Evento: Mokoma - Live
Data: 23/09/2017
Luogo: Virgin Oil, Helsinki, Finlandia
   

 

Che i Mokoma siano uno dei gruppi finlandesi più amati in patria non è più un mistero per me, considerata anche la quantità di date dal vivo che scodellano ogni anno praticamente senza sosta. Il mio primo e ultimo incontro con loro risale al maggio 2014, quando li vidi al Tavastia di Helsinki in occasione del decimo anniversario di quello che è uno dei loro dischi migliori, se non il migliore, "Tämän Maailman Ruhtinaan Hovi".


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte II

La musica dei Mokoma non è semplice da definire, perché si presenta all'occorrenza in vesti più o meno pesanti, ma in generale possiamo affibbiarle l'etichetta di thrash metal; sulla loro pagina Facebook leggiamo «Metal, con thrash e senza». Il concerto a cui ho assistito era ufficialmente l'ultimo dell'anno, poiché nei prossimi mesi il gruppo sarà impegnato con i brani del nuovo album, ancora senza nome, che verrà registrato a partire da gennaio 2018. Non c'è da stupirsi che la fila fuori dal Virgin Oil fosse bella lunga, considerate queste premesse. 

Il concerto è iniziato abbastanza tardi, alle 23:00, e il quintetto originario di Lappeenranta stavolta si è esibito in solitudine, senza alcun gruppo spalla. Il locale era pieno, anche la balconata superiore, ed erano in molti a brandire fieramente in mano bicchieri di birra e/o altri alcolici più o meno pieni; bicchieri che durante gli svariati mosh pit a seguire si sarebbero inevitabilmente andati a fracassare a terra in un tumulto di vetri e liquido. Chi non vorrebbe cadere su un mucchietto di vetri e birra salivosa, dico bene? 


Bicchieri di vetro dei metallari a parte (non mi si venga a dire che ho qualcosa contro il mosh pit, perché è assolutamente falso), il concerto è stato godibilissimo. I Mokoma hanno suonato praticamente per persone che considerano loro amiche, era questa l'atmosfera che si respirava: complicità, risate, sorrisi. Ineccepibile. 

La scaletta, d'altro canto, avrebbe potuto essere migliorata. Non perché abbiano suonato canzoni brutte o cose del genere, ma perché hanno tenuto fuori moltissimi dei loro pezzi migliori, concentrandosi di più sull'ultimo disco "Elävien Kirjoihin" del 2015; disco generalmente più leggero e meno iconico rispetto, ad esempio, al precedentemente citato "Tämän Maailman Ruhtinaan Hovi", del quale non hanno suonato nemmeno un pezzo. Ecco, questo è stato un po' deludente. Di "Elävien Kirjoihin" invece abbiamo potuto ascoltare ben sei pezzi, tra cui "Pohjan On Nähty", "Uhkakuva 6" (che ha aperto le danze) e "Mutta Minulta Puuttuisi Rakkaus", un brano dolcissimo e dal testo struggente, durante il quale il cantante Marko Annala ha fatto salire sul palco una delle fan in prima fila e ha ballato con lei per qualche istante. Fortunatamente non sono mancati i classici, quei brani tratti da dischi più vecchi che immagino i Mokoma suonino in tutti i concerti, per evitare ammutinamenti, probabilmente: "Kuollut, Kuolleempi, Kuollein", "Hei Hei Heinäkuu" e perfino "Sydänjuuret", uno dei miei preferiti in assoluto. A sorpresa è stata eseguita "Kepeät Mullat", canzone ancora inedita che farà parte del disco in uscita il prossimo anno: piuttosto melodica dal punto di vista vocale, un po' sullo stile di "Elävien Kirjoihin", tuttavia aspettiamo l'album per giudicare.

Le encore concesse al pubblico, che ne richiedeva a gran voce, sono state due: "Nujerra Ihminen", che adoro in versione acustica ma è stato eseguito in versione elettrica; e "Sinne Missä Aamu Sarastaa", primo brano e primo singolo estratto da "Elävien Kirjoihin", un pezzo — di nuovo — melodico ma accattivante e con un bel ritornello che tutti, ma proprio tutti, hanno cantato. 


A mezzanotte e mezza era tutto finito ed ero stanca ma piuttosto soddisfatta. Adesso ci sarà da aspettare qualche mese per il nuovo disco; nel frattempo, vado ad ascoltarmi "Tämän Maailman Ruhtinaan Hovi". Ah, l'ho già fatto qualche giorno fa? E chi se ne frega.