Gruppo: Tankard
Titolo: A Girl Called Cerveza
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Nuclear Blast
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TRACKLIST
  1. Rapid Fire (A Tyrant's Elegy)
  2. A Girl Called Cerveza
  3. Witchhunt 2.0
  4. Masters Of Farces
  5. The Metal Lady Boy
  6. Not One Day Dead (But One Day Mad)
  7. Son Of A Fridge
  8. Fandom At Random
  9. Metal Magnolia
  10. Running On Fumes
DURATA: 50:14
 

Chiunque affermasse di non conoscere Gerre e i suoi amici, mentirebbe spudoratamente!

Dopo quest'ampia presentazione dei Tankard, desidero passare alla discussione dedicata all'ennesimo disco di questi signori che, durante esattamente trent'anni, non solo si sono dedicati alla prosa alcolica, ma sono anche grandissimi tifosi dell'Eintracht Francoforte. La squadra li ha addirittura ospitati nel suo stadio per suonare il suo inno davanti a spalti gremiti.

"Vol(l)ume 14" ha mostrato una truppa affiatata con qualche tocco di stanchezza, forse dovuto all'età. Non fraintendetemi; molti pezzi erano davvero forti, ma mancava un qualcosa per convincere l'ascoltatore medio come me. "A Girl Called Cerveza" invece mi pare davvero solido, la scaletta copre tutti i gusti e soddisfa tutte le fantasie, anche le più perverse, di quel manipolo di esseri senza pudore chiamati thrashers. "Rapid Fire" è il titolo della prima traccia e — nomen est omen — quella che dà l'abbrivo a una valanga di granate metalliche degne dei vecchi tempi. Siamo lontani dalla linearità di "Zombie Attack", ma molto vicini all'energia sprigionata da spaccaossa come per esempio lo erano i D.R.I. A volte ho la netta sensazione che i ragazzi si siano lasciati trascinare di nascosto dalla voglia di rinnovare il loro stile; scale un poco in stile Bay Area accompagnate da un assolo da capogiro adornano "Not One Day Dead" e "Son Of A Fridge" si apre al vostro ascolto con quella che è la finta di una ballata.

La produzione rende il tutto ancora più solido e ti spacca la faccia con ganci che paiono essere sferrati da Muhammad Ali. Tutti i fan che s'interessassero ai testi avranno di che divertirsi a spulciare canzoni come "The Metal Lady Boy", le cui parole sono — come potrebbe essere altrimenti — basate su fatti reali.

I Tankard non sono mai stati davvero considerati dal mondo metallico come parte integrante dei grandi nel thrash teutonico, dominato dalla triade Kreator-Sodom-Destruction. È un peccato, soprattutto perché il quartetto ha sempre tenuto alto lo stendardo del metallo anche nei Novanta, anni davvero duri e grami per la nostra musica. Questo disco parla a loro favore, ne conferma la salute ed è certamente al 100% certificato con sigillo di qualità "Tankard". "A Girl Called Cerveza" è un grande lavoro pieno di thrash degno di questo nome: pesante, sostenuto e che, per dirla alla buona, spacca il culo di brutto!