con Forgotten Tomb, ed io parlo con questa gente, noto che mi sento comunque molto legato a quel paese.

Smettiamola con le stupidaggini. Ora vi lascio il microfono per insultare gente o per comunicazioni varie!

C.S.R.: Tutti i membri dei Blutmond sono faccioni arroganti e affamati di soldi! Soprattutto quello con il sassofono – SLL -.

B.A.W.: Come disse già un grande artista italiano: lasciatemi cantare con il cazzo in mano. Grazie per l’intervista. [N.d.A.: queste sono le parole originali di B.A.W., non tradotte]

 

 

 

 

 

 

 

 

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