Informazioni
Gruppo: Domo
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/domoband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Nadi
2. Prana
3. Asura
4. Pretas
5. Yamantaka
6. Eta Carinae
7. Samsara

DURATA: 1:05:00

DOMO - Domo I Domo sono un trio iberico devoto al sound psych, la band è di recente formazione, il monicker ha preso vita solo agli inizi del 2010 ma la voglia di arrivare subito al sodo ha condotto Oscar (basso e voce), Sam (chitarra ed effettistica) e Paco (batteria e percussioni) a una svolta rapida quanto significativa, niente perdite tempo e in poco più di sei mesi l'album omonimo di debutto era pronto.
Un'ora e cinque minuti di intenso, dilatato, estasiante viaggio fra le stelle ("My Journey To The Stars" diceva qualcuno) e orizzonti che la mente può varcare solo con l'esclusiva libertà di chi ha messo da parte qualsiasi barriera, l'operato dei tre è per lo più strumentale, la presenza vocale è ridotta all'osso e per questo potrebbe trovare un riscontro garantito con ascoltatori abituati a confrontarsi con realtà quali Los Natas, Buffalo e Serpent Throne, gente a cui davvero bastano solo le note per dire tantissimo.
L'album basa la sua forza sulla capacità di scambiare emozioni con chi lo inserisce nello stereo, è il feeling trascinante fatto di momenti aperti al pari di una distesa infinita e altri in cui le sonorità più classiche dello stoner rozzo e acido prendono forma gestendo l'animo di un astronauta strafatto di peyote.
L'incrociarsi di soluzioni di stampo blues, i richiami a certe frequenze sognanti del jazz che s'impasta con il fuzzy e la psichedelia seventies che altera le visioni dell'ordinario sono gli elementi che fanno di brani quali l'opener "Nadi", "Prana" (acidissima) e "Asura" una tripletta che identifica a piento titolo le capacità espositive e caratteriali dei Domo, soprattutto l'ultima chiamata in causa sfodera una carica arrembante degna di nota.
I due restanti colossi inframezzati dagli sparti acque "Pretas", acustico accompagnato da effetti ch'evocano folate di vento siderale, e "Eta Carinae", dolciastra ed eterea, possiedono movenze diverse, "Yamantaka" è rilassante, una compagnia che ti permette di scaricare i deliri di una giornata andata storta risollevandoti il morale mentre "Samsara" si permea di quella malinconia costante che la ruota della vita si porta con sè, trip ultimo che porta a conclusione "Domo" o almeno così sembrerebbe dato che la sorpresa è solo dietro l'angolo.
La traccia che ci conduce alla fine dopo un paio di minuti di vuoto ci regala uno spunto interessante quanto inatteso, una ghost track cruda, pesante, incattivita che esula dal panorama sinora dipinto mostrando il rovescio della medaglia, la parte più caciarona e vogliosa di rigettare sull'ascoltatore adrenalina, che sia una delle papabili direzioni sonore per un prossimo lavoro? Vedremo.
Un disco e una formazione da accogliere a braccia aperte, inserite "Domo" e godetevelo con la dovuta calma, datevi il tempo di entrare in contatto con la sua natura, il resto verrà da sè.