Evento: Destrage + Sharks In Your Mouth + Nebulae + Thirsting For Revenge
Data: 03/02/2017
Luogo: Live Music Club, Frattamaggiore (NA)
   
Gruppi:
  • Destrage
  • Sharks In Your Mouth
  • Nebulae
  • Thirsting For Revenge
 

 

Può darsi che i sismografi l'altra notte abbiano rilevato qualche strano tremore nella zona di Frattamaggiore, ma vi assicuro che non c'è stato nulla da temere: erano solo un centinaio di persone che saltavano, pogavano e si dimenavano al ritmo di tanta buona musica. Venerdì 3 febbraio la Distrake, in collaborazione con Bagana Rock Agency e Live To Rock, ha portato in quel della provincia napoletana una massiccia dose di disagio metallico, che il pubblico partenopeo accorso per l'evento ha decisamente apprezzato.


Thirsting For Revenge

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte II

Tralasciando i dettagli di una bruttissima disavventura che mi ha portato a giungere sul luogo del misfatto mezz'ora dopo l'orario di inizio previsto, con mia enorme gioia ho constatato che la partenza del macello era poi stata posticipata: mai stato più contento di un simile ritardo in vita mia. Dopo pochi minuti, ad ogni modo, si è dato fuoco alle polveri e ad aprire le danze è stata la formazione campana dei Thirsting For Revenge.

Il bassista del gruppo, mio amico, mi aveva già parlato in precedenza del progetto, e devo dire che l'interesse e le aspettative sorte in me dopo le nostre conversazioni non sono state tradite. La proposta è davvero interessante, costituita da un Metalcore moderno, melodico e a tratti progressivo, al cui interno si trovano elementi tanto di musica elettronica quanto di fusion, che ha saputo dare la giusta carica al pubblico fin dall'inizio alquanto numeroso.

L'unica sfortuna dei Nostri è stata una gestione non delle migliori del mixer da parte del fonico; comunque sia, a problemi risolti, i Thirsting For Revenge hanno saputo scaldare a dovere l'ambiente, generando del piacevolissimo scompiglio tra le fila degli spettatori e lasciando il palco alle altre band con un pubblico caldo e carico.


Nebulae

A riprendere le redini della serata sono stati poi i Nebulae, una formazione degna di nota per tutti i fan delle più introspettive, rabbiose e psichedeliche soluzioni a cavallo tra lo Stoner e l'Alternative Metal, concettualmente affini a progetti come gli A Perfect Circle.

In quasi quaranta minuti di esibizione, i ragazzi hanno dato prova di possedere non solo ottime doti tecniche — non una nota fuori posto tanto dalle sei corde quanto dalle quattro, non un accento piazzato male sulla batteria e non un errore fatto dietro al microfono — ma anche una grande inventiva, proponendo ai presenti del materiale veramente intrigante. La voce caratteristica di Miriam Granatello, capace di alternare in maniera impeccabile growl e puliti molto incisivi, è decisamente un elemento da non trascurare nella definizione delle sonorità peculiari della formazione: una certa rozzezza nel suo modo di cantare mi ha riportato alla mente in più di una occasione le sonorità più classiche delle voci Grunge ruvide e infuriate.

Questa performance ipnotica ed emotivamente toccante mi ha preso così tanto che, se nel mentre non sono stato capace di resistere al richiamo dell'headbanging, alla fine sono stato costretto dal mio diavolo custode a comprare anche il loro EP "Etere", nel quale ho piacevolmente ritrovato una delle tracce più belle ascoltate poco prima: "Paranormal Time".


Sharks In Your Mouth

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte II

A farmi ritornare coi piedi per terra dall'iperuranio nel quale ero stato lanciato poco prima sono stati poi gli Sharks In Your Mouth, fautori e dispensatori di quello che loro stessi hanno — molto scherzosamente — definito «Generic Metalcore». Non ci sarebbe stato da aspettarsi tempi strani, dunque, né assoli proggheggianti: solo del Metalcore puro e scevro da fronzoli inutili.

Esplosioni, breakdown, ritmiche spinte e un alternarsi incessante di scream e growl hanno così infestato la Sala Concerti del Live Music Club per i successivi quaranta minuti e più, regalando a una platea sempre più numerosa svariate occasioni per cimentarsi in circle pit, poghi e mosh vari. Molto validi tanto tecnicamente quanto a livello di presenza scenica, i Nostri hanno fornito dei ricordi decisamente belli ai fan più accaniti del genere, che hanno dato fisicamente prova di aver gradito la proposta volutamente classica della formazione di Ancona.

Personalmente non posso certo negare che mi siano piaciuti, ma in tutta onestà non mi hanno emozionato tanto quanto i precedenti due gruppi o come avrebbero fatto, dopo poco, quei polentoni dei Destrage.


Destrage

E finalmente eccoli che arrivano sul palco loro, la band principale della serata, l'attrazione che ha riunito oltre centocinquanta teste calde da tre quarti della Campania: i Destrage, straight outta Milano. L'accoglienza calorosa del pubblico è stata superata solamente dalla gioia e dalle emozioni offerte con sudore e sacrificio dalla band che, nella durata di tutta la performance, ha regalato tanti, tantissimi bei momenti alla folla urlante.

Pezzi come "Destroy, Create, Transform, Sublimate" e "My Green Neighbour" hanno esaltato tutti i fan presenti, facendo saltare più e più volte ogni singola testa accorsa. Le sfuriate tecniche dal sapore quasi Math dei chitarristi Matteo Di Gioia e Ralph Salati si sono susseguite pezzo dopo pezzo, perfettamente eseguite in una pulizia oserei quasi dire totale. La scaletta proposta dalla formazione è stata sì carica di pezzi classici ma, giustamente, ha incluso anche molti brani estratti dall'ultimo album da loro rilasciato, "A Means To No End", come ad esempio "Symphony Of The Ego".


Quei ragazzacci ci hanno provato a dare solo il 100% durante l'ora e più di esibizione, ma la folla ha reclamato anche di più e così, quando a gran voce è stata richiesta "Purania", la band non ha avuto altra scelta che acconsentire. Non so se fosse in scaletta fin dall'inizio o meno, non so se l'avessero dovuta suonare in quel momento e non so nemmeno se l'avessero davvero voluta suonare quella sera, so solo quello che ho visto, vale a dire una armoniosa fusione tra un gruppo di musicisti e un pubblico di fan accaniti che scalpitava dalla voglia di ridurre a zero la distanza coi propri idoli.

Il macello è poi degenerato su "Panda Vs Koala" e così, all'apice dello sfinimento, ma presumo anche della soddisfazione, a fine concerto Paolo Colavolpe si è lanciato sul pubblico in uno stage diving accolto con gioia ed eccitazione, seguito dopo poco da uno di quei pazzissimi fan accaniti della prima fila.


Una serata estremamente piacevole, fuori da ogni possibile discussione. Per quanto i problemi tecnici che hanno segnato l'esibizione dei Thirsting For Revenge abbiano colpito anche le performance delle altre band (seppur in maniera occasionale), va constatato che l'evento ha avuto un buon successo. All'uscita è stato bello scambiare due parole tanto con amici quanto con altri sconosciuti, ed è stato altrettanto bello notare come il pubblico non fosse costituito solamente da fan del Metalcore ebbasta. Ulteriormente piacevole è stato infine il poter scambiare due parole coi chitarristi dei Destrage, persone simpaticissime, quanto col loro bassista; Gabriel, spero tu abbia trovato quello che cercavi.

Nell'attesa del prossimo evento, posso dire che la mia personale stagione musicale, quest'anno, è iniziata col botto. Per adesso dalla provincia partenopea questo è quanto, ora torno ad ascoltare per l'ennesima volta il disco dei Nebulae: mannaggia a voi!