BATUSHKA – European Pilgrimage Tour (15/01/2017 @ Colony Club, Brescia)

Evento: Batushka – European Pilgrimage Tour
Data: 15/01/2017
Luogo: Colony Club, Brescia
   
Gruppi:

  • Batushka
  • Arkona
 

 

Pochi gruppi hanno saputo riscuotere tanto interesse e successo come i Batushka dopo appena un album. "Litourgiya", uscito nel dicembre 2015, è un piccolo capolavoro che ha fatto breccia nell'undreground tanto da finire nel libro "I 100 Migliori Dischi Black Metal" edito recentemente da Rock Hard, pur avendo poco più di un anno di vita. Oltre alla musica, di grande qualità, a intrigare sono anche il mistero e l'inaccessibilità dietro cui si cela il gruppo polacco. I musicisti sono ignoti, ma si vocifera che siano elementi di spicco di altre formazioni, qualcuno sussurra addirittura Nergal dei Behemoth, altri citano i Mgla e gli Hermh. Per ora il mistero rimane irrisolto, così come rimangono indecifrabili le tematiche e l'iconografia a sfondo cristiano-ortodosso che i Batushka ostentano.


Arkona

Il Colony Club di Brescia continua a confermarsi come un punto di riferimento per il metal (estremo e non) nel nord Italia, con un'attività instancabile a supporto della musica che amiamo. 

Arrivo al locale in orario per il gruppo spalla, gli Arkona, ma all'ingresso mi aspetta una brutta sorpresa. Un'orda di persone assedia la biglietteria: è il primo concerto dell'anno e bisogna fare una nuova tessera. La procedura provoca inevitabili rallentamenti, tuttavia in una ventina di minuti riesco a cavarmela, anche se mi costa parte del concerto dei Polacchi.

Gli Arkona propongono un black metal veloce e ferale, con digressioni melodiche e atmosferiche tutt'altro che banali. A colpire è anche l'impatto scenico: a fianco del bassista-cantante Drac, i chitarristi incappucciati di bianco, immobili e chini sui propri strumenti appaiono come veri e propri spettri. Il pubblico apprezza la perizia tecnica della band, anche se la loro musica rimane di difficile assimilazione, vista la complessità e la lunghezza (a volte eccessiva) delle loro canzoni. Non dei campioni, ma comunque degni di stima.


Batushka

Il pubblico (abbastanza numeroso) è però qui per i Batushka. Il palco viene riempito da teschi, candele, campane e turiboli. Al centro un piccolo altare riporta la celebre immagine della Madonna col bambino (anche copertina del disco), mentre a lato ci sono tre microfoni per i coristi. Entrano i membri del gruppo: hanno tutti una lunga tunica nera, ricoperta da teschi, croci, immagini religiose e misteriose scritte in cirillico. Portano una maschera grigia che annulla totalmente i lineamenti: c'è solo una fessura per la bocca. Parte l'arpeggio della prima litania ed entra il cantante, un corpulento sacerdote anche lui con tunica, maschera e a piedi nudi. 

Inizia la liturgia. Il black metal dei Batushka è massacrante e avvolgente, maestoso e inquietante. Il gruppo sciorina una dietro l'altra le sue litanie, senza un momento di incertezza. L'unico neo all'inizio è lo screaming di Cristofor, schiacciato dal muro del suono degli strumenti. Si riprenderà col passare del tempo, che scorre velocissimo dietro le stordenti sferzate dei Polacchi, contrastate dai canti gregoriani resi alla perfezione anche in sede live. La totale assenza di interazione col pubblico e l'immobilità dei componenti contribuiscono a creare un'atmosfera del tutto particolare: più che a un concerto sembra di assistere a un rituale di una setta di preti deviati. 


In poco meno di un'ora i Batushka esauriscono la loro liturgia e si ritirano dal palco applauditi dal pubblico, confuso ma anche contento di aver visto uno spettacolo che ricorderà a lungo.

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