Gruppo: Botanist
Titolo:  III Doom In Bloom
Anno: 2012
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Totalrust Music
Contatti:

Sito web  Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST CD1
  1. Quoth Azalea, The Demon (Rhododendoom II)
  2. Deathcap
  3. Ganoderma Lucidum
  4. Vriesea
  5. Ocimum Sanctum
  6. Amanita Virosa
  7. Panax 

TRACKLIST CD2

  1. Mathruska - The Ejaculate On The Petals Of The Femme Orchid, Part 1
  2. Cult Of Linnaeus - The War Of All Against All
  3. Ophidian Forest - Cordyceps
  4. Arborist - Total Entarchy
  5. Lothus Thief - Nymphaea Carulea
  6. Bestiary - It Lives Again
  7. Mathruska - The Ejaculate On The Petals Of The Femme Orchid, Part 2
DURATA: 01:08:06 / 46:59
 

Il mondo musicale è colmo di potenzialità, di spunti di genio e di gran dischi, vi sono tantissimi musicisti dotati e band di caratura importante ma artisti che lo siano sempre e comunque? Quelli sono davvero pochi. Per molti che leggeranno questo testo starò forse per dire un'eresia, ma ritengo Otrebor (The Botanist) allo stesso livello degli osannatissimi Devin Townsend e Ihsahn e il perché é molto semplice: l'artista in questione, perché tale è, è uno di quei personaggi eclettici, capace di cambiare, modificare e reinventare la propria connessione con l'arte di album in album, come di band in band: se aveste seguito Aristocrazia in questi anni, ve ne sarete resi conto leggendo il suo pensiero ampio e descrittivo racchiuso in parte nella nostra intervista e in parte nel suo vivere ed esplorare questo mondo tramite l'altra realtà della quale è membro: gli Ophidian Forest.

Se pensate di poter andare incontro al nuovo doppio lavoro "III Doom In Bloom" come si fa con qualsiasi altro disco metal, vi sbagliate di grosso. È una dimensione parallela che nel proprio dischiudersi ha ingurgitato tutto ciò che riteneva necessario per il sostentamento, noterete sin da subito che le atmosfere floreali e silvestri in genere dei primi due capitoli "I: The Suicide Tree / II: A Rose From The Dead" siano state inglobate in una centrifuga emotiva immensa che spazia in una miriade di stili coinvolgendo il doom, il black, il noise, bagnandosi languidamente in lidi folk e ambient, dimostrando come sia possibile far convivere melancolia, dimenticanza, oscurità con delicatezza, vivacità e bagliori di luce.

Avete presente l'immagine di un uomo che corre in mezzo a una fitta foresta durante il giorno con le fronde degli alberi che creano quel gioco costante di chiaroscuro impedendo in parte il passaggio dei raggi solari? Quel continuo rincorrersi di ombre che appaiono e scompaiono improvvisamente? Ecco, una delle sensazioni o raffigurazioni mentali che le tracce potrebbero offrirvi è questa, è un "mindtrick"? Probabile, il bello è anche questo.

Siete disposti a mettere da parte ogni riserva e allearvi con l'artista? È fondamentale abbandonarsi, "III Doom In Bloom" non è assolutamente di facile ascolto, è una di quelle opere d'arte che necessita di un approfondimento costante, ripetuto nel tempo, è troppo varia e stravagante anche nelle sue esibizioni più elementari e cicliche, vedasi il concludersi ossessivo di "Panax", e dinamicamente perigliosa in alcune occasioni, prendete ad esempio il pezzo più corto del primo disco "Ganoderma Lucidum", eppure è quello che ti fa chiedere con maggior insistenza: dove vuole andare a parare? Ogni interrogativo che vi si fisserà in testa diverrà per voi motivo avvalorante per il prosieguo del percorso intrapreso, una sfida alla quale non vorrete rinunciare.

Il secondo cd che porta come sottotitolo "Allies" è la riprova che Otrebor è uno che ama rischiare e prova piacere nel mettersi alla prova sempre e comunque. Il mastermind del progetto ha deciso di invitare gentilmente alcuni amici a suonare, ha fornito loro le basi di batteria utilizzate per "III Doom In Bloom" e ha chiesto di inserirvi la propria personalità. In pratica ha volutamente creato da geni di partenza condivisi con la creatura Botanist una serie di "specie" alternative alle quali l'operato di questi signori ha fornito caratteristiche distinte, si vedano "Cordyceps" alla quale gli Ophidian Forest hanno affidato il trasporto e la visione atmosferica/sperimentale, doti delle quali sono in gran possesso, "Total Entarchy" alla quale gli Arborist hanno dato una forma particolarmente variegata che alterna fraseggi rozzi ad altri di una disarmante dolcezza con stravaganti venature "country" a far capolino. Preferisco fermarmi qui e non svelarvi tutte le sorprese che vi verranno offerte.

Finita la traversata del mondo Botanist, il piacevole brainwashing che "III Doom In Bloom" nella sua interezza mi ha piacevolmente imposto m'invita a rimetterlo su e tenendo conto che si parla di quasi due ore di musica, capirete che il centro segnato dall'artista sia di quelli che lasciano un segno netto, ben distinto. Vi ritenete impavidi? Adorate guardare oltre provando a scrutare quei luoghi che solitamente non vengono solcati dalla massa di release che escono annualmente? Se la risposta a entrambe le domande è un grosso "sì", dovreste assolutamente avere nella vostra collezione quest'album ed è altrettanto corretto, dovesse intrigarvi "III Doom In Bloom", recuperare il precedente, diverrebbe la cosa più ovvia da fare per scoprire e amare integralmente l'operato di Botanist. Capolavoro e ci sta tutto.