Informazioni
Gruppo: Griffin L.O.G.
Titolo: Breathe Into Me
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/griffinlog
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ante Scriptum (Intro)
2. Traumtrinker
3. Amorprometheus
4. The Nightmare Suicider
5. Inferno
6. Breathe Into Me
7. Komm Tanz
8. Nachtfalter
9. Das Leben Ist Schön
10. Crows (Back Into The Line)
11. Post Scriptums

DURATA: 54:28

Tracklist "Ashes" (bonus disc)
1. Asche
2. Heaven In Flames
3. The Concrete Masses In An Abstract World
4. Held Am Rande
5. Underneath The Veil
6. Ashes
7. Shadowgeist
8. Inferno (Ultimate Inferno Version)
9. The Nightmare Suicider (Purist Version)
10. Crows (Purist Version)

DURATA: 47:09

GRIFFIN L.O.G. - Breathe Into Me Utilizzare l'etichetta gothic/industrial per una band come i Griffin L.O.G. sarebbe alquanto limitante, il combo teutonico con "Breathe Into Me" ha raggiunto la soglia della terza uscita full-lenght e continua a perseguire la formula rilascio basata sull'autoproduzione che ha dato alle stampe l'ep "The Sleep Gargoyle" e i due precedenti album "The Sting Of Life" e "Viva La Inquisicion".
Sono passati ben quattro anni da quell'ultimo lavoro e Griffin, comandante della truppa, supportato (e non può esser usato altro termine dato che in realtà si tratta di un solo project) in sede live da Bine al basso, Fell alla chitarra e The Machine batteria e tastiere, ha voluto fare le cose in grande, doppio cd, il primo riguardante l'album vero e proprio, il secondo un bonus disc contenente altre dieci tracce ma andiamo con ordine.
Inserito "Breathe Into Me" gli faccio fare un giro completo per avere una panoramica del sound contro il quale andrò a sbattere, di sicuro non si ha a che fare con un prodotto standardizzato, vi sono goth-rock, fraseggi industriali, sfuriate tipicamente black, passaggi melo-death, parti al limite col thrash, è un complesso musicale curato nel particolare e incastrato in modo che le tracce pur vivendo di nature spesso anche molto differenti riescano a non divenire estranee l'una all'altra, discorso che non vale per altro solo per l'aspetto strumentale, è fattibile anche per l'approccio vocale che lo stesso Griffin applica sui brani.
È piacevole saltellare dalle subdole accelerazioni di "Traumtrinker" al ritornello da canticchiare di "Amorprometheus" tenendo conto però che entrambe le canzoni possiedono una componente melodica spiccata, un utilizzo delle tastiere in fase d'accompagnamento costante e atmosfericamente determinante ancor più del riffato, tanto da poter pensare che in questi due episodi ci fosse stato uno strano intervento dimmuborgiriano nella prima e un'intrusione inattesa da parte dei Rammstein nella seconda.
È thrash il morbo che "infetta" inesorabilmente "The Nightmare Suicider", si slancia alternando movenze andanti ad altre decisamente più melodiche e rallentate, le segue con rabbia "Inferno", condita dall'utilizzo del growl che si coniuga nel pre-chorus alla vocalità scream stridente e nel chorus vede apparire una flebile linea di voce pulita che diviene successivamente strisciante, giusto il tempo di ridare ritmo e lasciare spazio alla titletrack nella quale il ruolo di Griffin dietro il microfono diviene maggiormente devoto a evocare e gli strumenti si divincolano immettendo sprazzi di pura aggressività ad attimi nei quali il sound asseconda le pulsioni misticizzanti della voce.
Bel calderone, già, una pignatta che fa fuoriuscire continuamente elementi d'interesse questo "Breathe Into Me".
Con "Komm Tanz" ("Vieni A Ballare") si sposta il tiro verso una sede danzereccia/alcolica dall'ottima spinta rock, "Nachtfalter" è un altro brano perfetto da inserire in un dj-set movimentato (quindi nella mia città fatta di modaioli del cazzo non potrebbe mai essere messo in lista visto che gli unici due pezzi che continuano a veleggiare da una vita sono "Sonnet" e "Du Hast", sì, perché la gente ci gode a spararseli ormai da una vita e guai a farglieli mancare a certe pecore del sabato sera).
È il turno di "Das Leben Ist Schön" ed ecco un attimo di calma dopo tanto trambusto, s'irrobustisce sul finire mantenendosi però alquanto tranquilla al cospetto delle compagne d'avventura, fa la propria comparsa anche la chitarra acustica e tocca quindi a "Crows (Back Into The Line)", ennesimo energico pezzo con massiccio uso del growl e una venatura death metal un po' stile old Crematory, portare a conclusione il platter.
"Ante Scriptum" e "Post Scriptums" meritano discorso a parte, sono rappresentabili al pari della copertina di un libro, l'alpha e l'omega di "Breathe Into Me", il cupo divenire e il morente trapasso che nella brevità dell'episodio d'apertura e l'estesa durata invece della quale è fornito il conclusivo fanno proprio pensare a due punti contrapposti e la musica conferma tale pensiero: unicamente atmosferico "Ante Scriptum", apocalitticamente rock/metal "Post Scriptum", non poteva esserci miglior finale che un ulteriore slancio vitalico prima della linea-piatta.
Il cd bonus, "Ashes", dalla prima alla quinta traccia offre canzoni registrate nello stesso periodo del disco e che non sono state inserite nella release, "Asche" dalle sonorità spiccatamente scandinave (Sentenced e Amorphis sembrano entrarci anche se per vie traverse) viene riproposta anche in versione orchestrale con il titolo "Ashes", "Heaven In Flames" dall'impostazione di basso prominente fa pensare subito alla scena dark/post-punk e come l'album si dimostra un continuo veleggiare di cambi di stile in corsa.
C'è il recupero di una traccia mai rilasciata e qui pubblicata in versione demo "Shadowgeist" e visioni alternative di "The Nightmare Suicider" e "Crows (Back Into The Line)" spogliate dei sintetizzatori e con l'innesto nella seconda unicamente delle linee di voce registrate originariamente da Griffin, tanta carne ben cotta da gustare.
Versatilità, melodie, orecchiabilità, composizioni accattivanti, le doti di "Breathe Into Me" sono tante e supportate da una produzione di ottimi livello, se ancora non aveste incrociato i Griffin L.O.G. e vi trovaste nella possibilità di ascoltare quest'album, fatelo, sarebbe un ottimo punto di partenza per poi poter andare a riscoprirne quelli precedentemente pubblicati, è un artista che possiede il proprio perché.