Informazioni
Gruppo: Asaru
Titolo: From The Chasm Of Oblivion
Anno: 2012
Provenienza: Germania/Norvegia
Etichetta: Schwarzdorn Production
Contatti: myspace.com/asaruofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Eyes Of The Dead
2. At Night They Fly
3. Under The Flag
4. Blind Obedience
5. Fortapt I Dodens Favn
6. Nebel
7. Beyond The Bonds Of Time
8. Invoking The Serpent Of Death
9. World On Fire

DURATA: 57:34

ASARU - From The Chasm Of Oblivion Gli Asaru sono la creatura del cantante chitarrista tedesco Fredrik Nordmann trasferitosi stabilmente nel 2007 in Norvegia.
È una realtà instabile che ha subito un lungo stop di nove anni fra il 2000 e il 2009, come molte altre realtà nate negli anni Novanta in procinto di debuttare nella decade successiva dopo due demo ("D.O.M.A.I.N." del 1996 e "Darkness" del 1997) e l'ep "Baalpriku" (2000).
"Dead Eyes Still See" si è invece fatto attendere giungendo nel 2009, anno della rinascita e da lì sembra che la carriera della line-up, adesso completata da Petter Myrvold al basso e Sebastian Wilkins alla batteria, abbia ripreso il suo corso pubblicando a tre anni di distanza da quel lavoro il secondo capitolo intitolato "From The Chasms Of Oblivion".
Non abbiamo a che fare con dei fuoriclasse ma con una onesta band che propone un black/thrash dalle tinte sinfoniche senza troppe pretese.
Quello che infatti è chiaro già dopo un paio d'ascolti, è che pur avendo fra le mani un disco ben composto, suonato e grezzo al punto giusto, favorito in tal senso da una produzione che reputo sia stata volutamente indirizzata sul mantenersi sporca, è l'evidente assenza di brani di spicco.
La qualità è sin troppo livellata su di una gradevole sufficienza che una volta mandata in esecuzione si pone come una discreta compagnia per appassionati del genere ma che sul lungo corso mostra il fianco per la palese mancanza di ganci, di particolari e riff memorabili.
Gli Asaru rimangono ingabbiati nella morsa di una proposta fortemente derivativa (Scandinavia a go go) che solo nelle sfumature sinfoniche e nel suo caparbio tentativo di dimostrare una presa di posizione caratteriale alza la testa, purtroppo non bastano una sezione ritmica in alcuni frangenti sfrenata e delle buone pieghe atmosferiche per apportare quel quid a dei pezzi, cito "The Eyes Of The Dead" ma potrei prendere in considerazione una qualsiasi delle nove tracce del disco, che nascono e muoiono una volta inserito ed estratto il cd dal lettore.
"From The Chasms Of Oblivion" nella sua formalità ben interpreta e si cala nel mondo al quale appartiene, i tedeschi provano quindi a ripartire offrendo un album esclusivamente apprezzabile dai fruitori ossessivo-compulsivi di tali uscite, per la personalità e le idee bisognerà giocoforza volgere lo sguardo altrove.