Evento: Tons + Grime + O
Data: 28/09/2012
Luogo: United Club, Torino (TO)
   
Gruppi:
 

Advent: Lo United Club di Torino è un locale che mi sta parecchio a cuore, sia per la gente che ci passa spesso e sia per quello che propone. È un posto di ritrovo all'interno del quale spesso regna la musica, quella buona. Un posto anche un po' sfigatino, che si è ripreso da un piccolo incendio che ne aveva minacciato l'esistenza. È un locale che ha fatto e continua a fare il bene della scena underground italiana. La serata di cui parliamo questa settimana è stata necessaria per unire un po' di gente e per lasciare urlare chi aveva qualcosa da urlare. I primi a salire sul palco per dare inizio al tugurio sono stati dei ragazzi di Biella di cui abbiamo già parlato nella nostra 'zine.


Passato: Deprogrammazione. Presente: O, Il Vuoto. Non per sminuire il nostro Mourning che li ha già recensiti, ma in concerto 'sti cazzo di O sono stati dei flipper andati in tilt, su disco sembrano meno bestiali. Le chitarre prendevano brevi respiri mentre macinavano l'aria, il batterista aveva uno spinterogeno infilato su per il culo. Il cantante imponeva una presenza forte, feroce, ha saputo essere cattivo e impeccabile, è stato veicolo immediato di energia sonora. Le sfuriate Post-Core si alternavano a rallentamenti che avevano dello spirituale, il basso lasciava affiorare una natura strisciante e marcia di Hardcore. In due parole, gli O live hanno una identità ben definita che possiede grandi potenzialità, mantenendosi diversa da tanti cloni, se la si lascia crescere ancora un po' diventerà micidiale. Assassini i pezzi "Apnea", "Addio Alla Luce", "Di Vita E Altri Veleni". Un mare di questa rabbia non polverizza nulla, ma ha riempito il vuoto che avevo dentro.


Dope Fiend: Sul piccolo palco dello United salgono i Grime, quartetto triestino anch'esso già apparso sulle nostre pagine in occasione della recensione del loro ep e dell'intervista, entrambe curate da Mourning. Già il soundcheck che precede l'esibizione non lascia spazio a dubbi: i Grime hanno intenzione di distruggerci, vogliono farci in poltiglia, vogliono annientarci. Pochi istanti dopo il suo inizio, lo spettacolo si ferma perché, a quanto pare, i musicisti non sono ancora abbastanza soddisfatti dei volumi e, dopo qualche aggiustamento da parte del fonico (che peraltro si dimostrerà ottimo nel gestire i suoni dell'intera serata) e dopo la corsa al bar per andare a carburarsi con un bicchiere di Jack & Coke del batterista, lo sfacelo cerebrale ha davvero inizio. Il volume della musica è mastodontico, a tratti difficilmente sopportabile, e gli interminabili fasci di feedback intenzionalmente generati dai ragazzi non fanno che stordire ancora di più un pubblico già devastato dalla sprezzante incuria assassina con cui i nostri timpani vengono ridotti in briciole. Durante il corso della performance, entro poco tempo, tutti i presenti si rendono conto che ciò che sta uscendo dalle casse non è per palati musicalmente fini: lo Sludge dei Grime è maligno, sporco, acido e grezzo. La sensazione di disagio e malessere espressa è quasi tangibile, la strisciante e rivoltante aberrazione che scroscia dagli strumenti e dalla voce di Marco ricalca indubbiamente quel sound marcio e velenoso tipico dello Sludge degli anni Novanta di gente come Iron Monkey e EyeHateGod, di cui i Grime si sono evidentemente riempiti le orecchie da sempre. Quando il quartetto abbandona il palco siamo tutti emotivamente e spiritualmente svuotati per cui una boccata d'aria è l'unica via percorribile per ristabilire un po' la funzionalità neuronale in attesa dell'ultimo gruppo della serata.


Risalita la scalinata del locale che porta alla sala dei concerti siamo nuovamente pronti per accogliere i Tons, gruppo torinese che presenta la prima prova in studio, il full "Musineè Doom Session Vol. 1", concept ispirato proprio al monte piemontese Musineè che, secondo la tradizione locale, sarebbe teatro di sinistri fenomeni occulti. Il trio ci propone un Doom esacerbato di Sludge, una miscela di suoni grassi, gonfi e settantiani che fa idealmente a botte con un'esposizione macilenta e venefica, con una voce stridula e ficcante e con una batteria che, spesso e volentieri, alza i giri del motore e lancia veloci bordate che stordiscono l'incauto ascoltatore. Un aggiuntivo appunto di merito devo obbligatoriamente tributarlo a Paolo che, in veste di bassista e cantante, sfodera una prestazione davvero da applausi: le dita sul manico del quattro corde non si fermano mai e, con una notevole perizia, sostengono un'intelaiatura sonora da brividi. Raccogliere l'eredità dei primi Black Sabbath, unirla con la pesantezza dei Cathedral e addizionarla con l'attitudine drogata di gente come Weedeater e Bongzilla è una mossa invincibile; i Tons lo hanno capito e noi lo apprezziamo senza riserve di alcun genere. Bellissima esibizione!


La serata finisce e la mia sete di cattiveria, di rabbia, di acidità e di Doom è finalmente soddisfatta, così come lo è la mia collezione discografica che viene ingrassata con i dischi di tutte e tre le band. Ancora una volta (come succede sempre più di frequente a questi eventi), non posso fare a meno di chiedermi dove siano gli appassionati, perché nella sala non ci sono più di una scarsa quarantina di persone e dove cazzo sia andato a finire tutto quel "supporto" che sento continuamente declamare come un trofeo di guerra: queste sono le occasioni per supportare davvero un gruppo, specialmente quando una band come i Grime (come ci viene confermato da Marco) si sopporta quattordici ore di bus, tra andata e ritorno, per suonare mezz'ora. Non è nulla di nuovo, lo so, ma credo sia qualcosa su cui, ogni tanto, bisognerebbe soffermarsi a riflettere, prima di vantare azioni di supporto ad una band. Per chiudere, un piccolo consiglio: se questi gruppi di macellai sonori e spirituali dovessero passare nei vostri dintorni, non perdeteveli per nulla al mondo! DOOM ON!