Evento: Fleshgod Apocalypse - King Italian Tour
Data: 13/10/2016
Luogo: Crash, Pozzuoli, Italia
   
Gruppi:
  • Fleshgod Apocalypse
  • Bloodtruth
  • Párodos
  • Turma
 

 

Le previsioni meteo aristocratiche avevano predetto per la tarda serata di giovedì perturbazioni di carattere metallico, abbondanti dosi di scapocciate e turbinii di capelli, con la possibilità non remota di poghi o altri fenomeni altrettanto violenti. E niente, il meteo aristocratico stavolta non ha fatto cilecca: questa tappa del King Italian Tour dei Fleshgod Apocalypse è stata devastante.


Turma

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIL'apertura dei cancelli per questo evento organizzato dalla Valhalla Agency in collaborazione con Indastria Eventi è avvenuta con un po' di ritardo (in effetti tre quarti d'ora non sono proprio un po' di ritardo), ma lo staff è riuscito a recuperare il tempo perso e ha fatto salire sul palco la prima band con solo una quindicina di minuti di differenza sull'orario concordato: non male!

I Turma, formazione deathcore-metalcore napoletana, sono stati i primi a riscaldare questa serata di fuoco e fiamme, e onestamente hanno saputo fare il proprio dovere più che bene. Con le loro sonorità taglienti e aggressive, le ritmiche spinte e insistenti, e i cambi di tempo e i breakdown tipici del genere, il quintetto partenopeo è stato in grado di accendere e a tratti infiammare gli animi degli spettatori, sfortunatamente ancora pochi, all'inizio. Presentando dal vivo alcuni brani tratti dal primo disco appena sfornato ("Kraken", del quale vi consiglio l'ascolto della titletrack), i Nostri sono insomma riusciti a inserire nello stato d'animo adatto il pubblico, predisponendolo adeguatamente al massacro imminente.

 


Párodos

Dopo qualche minuto di pausa e una boccata d'aria fresca rubata all'esterno del locale, si sente un odore particolare provenire dall'interno: appurato che la nebbia che vedevo dentro la sala non era dovuta a una condizione di non perfetta pulizia delle lenti dei miei occhiali quanto piuttosto alla combustione di incenso rituale, ho ripreso posto tra le fila del pubblico — non di molto cresciuto rispetto a prima — per godermi la performance del secondo gruppo della serata: i Párodos.

Che piacevole sorpresa, davvero! Il quintetto salernitano mi ha colpito molto positivamente con un avantgarde black metal mescolato a un raffinato spunto progressive. Fin dal primissimo momento, ci sono stati un po' di problemi tecnici (microfoni spenti o che fischiavano), ma onestamente il risultato finale è stato più che soddisfacente. "Space Omega", "Heart Of Darkness" ed "Evocazione" sono state davvero tre canzoni che hanno saputo stregare gli spettatori, catturandoli e facendoli sognare dal primo all'ultimo minuto; questi sono anche i tre pezzi presenti (assieme all'intro strumentale) sulla demo che i Nostri mettevano in vendita, demo a cui il Vostro non ha saputo dire di no.


Bloodtruth

Dopo aver ascoltato due gruppi che si avvicinavano alle sonorità della band principale della serata più per le atmosfere che per la violenza, è stato poi il turno dei perugini Bloodtruth, presentatisi a noi sotto forma di quartetto, consacrati al massacro e alla distruzione con un estremo mix di brutal e technical death metal che non manca di sfociare talvolta in eccessi al limite del grindcore.

Stilisticamente perfetti all'atto pratico e dotati di una tecnica spaventosa, il mio ascolto della loro esecuzione è stato però sfortunatamente condizionato da un qualche (penso) problema a livello di volumi in uscita, che mi sono risultati troppo alti e mi hanno un po' disturbato. Ciò nonostante, mi è stato impossibile non notare l'aumento in termini numerico di pubblico — quasi raddoppiato rispetto all'inizio — così come la partecipazione fisica ed emotiva dei presenti durante l'esecuzione della scaletta: poghi ed headbanging non sono mancati in nessun momento della performance, dall'inizio alla fine: questo sì che è stato infiammare il pubblico!


Fleshgod Apocalypse

Giunte circa le undici e mezza, dopo aver goduto della carica -core dei Turma, delle atmosfere oniriche dei Párodos e della scarica estrema di adrenalina dei Bloodtruth, è arrivata l'ora degli headliner della serata, la tempesta definitiva: i Fleshgod Apocalypse.

Con "March Royale" cala il buio sulla sala, e con passo fermo i Nostri salgono pian piano sul palco, imbracciando i propri strumenti per dare il via definitivo al devasto con "In Aeternum", che si concluderà solamente un'ora e mezza dopo, circa, con una spaventosamente teatrale e altrettanto straziante "The Forsaking". Non nasconderò in alcun modo la mia emozione per i ritornelli magistralmente doppiati dal growl profondo e definito del mitico Riccardi e dai puliti e gli acuti dell'incredibile Rossi, né per i cori a tre voci ai quali si unisce anche il grande Trionfera, non per la performance vocale della voce lirica della band, Veronica Bordacchini, e neppure per gli arrangiamenti sinfonici proposti dalla band, i quali donano al sound un tocco di cinematicità (per usare un termine collegato a un'altra band piuttosto nota del panorama metal italiano): non nasconderò niente di tutto ciò, anche perché già così non è possibile descrivere appieno i livelli di epicità e di pathos che hanno segnato l'intero concerto.


Onestamente in gran forma e forti di una scaletta per la quale ho ancora i brividi, che ha spaziato dall'ultimissimo lavoro della band, "King", con i sopra citati primi due brani ("The Fool" e "Cold As Perfection"),  al precedente "Labyrinth" ("Pathfinder", "Prologue", "Epilogue" e "Minotaur (The Wrath Of Poseidon)"), passando  per "Agony" (con "The Violation") e addirittura per "Oracles" (ripescando "In Honour Of Reason"), i Maestri hanno regalato a un pubblico sfortunatamente esiguo ma estremamente e appassionatamente coinvolto una performance di un livello più che alto, unendo il loro symphonic death metal con la metrica dell'extreme death in un'esperienza segnata da toni epici e imperiali, visivamente d'impatto grazie alla scenografia, ai costumi, al trucco e alle brevi sezioni recitate. Magnifico.


Contento, felice, fiero, soddisfatto e piacevolmente sfinito da questa bellissima esperienza, tiro le somme della serata sulla via del ritorno: le performance di tutte e quattro le band sono state validissime e sono riuscite a regalare a me, come penso a tutti, dei fantastici ricordi. Per essere stato un evento in programma in un giovedì sera, le presenze non sono state poche (la cifra a occhio e croce si aggirava tra le cento e le duecento unità), tuttavia per una serata del genere pensavo di vedere ancora più teste nel pubblico; dopo un concerto di questo livello, comunque, non riesco a farmi abbattere da questa idea e così il mio pensiero in merito ai fratelli e alle sorelle che hanno volontariamente scelto di perdersi questo macello diventa: non sanno cosa si sono persi, perché se lo sapessero si spappolerebbero la testa a craniate contro un muro.