Informazioni
Gruppo: Algol
Titolo: Complex Shapes
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Punishment 18 Records
Contatti: myspace.com/thewisdomlost
Autore: Mourning

Tracklist
1. Your Lies
2. Fragments Of Me
3. Still In My Eyes, Burning
4. Gorgon
5. Subvert
6. Dreams / Demise
7. Complex Shapes
8. Whiteout
9. Empire Of The Sands
10. Hate Serenades
11. N.O.F.T.

DURATA: 41:02

ALGOL - Complex Shapes Il combo veneto degli Algol, un altro monicker della scena nostrana che non avevo ancora incrociato, ha all'attivo il demo "Through Time And Space" e l'album "The Wisdom Lost" del 2007, mentre in questo 2012 pubblica il secondo disco "Complex Shapes".
Sin dalla prima impressione è chiaro che abbiano voluto fare le cose per bene: la composizione grafica del booklet, la cura nelle scelte di produzione con l'affidamento del master alle sapienti mani di Dan Swano, il poter leggere lo stesso Dan con Paul Speckmann dei Master e Koen Romejin dei Detonation partecipanti in qualità di guest alla voce in più tracce fanno pensare a un prodotto di altissima qualità e in parte lo è.
"Complex Shapes" è fedelmente ancorato alla visione del death melodico anni Novanta e questo per chi scrive è alquanto positivo. Nessuna deriva metalcore, qualche lieve apertura vocale in clean come avviene in "Still In My Eyes Burning" e "Witheout" della quale si fa carico Swano e un'apparizione di quella femminile a opera di Arianna Tinello come supporto in "Gorgon", con tutta probabilità il miglior pezzo del combo per impatto, dinamiche e assetto melodico, non lontano dal ricordare in più di un'occasione i Dark Tranquillity, non inficiano una prova che ha per sostanziale pecca quella di calcare troppo la mano sugli stilemi classici del genere.
È il rimanere all'interno di argini compositivi noti il limite più grande della prestazione, tutto sommato sia per esecuzione che scelte in ambito di produzione, a esclusione forse di una eccessiva presenza della tastiera in alcuni frangenti, abbiamo a che fare con una prova solida, buone melodie e un paio di episodi che colpiscono il centro. Insieme alla già citate "Gorgon" e "Whiteout" si possono annoverare almeno altre due o tre canzoni dalle più che discrete potenzialità, si vedano la titletrack, "Hate Serenades" e "N.O.F.T.", punto che fa ben sperare in vista di future migliorie.
C'è da crescere sotto l'aspetto della personalità e affermarsi attraverso un songwriting che riesca a rompere le schematiche standard sicuramente rodate ma ingabbianti, gli Algol le carte in regola per compiere questo deciso step in avanti le possiedono.
Seppur momentaneamente oscurata, la sensazione che possano fare di più è palese, non mi resta quindi che consigliare l'ascolto di "Complex Shapes" a coloro che assiduamente divorano nel proprio stereo melodic death e attendere fiducioso il terzo capitolo, che sia il traguardo verso la raggiunta maturità? Lo auguro davvero ai ragazzi.