Informazioni
Gruppo: Violassenzio
Titolo: Nel Dominio
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Alka Record Label
Contatti: myspace.com/violassenzio
Autore: Mourning

Tracklist
1. Conto Alla Rovescia
2. Rinchiusi In Una Scatola
3. Nelle Fabbriche
4. Per Un Re
5. La Storia Quando È Numeri
6. Amo Chi Sogna
7. Nel Dominio, Pt.1
8. Come Un Risveglio
9. Piano E Solo
10. Nel Buio Del Mio Salto
11. E' Un Paese Per Vecchi
12. Il Falso È Andato Oltre
13. Nel Dominio, Pt. 2
14. Solo Nei Sogni?

DURATA: 47:05

VIOLASSENZIO - Nel Dominio La musica specchio della realtà? È sempre stato così, nel bene come nel male l'arte ha prodotto una raffigurazione delle varie epoche e spaccati di precisi momenti storici con molta più obbiettività e sagacia di qualsiasi illustre narratore e l'Italia di quest'ultima decade è un paese in un disarmante decadimento morale, politico ed economico.
Tale sciagura, non giriamoci intorno, siamo veramente messi male, si riflette nei movimenti artistici spingendoli a essere particolarmente sensibili e concettualmente impegnati, non è poi così difficile accostare la scena odierna a quella cultura del rock intellettuale che alimentava i flussi di pensiero sul finire degli anni Sessanta e Settanta.
I ferraresi Violassenzio si uniscono a tale scontento coro provando col secondo album "Nel Dominio" a interpretare questo fottutissimo moto orwelliano nel quale sembriamo incastrati ormai da tempo immemore. Le canzoni possiedono tratti delicati, riflessivi e carichi di un intimismo che concilia la riflessione senza animarsi in violenza tanto da far convivere la pacatezza dello stile british, l'aurea grigia del grunge e alcune venature che mi hanno invero ricordato il modo di raccontare le vicende italiane con la semplicità e la classe degli Equipe 84 o se preferite la Nuova Equipe 84, di Maurizio Vandelli che nel 1971 comprendeva in formazione il signor Franz Di Cioccio (P.F.M.) dietro le pelli spingendosi in area progressive con il disco "ID", uscita colpevolmente non calcolata dal pubblico.
I latini erano soliti dire "sic vis pacem para bellum" (se vuoi la pace prepara la guerra), lo scontro non è solo ciò che un immaginario death metal alla Bolt Thrower potrebbe identificare, "Nel Dominio" è caratterizzato da una fase di stasi quasi perenne che potrebbe sfociare in maniera repentina in un collasso autodistruttivo quanto in una rivalsa distruttiva.
Il platter sembra fungere da ago della bilancia fra la volontà di denunciare con sincera emozione e lo sdegno suscitato dalla visione di una società basata sull'annullamento dell'uomo a favore della contabilità politica ed economica che uccide le emozioni favorendo il consumismo da qui è facile ricordare il ritornello di "La Storia Quand'È Numeri" che citando testualmente esterna tale pensiero: "E il giorno ebbe limite, l'amore il proprio codice, la gioia sta nel spendere, un mondo in mano ai numeri".
Che guardino alla nostra Penisola con il disincanto di chi ha visto un'area da sogno diventare un porto grigio e nel quale le speranze vengono represse dai malcostumi e dall'ingordigia parlamentare è palese, il riferimento al romanzo di Cormac McCarthy o al più noto rifacimento cinematografico dei fratelli Coen "Non È Un Paese Per Vecchi" viene traslato in "È Un Paese Per Vecchi" nel quale pacatamente le mandano a dire a un parlamento che ha affidato la propria nazione in mano a chiunque evitando di prendersene cura in prima persona.
Da qui l'estratto "Ecco i furbi di un paese che da colpa ai russi e agli americani, siamo le teste di Modigliani, nella Reflex e nel Mac hai sperato, quella pace che non hai mai trovato", più denuncia di così? Pensiero che comunque potrebbe essere esteso all'italiano medio, alla sua mentalità clientelare, omertosa, divisoria che ha come unico scopo quello di mantenere il proprio giardino più verde rispetto a quello del vicino, peccato che il famoso proverbio decanti altra versione dei fatti, ci sarà pure un motivo, non credete? Le note insite nel disco nel loro scandirsi con leggiadria, il cantato con quel suo modo disilluso d'interpretare la voce del proprio animo anche nei frangenti più vividi e struggenti, nel declamare con passione "Amo Chi Sogna", l'essere che ha ancora la volontà di guardare oltre affrontano una serie di temi concentrici che conducono a una sola parola: Italia.
Tirando le somme, "Nel Dominio" è un buon lavoro, ha la capacità di far compagnia, di portare con sé un messaggio probabilmente non sconosciuto ma tante volte il famoso detto repetita iuvant ha un suo perché, con questo non dico che i Violassenzio vi apriranno di colpo gli occhi su una situazione talmente mastodontica che dovrebbe essere ormai sotto gli occhi di tutti e continuamente denunciata.
È però un promemoria che accarezzandovi cerca di contrapporsi alla staticità che ne muove le fila, fa riflettere e se ognuno di noi lo facesse ponderando con onestà intellettuale, evitando di prendersela con questo o quello solo per trovare un capro espiatorio sfuggendo ai problemi come fanno i nostri "reggenti" che ci stanno dipingendo il culo a strisce, forse un futuro diverso potrebbe realizzarsi.
Sono uno di quelli che ancora crede che la parola "utopia" possa avere un senso, e voi? Date una chance a questi artisti.