Evento: Steve 'N' Seagulls - Live
Data: 27/10/2017
Luogo: Virgin Oil, Helsinki, Finlandia
   

 

Se questo articolo avesse un sottotitolo, probabilmente sarebbe qualcosa del tipo "Di quella volta che ho creduto di essere finita nel posto sbagliato". Andiamo con ordine.


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IIGli Steve 'N' Seagulls nascono a Jyväskylä nel 2011 e devono la propria popolarità ai social media e a YouTube: nel 2014 i loro video, in cui coverizzano popolari brani rock e metal rivisitandoli in chiave country-bluegrass, iniziano ad attirarsi attenzioni e visualizzazioni; quello di "Thunderstruck", in particolare, ne totalizza oltre 42 milioni. Un gran bel risultato per cinque finlandesi in canottiera, no?

Da lì arrivano i primi concerti e, nel 2015, il primo disco "Farm Machine", seguito l'anno successivo da "Brothers In Farm". Ormai il successo del gruppo è una solida realtà e i nostri baldi giovani sono continuamente in tour in Finlandia e anche nel resto d'Europa, seminando esibizioni memorabili e raccogliendo consensi. A Helsinki hanno suonato diverse volte e venerdì scorso, finalmente, c'ero anche io.


 

L'evento indicava le 22:00 come ora d'inizio, quindi io e il mio ragazzo ci siamo avviati con tutta calma, arrivando all'ormai noto Virgin Oil alle 21:40 o giù di lì. In realtà ero preoccupata che fosse troppo tardi e che avremmo trovato una fila mostruosa all'entrata, cosa affatto allettante viste le basse temperature (con perfino un pochino di neve), e invece fuori non c'era nessuno. Siamo entrati praticamente subito, abbiamo lasciato le giacche e da lì è cominciata una serie di cose più strane, a partire dalla tipa che era convinta che la sua amica fosse proprio nel bagno in cui ero appena entrata io e che mi ha lanciato una sciarpa dall'alto per attirare la mia attenzione (ovviamente, il fatto che non avessi risposto al suo «Outi [nome di donna, N.d.R.], sei qui?» non era sufficiente a farle capire che chiaramente non ero Outi!) fino ad arrivare all'improvvisa epifania che il Virgin Oil fosse pieno di gente vestita bene. Cioè, veramente bene, come per una festa o qualcosa di simile. Abbiamo pensato che il ristorante al piano terra ospitasse qualche evento particolare, quindi ci siamo avviati verso le scale che ci avrebbero portati al primo piano, lì dove ci sono bar e palco, e invece abbiamo trovato la fila anche lì. Sempre più perplessi, abbiamo salito le scale e sentito musica da discoteca a volume altissimo. Non solo: palloncini biancazzurri, stelle sul pavimento (avete presente la Rock 'N' Roll Hall Of Fame?), gente elegantissima e non più tanto sobria che ballava davanti al palco, sul quale era già montata una batteria con il simbolo degli Steve 'N' Seagulls sullo sfondo. Se la cosa da una parte ci ha rassicurati, chiarendo una volta per tutte che il giorno era giusto e il posto pure, restava da capire perché fossero le 21:55 e nessuno accennasse ad andarsene o a togliere la musica. Saliti sulla balconata, abbiamo trovato un tavolo libero al quale ci siamo accomodati e poco dopo, complici le magie di Internet, abbiamo scoperto che l'ora di inizio del concerto era stata spostata a mezzanotte. Mezzanotte. L'evento Facebook ancora riporta le 22:00, tra l'altro.

Ve la faccio breve: siamo rimasti seduti lì per due ore, circondati da gente che beveva e ballava. La musica fortunatamente ha toccato momenti altissimi, da "What Is Love" degli Haddaway al celeberrimo "Scatman", per poi lasciare il posto a grandi successi del pop e del rock finlandese. Ammetto di essermi sentita un po' fuori posto, in maglietta e felpa di pile in mezzo a quegli elegantoni, però sono pur sempre esperienze. Un'oretta e mezza più tardi è stato fatto presente ai festeggianti (saltò fuori che si trattava di una cena aziendale o qualcosa del genere) che chi non aveva pagato il biglietto del concerto era gentilmente invitato a lasciare il locale. In verità vi dico, non si mosse quasi nessuno e quando il quintetto di bluegrassmen finalmente apparve sul palco c'erano non so quanti abusivi ad applaudirli.


Chiudo finalmente la parentesi panico paura e vi dico che il concerto è stato impeccabile. I ragazzi, in abiti campagnoli e accompagnati da fisarmonica, mandolino, tastiere, chitarre e un contrabbasso, non hanno sbagliato una nota che fosse una (Tuomas ha commentato «Sono troppo perfetti, sembra di ascoltarli dal disco»). Tutti i presenti, tutti, che avessero o meno pagato per stare lì, li hanno incitati e applauditi fino a spellarsi le mani per un'ora e mezza, e mai ciò fu più meritato.

Andrebbe forse ribadito che si trattava di un concerto di cover e qui molti metallari potrebbero storcere il naso, ammesso che non l'abbiano già fatto, ma posso dirvi che — per quanto poco (o per nulla) sia fan delle cover band — qui abbiamo a che fare con un gruppo che riarrangia, rielabora, inserisce assoli: quello che ti ritrovi ad ascoltare alla fine sono vere e proprie interpretazioni nuovissime, trasposizioni dal metal o dal rock a un genere completamente diverso. Così, su quel palco, hanno preso vita "Self Esteem" dei The Offspring, "You Shook Me All Night Long" di quei famosi Australiani che conosciamo, "Wishmaster" e "Over The Hills And Far Away" dei Nightwish, "Sad But True" dei Metallica, "You Could Be Mine" e "November Rain" di uno dei gruppi che amo di meno in assoluto e che comunque mi sono piaciute; perfino "Cemetery Gates" dei Pantera, "Antisocial" in versione originale (quella in francese dei Trust, coverizzata nel 1988 dagli Anthrax) e "The Pretender" dei Foo Fighters, cantata dal batterista Puikkonen.

Ciò che più mi ha colpito è stato il frequente cambio di strumenti e il fatto che quasi tutti cantassero, a volte alternandosi, più spesso in coro: questi ragazzi sanno suonare e sanno farlo bene, hanno una mole di studio monumentale alle spalle che non dobbiamo commettere l'errore di non notare: quando qualcuno ti fa sembrare un assolo così semplice da suonare o un brano così liscio da eseguire fino alla fine, vuol dire che siamo a livelli di bravura e padronanza dello strumento altissimi. Divertimento, abilità e un cuofano di gente a fare casino e a cantare con loro, contro i cinquanta partecipanti previsti dall'evento Facebook.


Una serata inaspettata sotto molti punti di vista e che ci ha fatto rientrare a casa più tardi del solito, ma ve lo dico: il mio cervello era completamente in tilt. Gli Steve 'N' Seagulls devono il loro successo a YouTube, è vero, ma in qualche modo sono sicura che avrebbero finito per ottenerlo comunque.