Informazioni
Gruppo: Slaughter Brute
Titolo: Systematic Transmutations
Anno: 2012
Provenienza: Ucraina
Etichetta: More Hate Productions
Contatti: myspace.com/slaughterbrute
Autore: Mourning

Tracklist
1. Lethargy Awakening
2. Hypoxemia Neural Phenom
3. Victim Of Incest
4. Not Learned Integrants
5. Symbiotic Reflections
6. The Mind Controller
7. Phantom Limb Pain
8. Cyanotic Purulence
9. Torn Crosswise
10. Steps To Technocalypse

DURATA: 28:36

SLAUGHTER BRUTE - Systematic Transmutations Gli ucraini e il death metal brutale vanno a nozze, gli Slaughter Brute sono la classica formazione che non scopre l'acqua calda ma riversa in neanche mezzora di musica dieci badilate a capocollo che sicuramente possono far breccia nel cuore degli amanti del "picchio duro e veloce".
Come fanno? Il loro secondo album "Systematic Transmutations", prodotto a distanza di quattro anni dal debutto "Excellent Meat" targato 2008, gira su ritmi frenetici e il blastato è ovviamente di casa, poteva essere diversamente?
Le influenze di base le hanno da sempre ammesse anche nelle interviste rilasciate in passato, noterete da subito la presenza di gente come Cannibal Corpse, Immolation e Morbid Angel, la musica infatti pur ruotando intorno all'aggressione costante si alimenta di fasi allentate e ricche di armonizzazioni che ne variano l'incedere.

Il platter scivola via senza intoppi, ben disseminato di brani che attirano l'orecchio, buona già in apertura l'accoppiata che succede all'intro "Lethargy. Awakening" composta da "Hypoxemia Neural Phenom" e "Victim Of Incest" nel cui cantato è possibile riscontrare anche la carcassiana presenza di Jeff Walker nella sezioni più stridule.
"Systematic Transmutations" è caratterizzato dalla discreta varietà nei cambi di tempo offerti dal drummer Seraphim supportato dal basso di Toranaga ben distinguibile, presente nel sound e da un assetto chitarristico a cura di Gray, ricoprente anche il ruolo di cantante, e Irokez che rende bene sia in fase di riffing che in quella solistica dimostrando di possedere dimestichezza anche con soluzioni maggiormente orientate al versante tecnico, arrivando così alla conclusiva "Steps To Technoapocalypse" passando per brani come "The Mind Controller", "Phantom Limb Pain" e "Torn Crosswise" che inviano in maniera diretta l'invito a sballarti ruotando la testa a più non posso.

La scena operaia vanta l'ennesima realtà da tenere d'occhio, questo sono gli Slaughter Brute, una di quelle band che chiamate in causa degnamente svolge il proprio compito portando a casa un voto superiore alla media ma non eccellendo e non è detto che all'interno di un panorama che nel corso degli anni ha subito comunque un netto appiattimento ciò non possa bastare.