Gruppo: Comatose Vigil
Titolo: Fuimus, Non Sumus...
Anno: 2011
Provenienza: Russia
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST
  1. Fuimus, Non Sumus...
  2. Autophobia
  3. The Day Heaven Wept
DURATA: 01:15:34
 

Sono tornati, hanno impiegato un bel po', si sono fatti attendere, ma alla fine i funerei Comatose Vigil hanno rilasciato il secondo album. Sono passati sei anni dallo splendido debutto "Not A Gleam Of Hope", cinque dal mini "Narcosis", e la buona notizia è che il trio russo non ha perso la propria identità. Al contrario il nuovo capitolo "Fuimus, Non Sumus..." porta con sé una piccola ma importante novità, se così la vogliamo chiamare, è infatti aumentato il carico atmosferico legato alle partiture di sintetizzatore, adesso più costanti.

La formazione, che vede al suo interno la presenza di A.K. iEzor, mente degli Abstract Spirit, ha rilasciato un disco monolitico, estremamente oscuro, che dà al buio del tu. Esso convive con l'ambientazione nera pece come un'anima decadente che, acquisita la consapevolezza di non avere via di scampo, si lascia scivolare in un abisso senza fondo.

L'ora di musica è divisa in tre capitoli maestosi dal riffing imponente e dilatato, al quale si para dinanzi a contrasto una visione melodica ultraterrena, soffice, triste e pregna di un'agonizzante melancolia che pervade ogni singolo secondo del lavoro. Ciò eleva attimo dopo attimo il fattore ambientale, facendolo diventare una gabbia opprimente all'interno della quale echeggia la voce severa e giudicante che inchioda.

Si è ingurgitati in un mondo in cui le ombre non hanno senso di esistere, il nulla e il nero sono le due entità che si combinano e lo possiedono. Le sfumature dolciastre, portate a cullare la perdizione figlia dell'essenza musicale dei Comatose Vigil, non bastano a distaccarsi dalla sensazione di un incedere pachidermico, che pervade il lungo corso formato dalle tracce, macerante e incatenante; è impossibile così intraprendere la via segnata, se non si decide di percorrerla in un'unica soluzione.

Per quanto la durata e lo stile possano far pensare a una immobilità compositiva, spesso pregio e difetto in contemporanea delle prove di questo tipo, in "Fuimus, Non Sumus..." gli arrangiamenti e i minutissimi cambi nelle dinamiche e negli effetti evitano di precipitare nel girone infernale della noia. A tali accorgimenti va addizionato poi l'aspetto riguardante la produzione, praticamente perfetta nel garantire spessore, intensità e resa strumentale, gravando sull'ascoltatore (in positivo), mettendolo in condizione di subire al meglio il castigo sonoro impresso da questo buonissimo lavoro.

Sta per sorgere il sole, chiudo le serrande, non ho ancora sonno e si sono fatte le cinque del mattino. Ho bisogno di ancora un po' di tenebre, ho bisogno di riposare, inserisco nuovamente i Comatose Vigil nel lettore. Lascio che le emozioni e i meandri imbrattati omogeneamente di nero di "Fuimus, Non Sumus..." mi ricoprano, il viaggio riprende. E voi? Vi sentite pronti ad affrontarlo?