Gruppo: Blood Red Water
Titolo:  Tales Of Addiction And Despair
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST
  1. Ungod
  2. Considerations/Commiserations
  3. Avoid The Relapse
  4. Modern Slave Blues
  5. The Perfect Mix
DURATA: 20:17
 

I Blood Red Water sono un quartetto nato a Venezia nel 2010 e giunto alla fine del 2011, dopo le solite varie peripezie che praticamente ogni band deve affrontare, alla pubblicazione di "Tales Of Addiction And Despair", il loro primo EP autoprodotto. Questi ragazzi si bagnano in una corrente musicale che, al momento, è una tra le più floride e con il maggior numero di uscite di qualità: avrete già forse intuito che parlo del Doom e dei suoi derivati.

Pezzi come "Ungod", "Modern Slave Blues" e "The Perfect Mix" assumono infatti la connotazione di un flusso fangoso profondamente ostile e opprimente, un male acido e corrotto che scorre nelle vene bruciando e corrodendo. Nei suddetti casi, l'influenza dei venefici EyeHateGod si unisce con lo Sludge strisciante e disilluso dei Grief e la mentalità nervosa e disturbata degli Iron Monkey mentre, a rafforzare l'effetto devastante di queste costruzioni apocalittiche, si aggiungono cupi rallentamenti dal gusto più classico in stile Cathedral e alcune rabbiose apparizioni degne dei Crowbar. La personalità dei Blood Red Water è comunque prorompente e, nonostante le inevitabili (ma pur sempre apprezzate) derivazioni a cui chiunque suoni questo genere va incontro, esce allo scoperto non soltanto nei momenti in cui tutte le influenze citate vengono sapientemente miscelate. "Considerations/Commiserations" è un episodio che, inserito in quello sfaccettato caleidoscopio che è il Doom, fa pendere l'ago della bilancia verso un'attitudine più "weed addicted" in cui emerge l'influenza di gente come Bongzilla e Weedeater, riuscendo inoltre a far infiltrare al proprio interno un feeling di matrice Hardcore. "Avoid The Relapse" si veste invece di uno stile che riprende in mano le redini dello Stoner Rock e si appoggia inequivocabilmente ai monumentali Fu Manchu, senza lasciarsi nemmeno mancare alcuni tratti Alternative che potrebbero ricordare non così lontanamente i Queens Of The Stone Age.

Un elogio particolare vorrei inoltre farlo alla voce di Michele, davvero ottimo nell'effettuare cambiamenti in corsa e nell'appoggiarsi coerentemente ai cambi umorali della musica: ve lo posso dimostrare dicendo semplicemente che in alcune parti di "Ungod" ho avuto persino l'impressione che a sgolarsi nel microfono fosse un giovane Lord Seth (aka Jonas Renkse) ai gloriosi tempi di "Dance Of December Souls", cioè quando i Katatonia erano ancora un gruppo con i cazzi e non una lagna per pseudo-depressi.

Tirando le somme non posso far altro che affermare con forza che le potenzialità dei Blood Red Water sono grandi e che sicuramente sentiremo ancora parlare di questo tormentato e incazzato quartetto veneziano. Ah, ancora una cosa: i nostri portano avanti la filosofia del D.I.Y. e presto vedrà la luce la versione fisica di "Tales Of Addiction And Despair". Fin da ora, però, è possibile scaricare gratuitamente il lavoro dalla pagina Bandcamp del gruppo quindi non avete veramente nessuna scusa questa volta!