Evento: Babymetal World Tour 2015
Data: 05/06/2015
Luogo: Estragon, Bologna, Italia
   
Gruppi:
  • Babymetal
 

Circa un anno fa Istrice parlò su questo sito del fenomeno Babymetal e del loro concerto a Londra; il 2015 è stato un anno più fortunato per gli abitanti della nostra Penisola, in quanto le tre ragazzine sono riuscite a fare per la prima volta una tappa in Italia, più precisamente a Bologna. Chiaramente questo è un evento che il vostro caro Vlakorados non si sarebbe mai perso per nulla al mondo.


Partirò dal principio, ovvero dalle dieci del mattino, orario in cui io e il mio compagno di disavventure — che ringrazio già ora per avermi fornito delle foto decenti — arriviamo all'Estragon e immediatamente ci rendiamo conto di essere nel posto giusto grazie a una macchina con il logo della band aerografato sulle portiere e due teschi (memori dei Babybones) sul cofano. Poco più avanti, più precisamente davanti all'entrata, iniziamo a notare i primi colleghi Babymetallari; fin da subito è stato possibile rendersi conto che il pubblico sarebbe stato variopinto: italiani (ovviamente), spagnoli, francesi e giapponesi, divisi tra fan incalliti, metallari e persone normalissime. Ci viene dato un numero — che, ahinoi, si rivelerà sostanzialmente inutile — e scopriamo di essere il decimo e l'undicesimo con un biglietto standard. Non male.

Le otto ore di attesa successive possono essere riassunte in una sofferenza indescrivibile a causa del caldo, ma c'è anche da dire che l'acqua è diventata un bene indispensabile solo nell'ottica di non morire prima del concerto; l'atmosfera era in generale gradevole e rilassata, nonostante tutto. Le cose però iniziano a scaldarsi — e non in termini di temperatura — nel primo pomeriggio, quando iniziamo a sentire le prove della band e a un certo punto, in modo del tutto inaspettato, la voce di Su-Metal irrompe delicatamente dando un taglio alla sensazione di apatia che stava iniziando ad appropriarsi di noi. Seguono tentativi di sbirciare tra le fessure nelle guarnizioni — riusciti, ma bloccati poco dopo — e altri piccoli espedienti per far passare il tempo, fino a che arriviamo all'apertura delle porte anticipata per chi ha comprato il biglietto VIP; anche chi deve ancora aspettare sa che comunque l'attesa sta per finire. La gente in coda ormai si è moltiplicata a dismisura e possiamo notare come il raggio di età parta dai quattro o cinque anni di una bambina asiatica vestita in pieno stile Babymetal e arrivi agli insospettabili e apparentemente fragili giapponesi intorno alla cinquantina.


BABYMETALTutto questo preludio aveva un unico scopo: quello di farvi arrivare la devozione quasi folle che le idol giapponesi riescono a generare nei propri seguaci; abbiamo passato un'intera giornata a morire di caldo, ma non nego che sarei pronto a rifarlo per queste tre giovani metallare. Questo perché sono state l'attesa e la passione che permeavano l'aria a enfatizzare le emozioni dei fan più sfegatati, e arriviamo dunque alla sublimazione di cotanta dedizione: il concerto. Fin da subito ci si accorge che la situazione in termini di temperatura non è tanto migliore all'interno dell'Estragon, tuttavia ormai non ce ne importa granché. In qualche modo riusciamo a guadagnarci un posto tra le prime file e passiamo l'ennesima e ultima ora di attesa tra il sudore collettivo e i palloncini volanti.

BABYMETALFinalmente poi, alle otto di sera, siamo al momento clou della giornata: l'introduzione di "Babymetal Death" ci trasporta immediatamente in un'altra dimensione. La Kami Band — il gruppo di musicisti a supporto delle tre ragazze — entra poco dopo e viene accolta con calore, ma il boato dal pubblico arriva all'ingresso di Suzuka, Yui e Moa, che si mostrano in tutto il loro splendore e tramite la suddetta canzone si presentano come ormai ci hanno abituati: «Su-Metal death! Yui-Metal death! Moa-Metal death! Babymetal death!».
 

BABYMETALGli spettatori partecipano attivamente (per quanto possibile) a rendere il concerto divertente dal principio, anche se chiaramente i veri protagonisti stanno sul palco; e se il brano introduttivo è stato una sorta di antipasto, i piatti forti arrivano molto in fretta con "Megitsune", uno dei loro pezzi più apprezzati con le sue melodie orientali. La successiva "Catch Me If You Can" ci da l'opportunità di valutare le capacità della Kami Band grazie al preludio strumentale: i quattro si dimostrano ottimi musicisti e abili intrattenitori, con una menzione speciale al simpaticissimo bassista Boh e alla sua pelata con la bandiera italiana dipinta sul retro. "Doki Doki Morning", la loro prima canzone in assoluto, chiude la prima fase del concerto su toni allegri e spensierati.

BABYMETAL"Mischiefs Of The Metal Gods" è un breve passaggio strumentale che conferma la bravura dei quattro Kami e conduce a una serie di pezzi in cui la leader Su-Metal e le Black Babymetal — sottogruppo composto dalle altre due — si alternano sul palco, consentendo alle ragazze di avere più momenti di pausa diluiti nel tempo. Si inizia con "Akumu No Rondo" che lascia tutti a bocca aperta con la sua aura oscura e l'ottima interpretazione della cantante e si prosegue con qualcosa di diametralmente opposto come "4 No Uta", che ha strappato un sorriso anche al personale della sicurezza di fronte a noi. "Akatsuki" ci riporta su toni più seri e il pubblico apprezza ancora una volta le doti di Suzuka, che in questo pezzo offre una prestazione altamente emozionante; il lotto di presenze alternate si conclude con "Onedari Daisakusen", in cui possiamo ammirare le adorabili Yui e Moa atteggiarsi come se fossero uscite da una band Nu Metal di fine anni Novanta.

BABYMETAL Siamo agli atti finali e un filmato proiettato in una direzione troppo distante dal palco — l'ammasso di gente che si era creato nelle prime file rendeva difficile ogni movimento, figuriamoci girarsi — ci porta verso il brano più recente delle Babymetal: "Road Of Resistance". In tutta onestà, non mi ha mai detto granché, probabilmente per l'eccessiva influenza di una band che ha collaborato alla stesura e che non apprezzo molto, ma non nego che dal vivo abbia funzionato. E finalmente arriva "Gimme Chocolate!", il cui video su YouTube si sta avvicinando alle trenta milioni di visualizzazioni; verso la fine, le tre ragazze coinvolgono gli spettatori spingendoli a cantare il ritornello, prima di uscire dal palco con il loro ormai celebre «See you!».

 

BABYMETALMa non finisce qui, perché dopo una breve pausa le Nostre tornano più cariche che mai per un encore, per la felicità di tutti i presenti. Come è ovvio che sia, "Headbanger!" scatena uno scapocciamento collettivo — non che prima siano stati tutti fermi comunque — mentre "Ijime, Dame, Zettai" ci ricorda della loro opposizione al bullismo, ci delizia con l'ormai classica battaglia tra Yui e Moa durante l'assolo e chiude definitivamente l'esibizione. C'è tempo solo per un ultimo saluto e con nostra sorpresa le fanciulle decidono di congedarci con un «A presto!»; poco importa che la loro pronuncia lo abbia fatto suonare strano, è stato decisamente kawaii.


BABYMETALIl concerto è stato indubbiamente un successo e oltre agli ovvi meriti della musica ci sono altri dettagli che hanno contribuito positivamente. In quanto idol ormai professioniste, la presenza scenica è un elemento a cui è dedicata grande cura; a partire dalle tre protagoniste indiscusse, sempre sorridenti, carismatiche ed espressive con i loro atteggiamenti, passando per i momenti puramente Metal offerti dai quattro Kami, musicisti di alto livello che hanno saputo intrattenere il pubblico, prendendosi anche qualche spazio durante i brani (ad esempio l'assolo di "Akatsuki"). Piccola nota negativa va all'acustica, che in diversi momenti ha penalizzato le voci e in minor parte le chitarre, ma tutto sommato è stato un evento talmente entusiasmante che questo leggero difetto non ha influito poi molto. Un applauso va invece al pubblico, che si è dimostrato incredibilmente dedito al gruppo e ha fatto tutto il possibile per rendere l'esibizione ancora più divertente anche per chi ne era protagonista; insomma, molta della gente presente poteva sembrare strana o fuori di testa, però sempre meglio delle cose che si leggono di certi metallari (o gente che così ama definirsi). Devo solo chiedere scusa al ragazzo che stava davanti a me, pensando a tutte le volte che sono stato spinto da dietro addosso a lui potrei averlo messo incinto; ma effettivamente non ci sono state esagerazioni, per fortuna.

BABYMETALIn definitiva, le Babymetal sono andate ben oltre le mie aspettative. Avendo guardato diversi video prima dell'evento, mi ero fatto un'idea di ciò che avrei visto, ma nessun DVD e nessun sito di streaming avrebbe mai potuto prepararmi all'ondata di emozioni ed entusiasmo generata da queste tre giapponesi e dai loro collaboratori. Difficile anche considerarlo un semplice concerto Metal, non perché voglia reputare il gruppo come qualcosa di superiore a questo genere, piuttosto perché le coreografie e l'impostazione del tutto fanno più parte del mondo delle idol. Vi posso assicurare però che diversi metallari hanno saputo divertirsi in questi folli novanta minuti; novanta minuti che a causa dell'intensità sono volati fin troppo velocemente e che personalmente spero di poter rivivere presto.