Gruppo: Jacula
Titolo: Pre Viam
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST
  1. Jacula Is Back
  2. Pre Viam
  3. Blacklady Kiss
  4. Deviens Folle (Gothic Love Piano)
  5. In Rain
  6. Godwitch
  7. Possaction
DURATA: 47:10
 

Scrivere di Antonio Bartoccetti è complicato, non si ha a che fare solo con il musicista-artista, ma con una vera e propria icona del rock ritualistico ed esoterico come lo furono — e per il sottoscritto lo sono ancora — i Coven. È quindi un particolare piacere avere nelle orecchie un nuovo disco a nome Jacula, dopo quasi quarant'anni di fermo del progetto.

"Pre Viam" è un lavoro interessantissimo, legato alla classica natura chitarristica del Bartoccetti, capace di far confluire la vena progressiva che da sempre lo contraddistingue, lo stile neoclassico e una personalità dirompente all'interno di brani, modernizzati dall'uso di tastiere e sintetizzatori a opera in quest'album non della sua compagna di sempre Doris Norton, bensì del figlio conosciuto col nome d'arte di Rexanthony. Quest'ultimo è famoso a livello mondiale in qualità di creatore di musica techno ed elettronica; vi sarà capitato anche per sbaglio di ascoltare il singolo "Polaris Dream", che fu in rotazione su Mtv praticamente ininterrottamente per un bel periodo negli anni Novanta.

Le carte poste in tavola però non si allontanano poi tanto dalla produzione sin qui conosciuta: abbiamo una concentrazione densa e imponente di fasi ampiamente riflessive e gotico-decadenti che si alternano ad altre spettrali e demoniache, in un binomio che qualsiasi direzione prenda conduce diritto verso il nero; la via degli Jacula non è fra le più sicure da percorrere.

La scaletta si apre con "Jacula Is Back", le porte infernali vengono spalancate da un sound che miscela acustico, hard rock e tastiere; il Bartoccetti ci regala anche una bella incursione solistica, facendo presagire magari un crescendo di intensità, smentito dalla traccia successiva che affonda in un mondo completamente differente. In "Pre Viam" sembra di avere a che fare con una dimensione sonora familiare a quelle create dai Goblin, cariche di pathos dark rafforzato in questo caso dalla voce femminile, che interpreta le proprie linee in un recitato particolarmente oscuro, supportata dalle tastiere, divenute strumento prominente nel pezzo. In "Black Lady Kiss" invece sono le note celestialmente scure del pianoforte a rimanere impresse, ancor più se incastonate in una intelaiatura esoterica e progressiva come quella imbastita dal musicista marchigiano: che sia il famoso Paradiso Perduto? La voce femminile torna a farci visita in "Deviens Folle", dove la malinconia si espande a macchia d'olio, l'aura gotica è ai suoi massimi livelli, struggente e incatenante, proseguendo la propria opera di drammatizzazione sonora con "Rain". Pur pulsando nuovamente l'hard rock, qui la componente sacrale del canto gregoriano e il profano misticizzare della solistica del Bartoccetti (in una connotazione piena e travolgente) rendono l'atmosfera avvolgente, cielo e terra si scontrano in un solo istante, fantastica.

È impossibile non rimanere affascinati dal modo in cui "Pre Viam" prende forma e muta in corsa, pur mantenendo nel suo background l'originale essenza. "Godwitch" ad esempio è esaltata al pari di un affresco sconvolto dalle tonalità scure, generate dall'umore infusole dall'accoppiata composta da un lato dal piano e dai sintetizzatori e dall'altro dall'atmosfera ancestrale e divinatoria. Infine tocca a "Possaction" porre il sigillo di chiusura al lavoro, conclusivo estremo ai limiti della follia di un esorcismo realmente praticato su di una ragazza postumamente suicidatasi, supportato dalla note pesanti e marziali.

Maestri non ci si diventa per puro caso e Antonio Bartoccetti è da annoverare e adorare, perché è fra quella sparuta schiera di personaggi che possono vantare tale titolo. L'apocalisse giudeo-cristiana ce la sta tirando addosso? La fine del mondo in quel cazzo di dicembre 2012 predetta dai Maya si avvererà? Anticipo i tempi, sfruttando la musica degli Jacula per abbandonare una terra e passare oltre, almeno con la mente. "Pre Viam" è un acquisto che va fatto, non ci sono scuse che tengano.