Gruppo: Bahal
Titolo: Ikelos
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. La Tormenta
  2. Il Sentiero
  3. Erebo
  4. Il Bardo
  5. Il Labirinto
  6. La Rosa
  7. Danza Del Crepuscolo
  8. Tra Le Braccia Di Morfeo
DURATA: 46:12
 

È un curioso aneddoto di mala promozione quello che mi porta a recensire questo disco datato 2010 e quindi a fare la conoscenza del progetto Bahal, nello specifico del chitarrista, cantante, compositore e quasi-tuttofare del progetto, Lord Bahal; che voglio qui pubblicamente ringraziare per la sua disponibilità e gentilezza nel fornirmi il materiale per questo articolo e le informazioni relative al concept, fossero tutti così... Dico "quasi-tuttofare" perché il progetto, fino a questo "Ikelos", secondo lavoro sulla lunga distanza se non consideriamo il demo di debutto, era limitato alla dimensione di one man band, mentre con questa uscita è stato inserito in formazione il batterista Tafe e a seguire altri membri hanno completato una formazione che è ora in grado di diffondere il verbo black metal in sede live.

Fatte le dovute presentazioni, veniamo al succo della questione: "Ikelos" è un gran bel disco. Creato con mano capace, suonato con sicurezza e coscienza dei propri mezzi, prodotto impeccabilmente, ed è tutto italiano, dai membri partecipanti (di origine brianzola) fino al cantato. Numi tutelari di questi tre quarti d'ora abbondanti di musica sono in primis i Dissection e a vario titolo tutta la scena del black metal svedese più "caldo" e contaminato (Vinterland, Dawn, primi Mörk Gryning, eccetera), ma si notano indubbie influenze Ulver (non a caso il gruppo ha altrove registrato una cover di "Wolf And Fear") nelle chitarre a tratti molto grezze; solo a tratti, però, perché un pregio del disco è quello di amalgamare sapientemente frenetici up-tempo a rallentamenti e assoli di pregevole fattura, mai stucchevoli o esageratamente protagonisti. Ogni singolo elemento, insomma, è forte di una propria dimensione connaturata e funzionale al risultato finale, permettendo all'ascoltatore di viaggiare da cima a fondo lungo il concept che questo disco rappresenta.

"Ikelos" è infatti metafora dell'uomo critico, che rimette in discussione le proprie credenze grazie a un evento catalizzatore, un sogno. Prendendo le mosse dalla "Sonata n.2 op. 35" di Chopin, la "Marcia Funebre", osserviamo il protagonista affrontare il tema dell'esistenza ("Erebo"), della creatività (lo strumentale interludio "Il Bardo"), della razionalità ("Il Labirinto") e delle passioni ("La Rosa"). Quando il crepuscolo scenderà, ponendo termine a questo sogno e questo viaggio, l'uomo, naufrago e abbandonato, conscio di questa sua esperienza onirica, comprenderà che per lui mai più sorgerà il sole ("Danza Del Crepuscolo"). Ormai sono piacevolmente stufo di rimarcare che Italians do it better.