Gruppo: Parole Perse
Titolo:  Demo
Anno: 2011
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Helium/Hellion
  2. Le Désguisement
  3. Whispers
  4. State Of Things
DURATA: 26:31
 

Parole Perse, nome in idioma italico che farebbe pensare a un suono rock, alternativo, magari grunge, non si potrebbe esser più fuoristrada di così. Iniziamo dal fatto che la band è svizzera, proseguiamo con il genere che si distacca totalmente dal mondo prima citato puntando su un metal avanguardistico che potrebbe essere rappresentato da un incrocio fra Opeth, Vulture Industries e striature black e continuiamo adesso concentrandoci sul conoscere questo quartetto attivo da un po'.

Sì, c'hanno messo del tempo per far uscire questo materiale, il progetto è infatti sorto nel 1998, risorto nel 2001, stoppato nuovamente, è ripartito nel 2008 fino a trovare una sorta di stabilità nel 2011 quando i fondatori C/01 e K/01 entrambi ricoprenti il ruolo di chitarrista/cantante coadiuvati da P/01 al basso e P/02 alla batteria hanno finalmente partorito, è il caso di dirlo, questa "Demo" scegliendo quattro dei brani scritti e mai rilasciati in antecedenza.

Le tracce pur risultando alquanto derivative, è innegabile soprattutto l'influenza e la modalità compositiva nota degli Opeth così come l'alternanza del cantato growl con quello in pulito richiama non poco quello di Mikael Åkerfeldt, peraltro soluzione in questo caso molto ben utilizzata, si prestano all'ascolto decisamente bene.

Le canzoni sono fluide, dinamicamente elaborate in modo da esporre nel corso dello sviluppo sonoro più emozioni tramite un lavoro di batteria capace di scandire tempi variabili e infarciti da costanti cambi di tempo e un più che discreto lavoro sui tom che spicca in "Whispers", mostrando di possedere le capacità adeguate anche per affrontare lo scoglio della lunga durata. L'ultima "State Of Things" nei suoi dieci minuti palesanti un alone melancolico attraente, lontano da ciò che si può definire gotico, ma non meno grigio, suadente e al quale le movenze espanse che prendono corpo poco prima della fase centrale costituita da una intrigante e unicamente strumentale escludendo la voce porta vantaggio, non conduce noia e non possiede sezioni da vuoto a perdere come spesso avviene.

Augurando loro di non dover attendere chissà quanto altro tempo per poter avere la possibilità di un on air con nuovi brani, vi consiglio di dare una possibilità a questo quartetto elvetico e al loro "Demo", a voi la palla adesso.