Evento: Párodos + Alchimia + Madvice
Data: 28/01/2018
Luogo: Circus Club, Scandicci (FI)
   
Gruppi:
 

Párodos - Circus Club

La data toscana del tour italiano dei campani Alchimia per la promozione di "Musa" ha visto, oltre ai loro compagni di viaggio Madvice, anche la malvagia aggiunta di un'altra nostra vecchia conoscenza: i Párodos. Dopo un pranzo mostruoso e una dormita a dir poco fondamentale, ci si è armati di cattiva volontà e si è partiti alla volta di Scandicci sulla fida Fi-Pi-Li.


Madvice

MadvicePuò sembrare strano, ma per una serie di motivi nell'ultimo anno ho visto più concerti durante la mia trasferta a Chongqing che in Toscana, dove invece vivo. Detto ciò, quando ho saputo dell'inattesa venuta fiorentina del quintetto salernitano insieme a tanta altra bella gente, ho fatto il possibile per esserci. 

Arriviamo al Circus Club e sottoscriviamo la tessera di rito, mentre scambiamo quattro chiacchiere con i (purtroppo non tantissimi) presenti tra una bevuta e un giustissimo panino al lampredotto. Dopo un po' di attesa, sale sul palco il primo gruppo di giornata, che ha accompagnato gli Alchimia nel loro tour promozionale: i Madvice. Il quartetto, a metà tra Campania e Toscana, include anche due membri dei Nameless Crime (la chitarrista Maddalena Bellini e il bassista Raffaele Lanzuise), oltre al cantante Asator e al nuovo batterista Marco Moretti.

I Madvice portano con sé un ricco bagaglio di death metal possente, ma non per questo completamente privo di attenzione per le melodie (per dire, nel loro repertorio esiste addirittura una cover di "Everybody Wants To Rule The World"), e lo mettono in mostra con grande efficacia. Con titoli come "A Day To Fight, A Day To Suffer" e "Hopeless", l'orizzonte concettuale dei quattro è abbastanza chiaro in vista dell'imminente uscita del primo disco "Everything Comes To An End", questa primavera. L'esibizione si chiude con la partecipazione della cantante Lunaria per l'ultimo brano presentato al Circus Club.

Teneteli d'occhio, se non riuscite ad alzarvi la mattina senza la giusta dose di metal estremo.


Alchimia

Nell'ultimo paio di anni abbiamo assistito a una consistente crescita quantitativa, ma soprattutto qualitativa, degli ambienti musicali più o meno legati al metal in Campania. "Musa", il debutto discografico del progetto Alchimia (creazione del cantante e chitarrista Emanuele Tito), è stato ampiamente tra le note liete dell'annata appena trascorsa.

La serata del Circus Club ha rappresentato proprio la terza fermata in trasferta del minitour, dopo aver toccato Milano e Bologna, e prima del ritorno a casa al Mumble Rumble di Salerno il 3 febbraio. Per l'occasione, Tito è accompagnato anche dall'onnipresente David Folchitto alla batteria. Il cosiddetto post-metal atmosferico mediterraneo, che nasce dalla complessa alchimia di diversi elementi sapientemente selezionati e mescolati dal musicista originario della penisola sorrentina, si inserisce nella ricca tradizione di metal (e non solo) melodico all'italiana. Durante l'esibizione (caratterizzata tra l'altro da suoni molto belli e un'ottima esecuzione dei quattro) vengono, infatti, alla mente i nomi più disparati, dai Foreshadowing ai Novembre, passando per Arctic Plateau, Klimt1918 e insomma avete capito.

Oltre ad avere uno dei loghi più accattivanti che abbia visto negli ultimi tempi, in definitiva, Alchimia si dimostra anche un progetto molto serio e in grado di dare una propria lettura a qualcosa di estremamente coinvolgente e, senza voler suonare banale, bello (per farvi un'idea, guardate il video di "Waltz Of The Sea"). Tito e i suoi hanno concluso la propria performance tra gli applausi, prima di lasciare il palco ai conterranei Párodos.


Párodos

PárodosDopo un bel po' di tempo che li sto perseguitandotramite una fattucchiera», direbbe qualcuno) e un meritato tour europeo lo scorso autunno, sono stato molto contento di vedere i Párodos dal vivo, finalmente non troppo lontano da casa. Il quintetto, forte dell'apprezzato "Catharsis", è ormai una realtà solida e collaudata negli ambienti metal di nicchia in Italia e questo viene fuori chiaramente in sede live.

I cinque hanno una grande chimica e un lotto di pezzi estremamente solidi: dalla titletrack a "Space Omega", fino a "Evocazione" e "Black Cross". Un repertorio variegato (anche se non abbastanza da essere definito death o pagan metal, con buona pace di qualcuno) e di grande presa, suonato con dedizione e capacità, senza prendersi troppo sul serio e mantenendo sempre un rapporto molto positivo con i propri ascoltatori.

Tenendo fede alle parole con cui il tastierista Hybris mi ha presentato la data fiorentina a supporto degli amici Alchimia («Fosse per me, suonerei anche ogni giorno»), la band si sta preparando a un prossimo tour italiano; noi di Aristocrazia speriamo di avere notizie precise al più presto.


La serata finisce abbastanza tardi e, trattandosi di una domenica sera, ci tocca volare presto sulla Fi-Pi-Li alla volta di casa. Siamo stati comunque più fortunati dei gruppi che apparentemente hanno affrontato viaggi di ritorno molto più lunghi e ne sono usciti inaspettatamente indenni, nonostante le grandi quantità di malae.