Gruppo: Stone Magnum
Titolo:  Stone Magnum
Anno: 2012
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: R.I.P. Records
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TRACKLIST
  1. Am I Really Insane
  2. Fallen Priest
  3. Grave Of Cryptic Sorrows
  4. Locksmith Of Misery
  5. Pictures Of Your Life
  6. Rapture Of Shame
  7. Rolling Storm
  8. Savior In Black
DURATA: 42:17
 

Gli Stone Magnum amano il suono doom classico e sono di recente formazione, lo spirito di questo gruppo proveniente dall'Indiana è inevitabilmente stato corrotto e posseduto da ciò che il doom ha prodotto nel periodo fra gli anni Ottanta e i primissimi Novanta.

Partendo dalle basi sabbathiane nel 2012 debuttano con l'album eponimo che oltre al quasi ovvio rimando a Ozzy & soci si porta dietro un positivo fardello d'influenze fatto di Candlemass, Cathedral, Saint Vitus, Count Raven, Witchfinder General, Trouble, Pentagram. E voi qui avrete tutto il diritto di dire: non sono troppe? Ragazzi, la storia è già stata scritta, è difficile si possa far meglio di quanto quelle band abbian già fatto, però assicurare all'ascoltatore otto tracce che giungono ad avvicinarsi in maniera netta e prorompente a quelle divinità, dotate di forte carisma e un fascino retrò sentito, vivo, di quelli che ti scuote, non è sicuramente cosa da tutti.

Le atmosfere, il basso che martella proponendosi continuamente sulla scena, le lievi derive psichedeliche che attraversano il lavoro, l'esperienza dei musicisti scesi in campo nel progetto — fra i quali spicca Dean Tavernier, chitarrista e in passato anche voce degli Skullview — sono fattori che combinandosi danno agli Stone Magnum una robustezza, corposità e prestanza da compagine navigata.

Le canzoni nel loro piccolo possiedono comunque delle caratteristiche identificative: vi è a esempio un'affascinante esposizione melodica in "Grave Of Cryptic Sorrows", i tratti maniacali e ruvidi della voce di Dean in "Locksmith Of Misery", la costanza decadente di "Fallen Priest", la partenza in quarta di "Rolling Storm" e la chiusura progressiva di "Savior In Black" invitano a intraprendere il viaggio attraverso "Stone Magnum" svariate volte.

Non mi dilungherò oltre, l'album di questi quattro musicisti statunitensi renderebbe chiara l'idea di ciò che vi trovereste di fronte anche solo guardandone la copertina essenzialmente ottantiana nello stile. Consigliato a coloro che non hanno mai smesso di adorare quel periodo, quel modo di calarsi nelle tenebre e affrontare il proprio destino, il doom è una foresta nella quale una volta inoltratisi non v'è scampo né possibilità di trovare uscita... e meno male!