Gruppo: Vivid Remorse
Titolo:  The Seed Of Malaise
Anno: 2010
Provenienza:  Spagna
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. May (If You Can't Find A Friend)
  2. World Of Plasticine
  3. Sammy
  4. Lizzy's Rain
  5. Inside
  6. Mental Disorder
  7. Mind Killers
  8. The Bed You Lie In
  9. Myself And Nothing Else
  10. Slave Of Freedom
  11. That Moment Is Now
  12. (The Culture Of) Malaise
  13. Ocean's
DURATA: 40:57
 

La Spagna continua a sfornare thrash, la scena non possiede band capaci di creare miracoli, ma tante realtà operaie che omaggiano lo stile con delle prove soddisfacenti, penso a gente come Angelus Apatrida, Steelgar, i neonati Desecration, sono questi i primi nomi che mi vengono in testa e girando il sito ne troverete anche altri recensiti in un 2010 ricco di album discreti. Si aggiunge a questa schiera l'ennesima nuova formazione che coniuga lo stile della vecchia scuola con il moderno groove, è infatti arrivato anche per i Vivid Remorse il turno di dir la loro con il debutto "The Seed Of Malaise".

Ascoltando il disco di questi ragazzi mi è sembrato di avere on air in certi momenti i Lazarus A.D., altra band giovane e che sta andando per la maggiore, le influenze in entrambi i casi sono disparate, gli iberici passano dall'intensità profonda del groove di matrice Machine Head e Pantera a varianti che tirano in causa nomi come Death Angel, la velocità degli Slayer e la prestanza affidata ad alcuni richiami di stampo Sepultura.

È un prodotto imbastardito, hardcore e derive al limite col death metal si fanno largo, è nelle situazioni più spinte che i Vivid Remorse danno il meglio, ve ne renderete conto incrociando "Mental Disorder", "Mind Killers", "The Bed You Lie In" (l'assolo è molto Metallica) e "Slave Freedom", quest'ultima traccia è la più scapocciante e interessante del lotto soprattutto grazie alla buonissima prestazione del cantante Joel Repiso.

Provano a dare all'album una sorta di varietà che non sempre fa centro, se il cantato in lingua madre di "Sammy" in fin dei conti è piacevole, una nota non proprio inaspettata, capita spesso di sentire soprattutto nelle uscite proveniente dai paesi di lingua ispanica eseguire i testi usando l'idioma nazionale, è con "Lizzy Rain" che mi spiazzano. Il pezzo è carino però alquanto fuori contesto, una ballata poco indovinata con la voce che quando evita di andare i territori metal ne asseconda la natura malinconica e che quando forza perde contatto, le chitarre stesse non convincono appieno. È una via di mezzo che mostra più indecisione che altro, un attimo di rock metallizato dalle buone melodie, ma non efficace se inserito in una scaletta ricca di episodi mordi e fuggi dall'impatto fugace che la ridimensiona al ruolo secondario di filler.

I Vivid Remorse devono ancora maturare, sembrano non abbiano la minima intenzione di standardizzarsi e seguire un filone preciso ma pur mettendoci del proprio non è stato ancora trovata la quadratura del cerchio, "The Seed Of Malaise" possiede infatti picchi elevati e qualche caduta, nulla di cui preoccuparsi in realtà, la formazione dal punto di vista formale è compatta e vanta la presenza di un cantante che tranne nell'occasione del lento fa la differenza in positivo alternando le classiche linee ficcanti di stampo thrash a parti tendenti al growl e qualche strana reminiscenza System Of A Down. Buono anche il suono: batteria e chitarre godono parecchio della cura in fase di produzione offerta da Mr. Ax e per un autoprodotto come il loro è manna dal cielo.

In definitiva se amate la corrente più contaminata del thrash un ascolto a questi spagnoli dovreste proprio darlo.