Evento: An Evening With John Garcia - Unplugged Tour 2015
Data: 10/12/2015
Luogo: Lo-Fi, Milano
   
Gruppi:
 

 

Freddo fuori e caldo dentro, l'autunno si avvicina al termine, regalando una serata gelida che si trasforma in caldo desertico fra le mura del Lo-Fi di Milano, locale che ha offerto fin qui una stagione musicale di tutto rispetto e che porta sul palco il pezzo da novanta per festeggiare i cinque anni di attività, in un evento imperdibile per gli amanti dello stoner delle origini: John Garcia, accompagnato dal chitarrista Ehren Groban, torna in Italia in occasione del suo tour acustico.


La serata viene aperta dal talentuoso artista danese Christian Hede Madsen e dalla sua one man band Bellhound Choir: lontanissimo dal gelo di casa propria, il biondo Christian, con la sua chitarra sempre al limite fra suoni puliti e distorti, crea atmosfere decisamente southern, arricchite dalla sua voce calda e profonda. La sensazione è di trovarsi di fronte a un crooner danese (dall'aspetto assai gesùcristico) appassionatosi di stoner e di Frank Sinatra quando tutti i suoi amici si davano al black metal. Il risultato è molto efficace e non tardano i segni di apprezzamento da parte dei presenti, che Christian con la giusta dose di umiltà non manca di ringraziare alla fine di ogni brano.


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIArrivano le 23:00 e arriva Bosj reduce da una serata galante, puntuale in modo davvero inaspettato e disarmante, in orario perfetto per portarci in prossimità del palco, arredato per l'occasione con comode poltrone, tavolino con teschio di bufalo su cui compaiono drink di diverso genere e tipo, oltre all'immancabile bottiglia di whisky. L'atmosfera da salotto casalingo è premonitrice di quello che ci aspetterà durante il concerto di John Garcia: una serata condivisa fra amici più che il classico evento di tipo frontale in cui l'artista propone e il pubblico ascolta.

L'attacco è il primo regalo per i nostalgici, direttamente da "...And The Circus Leaves Town" il duo propone "Phototropic", perfetta per scaldare gli animi degli astanti, a cui viene proposta in seguito una sequenza di pezzi ben scelti scritti negli ultimi due anni, anni in cui Mr. Garcia si è messo in proprio come solista. Alcuni sono tratti dal suo primo album eponimo ("5000 Miles", "Her Bullets' Energy" fra gli altri), altri veri e propri inediti destinati ai dischi programmati per l'anno nuovo (ebbene sì, due dischi in vista nel 2016, uno dalle sonorità più canoniche e uno completamente acustico).


La serata scorre veloce, fra una chiacchierata col pubblico e qualche cicchetto di whisky gentilmente offerto da John ai richiedenti. Dopo un momento solo strumentale in cui viene giustamente lasciato spazio da protagonista a Groban (che, sottolineiamo, per tutta la sera funge da vera orchestra vivente armato solo di chitarra e looper), si arriva al momento che tutti attendevano, il momento revival con brani dell'epoca Kyuss. "El Rodeo" è una bomba cantata a squarciagola da tutto il Lo-Fi, che non smette di ripetere il ritornello finale per parecchi minuti dopo il termine del brano, cui segue un pezzo non da meno; "Gardenia" resta una delle cose più potenti concepite da mente umana anche in questo nuovo formato. L'inedita "Cheyteilla" non spegne gli animi, mentre un'intensa "Space Cadet" chiude il corpo principale del concerto.

Resta il tempo per un encore, che non può che essere (banalmente) l'immortale "Green Machine"; qualcuno nel pubblico mugugna e chiede qualcosa di meno prevedibile, ma il risultato, non serve dirlo, è clamoroso e alla fine ci si trova tutti a caricare la propria macchina da guerra e finire il fiato residuo in gola.


La serata termina così, dopo due ore di sana musica, fra gli applausi del pubblico e il caloroso ringraziamento degli artisti. Io e Bosj scappiamo verso le rispettive abitazioni, ci sarebbe la voglia di star fuori tutta notte e aspettare Garcia per scambiare quattro parole, ma il sistema sa essere bastardo per chi non ha più vent'anni e un cazzo da fare il giorno dopo.