Informazioni
Gruppo: Gallow God
Titolo: False Mystical Prose
Anno: 2011
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/gallowgod
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Sin And Doom Of Godless Men
2. The Emissary
3. Summon The Rune Wizard
4. Ship Of Nails

DURATA: 37:36

GALLOW GOD - False Mystical Prose Non so più dove sbattermi, le uscite del territorio doomico continuano ad aumentare e mantenere un altissimo livello, ho da poco recensito i The Wounded Kings con quel capolavoro che è "In The Chapel Of The Black Hand" e mi trovo subito a che fare con un'altra realtà britannica, i Gallow God, che m'immergono in maniera ossessiva, melodica e pesante all'interno di un mondo composto da Cathedral, Candlemass, Solstice, Isole, Warning e gli stessi loro connazionali appena citati, non vi bastano referenze simili?
"False Mystical Prose" vede in scaletta soli quattro pezzi, non arriva neanche a quaranta minuti fatto sta che l'ho ascoltato talmente tante volte in un solo giorno da pensare che l'album durasse ore e ore peraltro senza stancarmi mai.
Premettendo che l'eredità dei Black Sabbath è sempre lì, impossibile negare che il riffing non subisca la fondamentale e da me adorata influenza del combo di Iommi, le fasi in cui il suono si dilata maggiormente si tingono di un fattore epico così imponente, fiero e decadente allo stesso tempo da portare alla mente una collisione fra gli Isole e i lidi funeral.
Il platter è avvolto da una cortina grigia, come se l'ascoltatore fosse costretto a orientarsi usando solo i suoni emessi dalla chitarra di Ricardo Veronese che pian piano si disperde, a venir fustigato dalla voce di Daniel Tibbals, anche lui avvezzo alla sei corde, capace di modificare la propria impostazione passando da un clean evocativo a un più severo e scuro "ringhiare", ve ne accorgerete quando le note dell'opener "The Sin And Doom Of Godless Men" avranno ricoperto la voglia che avevate in corpo di guardare al di fuori della finestra per intravedere una luce.
È un mondo nebbioso in cui i raggi non filtrano quello ricreato dai Gallow God.
Le canzoni, pur non variando più di tanto per costruzione, possiedono degli accorgimenti che le rendono riconoscibili, a esempio "The Emissary" è stata adornata con delle divagazioni solistiche che ne aumentano l'elegante portamento e "Ship Of Nails" utilizza il pianoforte per sprofondare ancor di più nelle già profonde acque dell'oblio, le chitarre si azzerano, la sensazione di caduta senza fine no mentre "Summon The Rune Wizard" si rivela più tosta e aggressiva, un quartetto che si fa rispettare.
La produzione nitida favorisce la resa della strumentazione in toto, è fantastico poter apprezzare la sezione ritmica nella sua integrità soprattutto perché la batteria sembra scandire nettamente le variazioni umorali dei pezzi evitando però al tempo stesso di prevaricare il resto. Non vi sono forzature, le linee di basso udibilissime a essa connesse permettono l'entrata a pieno contatto nel registro dinamico che da vita alle basi, così si può godere realmente di un disco.
"False Mystical Prose" è un acquisto di quelli che van fatti evitando di pensarci due volte, il doom quand'è suonato e vissuto a livelli così alti va supportato e posseduto unicamente in originale, quindi segnatevi il monicker Gallow God, ascoltate e poi fatevi un favore acquisendolo (il portafoglio a fine anno urlerà di disperazione... e va beh).