Gruppo: Comatose Vigil
Titolo: Fuimus, Non Sumus...
Anno: 2011
Provenienza:  Russia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST
  1. Fuimus, Non Sumus...
  2. Autophobia
  3. The Day Heaven Wept
DURATA: 01:15:34
 

Sono tornati, c'hanno messo un bel po', si son fatti attendere, ma alla fine il secondo album dei funerei Comatose Vigil è giunto a noi. Sono passati sei anni dallo splendido debutto "Not A Gleam Of Hope", cinque dal mini "Narcosis" e la buona notizia è che il trio russo non ha perso la propria identità, al contrario il nuovo capitolo "Fuimus, Non Sumus" porta con sé una piccola ma importante novità, se così la vogliamo chiamare, è infatti aumentato il carico atmosferico legato alle partiture di sintetizzatore adesso più costanti.

La formazione, che vede al suo interno la presenza della mente degli Abstract Spirit A.K. iEzor, ha rilasciato un disco monolitico, estremamente oscuro, nel quale da al buio del tu, convive con l'ambientazione nera pece come un'anima decadente che, acquisita la consapevolezza di non avere via di scampo, si lascia scivolare giù in un abisso senza fondo.

Un'ora di musica divisa in tre capitoli maestosi dal riffing imponente e dilatato al quale si para dinanzi a contrasto una visione melodica ultraterrena, soffice, triste e pregna di un'agonizzante melancolia che pervade ogni singolo secondo del lavoro, ciò eleva attimo dopo attimo il fattore ambientale facendolo diventare una gabbia opprimente all'interno della quale echeggia la voce severa e giudicante che inchioda.

Si è ingurgitati in un mondo in cui le ombre non hanno senso d'esistere, il nulla e il nero sono le due entità che combinate lo possiedono, le sfumature "dolciastre" portate a cullare la perdizione figlia dell'essenza musicale dei Comatose Vigil non bastano a distaccarsi da una sensazione di pachidermico incedere che macerante e incatenante pervade il lungo corso formato dalle tracce, tanto che è impossibile intraprendere la via da loro segnata se non si decide di percorrerla in unica soluzione.

Per quanto la durata e lo stile possano far pensare a una "immobilità compositiva" spesso pregio e difetto in contemporanea delle prove di questo tipo, in "Fuimus, Non Sumus..." gli arrangiamenti, i minutissimi cambi nelle dinamiche e negli effetti evitano di precipitare nel girone infernale della "noia", a tali accorgimenti va addizionato l'aspetto riguardante la produzione praticamente perfetta nel garantire spessore, intensità e resa strumentale "gravando" sull'ascoltatore (in positivo), mettendolo in condizione di "subire" al meglio il castigo sonoro impresso da questo buonissimo lavoro.

Sta per sorgere il sole, chiudo le serrande, non ho ancora sonno e si son fatte le cinque del mattino, ho bisogno di ancora un po' di tenebre, ho bisogno di riposare, inserisco nuovamente i Comatose Vigil nel lettore, lascio che le emozioni e i meandri imbrattati omogeneamente di nero di "Fuimus, Non Sumus..." mi ricoprano, il viaggio riprende. E voi? Vi sentite pronti ad affrontarlo?