Gruppo: Northwail
Titolo: Cold Season
Anno: 2011
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Where God Ends...
  2. Faith And Hope Are Fodder For The Blind
  3. Rediscovered Beauty Of The Internal Evil
  4. White Noise Ghosts
  5. Path To The Black Lodge Is Opened By Fear
DURATA: 51:06
 

I polacchi Northwail sono una vecchia conoscenza di Aristocrazia: nel 2010 avevamo recensito il debutto "Enigma" uscito originariamente nel 2008, in questo 2012 è finito nelle nostre mani "Cold Season", rilasciato invece nel 2011. Che il gruppo fosse in possesso di indubbie potenzialità era cosa nota, il fatto che vengano riconfermate in blocco in questo nuovo lavoro, ancora una volta autoprodotto, dimostra quanto la formazione ci tenga a offrire un disco che non si limiti all'esecuzione di una prova black metal basata esclusivamente su fattori quale l'impatto e la violenza.

In "Cold Season" sono presenti quelle componenti progressive e atmosferiche che permettono al suono di decollare: si alternano frazioni di spietato e arrembante assalto condito da intrusioni death e thrash, spesso valorizzato da giri melodici prestanti e situazioni di respiro intrise di trasporto (in tal senso la prima traccia "Where Gods End..." racchiude la summa stilistica dei Northwail), giri veloci e taglienti, frangenti acustici e supporto ambientale dei sintetizzatori per aumentare il sentore etereo che s'incanala nella proposta. Tutto fila alquanto liscio.

La band è sicuramente maturata, l'approccio è più elaborato e tende a mutare — seppur di poco — di brano in brano, favorendo l'intimismo o la sfrontatezza pura; prendete a esempio l'incipit di "Faith And Hope Are Fodder For The Blind", episodio che parte volutamente in sordina per poi calibrare con la dovuta attenzione i cambi sia di tempo che d'umore in modo da mantenere vivo l'interesse dell'ascoltatore. Anche la composizione del riffato si è decisamente affinata, con Tiberius gradevole nei ritagli di spazio nel quale si esibisce in fase solistica.

Se da un lato si è persa quella vena melancolica che il violino di Hekate forniva nelle sue brevi apparizioni in "Enigma", la brutalità e il modo con cui si accoppia ai sintetizzatori e al piano, alle scorribande vocali di Morph e all'accentuarsi di soluzioni di stampo tecnico fanno di "Cold Season" un deciso passo in avanti. "Rediscovered Beauty Of Internal Evil" dal canto suo si porrà a servizio del vostro orecchio per affermare che tale verità è reale.

Probabilmente con gli ultimi due pezzi ("White Noise Ghost" e "Path To The Black Lodge Is Opened By Fear") la sensazione che una lieve ripetizione nelle scelte intraprese sia presente verrà a galla, senza però nulla togliere a un album che nel complesso si rivela alquanto soddisfacente.

La religione è costantemente presa di mira e come non farlo quando la propria faretra è ricca di frecce pronte a essere scagliate contro questa forma di "politica" millenaria? Citando la frase contenuta nel libretto di un signore che di nome fa Stephen Hawking, suppongo che il punto di vista della band sulla questione sia abbastanza chiaro: there is a fundamental difference between religion, which is based on authority, and science which is based on observation and reason. Science will win, because it works.

A distanza di due anni continuo a chiedermi quale sia il motivo che tiene i Northwail fermi allo stato di realtà autoprodotta, vorrei sapere perché un'etichetta non ha ancora puntato su di loro quando in Polonia gente che si è sciolta venti anni fa si riunisce per andare a cena fuori, produce un disco alla c***o e trova subito chi lo promuove. Mancanza di agganci? Sarà... quello che posso dirvi, cari lettori, è che i Northwail svolgono il mestiere anche meglio di tanti colleghi più noti, quindi se vi fosse piaciuto "Enigma", non fatevi scappare l'occasione di entrare in contatto con "Cold Season". Continuate così ragazzi!