Gruppo: Insomnia Creep
Titolo:  Hallucination City
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Autoprodotto
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Bandcamp  Reverbnation

 
TRACKLIST
  1. Way To Act
  2. Enslaved
  3. Welcome To Crystal Lake
  4. No One Trust You
  5. Your Last Prayer
  6. Only Bleed
  7. Guilty Man
  8. Hail To The King
  9. Hallucination City
DURATA: 39:59
 

Ci lamentiamo che nel sud Italia nulla si muove? Se da un lato vorrei che la mia cara Sicilia si scuotesse, data la sua storica immobilità dopo il periodo di splendore vissuto fra gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, poco distante dall'isola vi è la terra calabra che continua a dare soddisfazioni.

Inutile citare i soliti noti, inutile dirvi che controllando il nostro sito troverete più di una recensione di band che provengono da lì, a esse posso aggiungere adesso anche il nome degli Insomnia Creep, realtà nata nel 2009 e che in line-up può avvalersi di un musicista conosciuto già per le sue passate esperienze in compagini quali Memories Of Lost Soul e Dark Secret, il bassista Natale Casile. Il trio, perché di tale tipologia di formazione si tratta, vede Giacomo Casile alle chitarre e addetto alla programmazione della drum machine e Antonio Ielo alla voce.

Il suono è difficilmente inquadrabile, pensate a una proposta congestionata volutamente da partiture che passano dal death al melodic-black, dall'alternative metal al progressive, la staticità non è prevista come componente della struttura solida e ispirata del songwriting.

I pezzi possiedono però un'anima ben precisa, gli Insomnia Creep, pur utilizzando forse sin troppo ripetutamente l'arpeggio di chitarra come incipit, hanno buon gusto nelle circostanze tese a modificarne imprevedibilmente l'incedere, passando da episodi blastati e arcigni come "Welcome To Crystal Lake" a brani sognanti e dolciastri tipo "No One Trust You", nella quale il pulito acquisisce un peso specifico importante, le linee di Ielo sono chiare, scandiscono umoralmente la traccia rendendola insieme a "Only Bleed", spiccante per il guitarworking, le migliori prestazioni del lavoro.

Non vi sono passaggi a vuoto netti, bensì una serie di canzoni ben impostate, "Way To Act", "Enslaved" (pregevole il robusto riff portante), "Guilty Man" e "Hail To The King", e un paio che risultano leggermente zoppicanti, si veda "Your Last Prayer" la cui buona carica epica non viene sfruttata dalla poca varietà offerta dietro il microfono e la titletrack posta in coda che, pur non avendo limiti veri e propri, non aggiunge nulla a ciò che è stato esposto appiattendo inaspettatamente il finale.

"Hallucination City" è un debutto ben al di sopra della media, le qualità del trio in ambito compositivo e strumentale sono innegabilmente di buon valore, ma c'è da affinare l'impostazione vocale. L'uscire poi da uno schema che sembra ripetersi più e più volte potrebbe esser d'aiuto, nei momenti in cui è l'istinto a guidare si percepisce al meglio l'emozione che regge il pezzo supportandone pienamente la riuscita.

Gli Insomnia Creep sono da seguire con attenzione, molta attenzione, ancora una volta siamo di fronte a una realtà che potrebbe rivelarsi un ottimo acquisto per le etichette nostrane, auguro quindi loro di trovare l'appoggio giusto per produrre e diffondere la musica di cui sono autori.