Evento: Demonic Death Judge + Plaguebreather + VVORSE
Data: 11/02/2017
Luogo: Lucky Monkeys, Lappeenranta
   
Gruppi:
  • VVORSE
  • Plaguebreather
  • Demonic Death Judge
 

Lo scorso weekend mi ha vista impegnata in una trasferta a Lappeenranta per motivi personali e, guarda un po', proprio quel sabato al Lucky Monkeys era prevista una serata a base di crust, stoner, doom, hardcore, punk e un sacco di roba violenta, suonata da tre gruppi finlandesi più o meno emergenti. Chiaramente ho approfittato della possibilità di assistere al mio primo concerto dell'anno e poco prima delle dieci mi sono imbacuccata per bene (c'erano circa -12° C) e in pochi minuti ho raggiunto il locale.


VVORSE

BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIIl Lucky Monkeys è un bar-pub che si sviluppa su due piani, entrambi dotati di un proprio bancone per le bibite: di sopra, musica che esce dalle casse e gente seduta a chiacchierare; di sotto, uno spazio un po' più piccolo e con meno tavoli ma grande abbastanza da poter ospitare un centinaio di persone. Un locale adatto a concerti di entità minore, insomma.

I primi a occupare il palco sono i quattro componenti dei VVORSE di Jyväskylä, in attività dal 2014 e sostenitori di un crust-hardcore crudo, grezzo e diretto, come testimoniano i due lavori che hanno alle spalle (l'eponimo "VVORSE" del 2014 e il più recente "Näkyjä Helvetistä" del 2016). I due chitarristi Lauris e Jussi si occupano anche della parte vocale, a volte cantando insieme, altre alternandosi, e in generale la band sprigiona una fortissima energia, che purtroppo stona un po' con il resto dell'ambiente. Non mi riferisco assolutamente al luogo del concerto, quanto agli spettatori: abbastanza pochi e neanche apparentemente troppo coinvolti, anche se dopo i primi tre o quattro brani qualcosa inizia a sciogliersi.

È sempre spiacevole vedere un gruppo spalla spaccarsi le ossa e regalare un'esibizione degna di tale nome davanti a un pubblico poco reattivo; capisco sicuramente chi non vuole andare a piazzarsi davanti al palco — specie se ci sono ancora poche persone ad assistere — ma anche i poveretti che suonano davanti a quattro gatti meriterebbero un po' di considerazione in più, soprattutto se sono bravi, come in questo caso.


Plaguebreather

I VVORSE si esibiscono per circa quaranta minuti, lasciando poi il palco ad altri quattro ragazzi, i Plaguebreather di Helsinki. Il gruppo inizia a suonare poco dopo le undici e la sala si riempie nuovamente di un misto di doom, HC, thrash e in alcuni punti perfino black metal. Ci sono ancora pochi spettatori e il cantante Antti cerca di coinvolgerli, vagando in giro per la sala mentre sbraita nel microfono.

Anche qui siamo davanti a un concerto di alto livello e a brani suonati con trasporto e convinzione; il gruppo è in giro a fare danni dal 2015 — stesso anno di pubblicazione dell'EP eponimo — e propone brani sia in finlandese che in inglese. Pure in questo caso si tratta di una band da tenere d'occhio in futuro.


Demonic Death Judge

Ormai è quasi mezzanotte, è arrivato il momento di accogliere la principale attrazione della serata: i Demonic Death Judge. Avevo già avuto occasione di vederli — e scoprirli — dal vivo nel 2014, di supporto agli americani Red Fang, e ricordo che riuscirono a colpirmi e a piacermi persino più degli headliner, ragion per cui mi appuntai mentalmente il loro nome come promemoria per andarli a vedere anche in futuro. Tre anni più tardi circa ci sono finalmente riuscita e nel frattempo il gruppo è andato avanti: sei lavori alle spalle tra EP e dischi, ultimo dei quali il nuovissimo "Seaweed", uscito lo scorso 13 gennaio; diversi sono anche i concerti, alcuni dei quali anche all'estero, a cui il terzo quartetto della serata ha preso parte negli anni.

Siamo davanti a gente piuttosto navigata; nel frattempo, il pubblico è aumentato ma non si può dire che ci sia il pienone. Non è comunque un problema perché, appena lo stoner-sludge di Jaakko e soci inizia a uscire dalle casse, un gruppettino di persone si raduna davanti al palco per scapocciare e sostenere un gruppo che sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per continuare a fare strada. Durante l'esecuzione di "Church Burner" appaiono anche un paio di accendini che brillano nella penombra e la cosa fa sorridere tutti gli altri. Dopo tanto crust e violenza, sonorità più lente e scandite arrivano come un piacevole diversivo di cui tutti siamo partecipi.


Una bella serata, tre gruppi validissimi a cui faccio i miei migliori auguri per il futuro, specie ai due di più recente formazione. Mi è dispiaciuto molto vedere poca partecipazione all'inizio e spero che ciò non sia stato interpretato dalle band come un modo, da parte dei presenti, di rifiutare o in qualche modo criticare la loro musica e le loro performance. Per quanto mi riguarda, posso dire senza alcun dubbio di aver assistito a un succedersi di musicisti validissimi.