Gruppo: Voice Of Revenge
Titolo:  Chronicles Of Betrayal
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: MDD Records
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TRACKLIST
  1. Intro
  2. Falling Mask
  3. Seasons In Misantrophy
  4. The Horrible Gates
  5. Mutilated Corpse
  6. Escape Denied
  7. Lack Of Empathy
  8. The Voiceless Messiah
  9. Ruins
  10. Bringer Of Death
DURATA: 47:19
 

I Voice Of Revenge sono tedeschi, eppure il suono che domina nel loro album di debutto è di chiara estrazione nord-europea con la penisola scandinava a far la parte del leone. Dopo un primo ep nel 2007, "Mutilated Corpse, è solo sul finire dell'anno passato che danno alle stampe il debutto "Chronicles Of Betrayal". È stato abbastanza semplice constatare che gli influssi melodici che fanno capolino nelle canzoni siano ricollegabili al filone svedese, così come l'inflessione thrash di certe ritmiche porta alla mente la vicina scuola olandese e si possono notare reminiscenze, neanche tanto vaghe, dei signori della guerra Bolt Thrower, un mix di spada e fioretto che svolge graditamente il suo lavoro.

Non è facile divincolarsi dagli schemi e trovare la combinazione giusta fra l'appeal e la brutalità per inserirsi all'interno di un genere, il death metal, ormai sin troppo colmo ed esplorato, la formazione possiede un discreto songwriting, le due asce Thomas Döll, anche cantante, e Peter Kretschmer se la cavano nell'arrangiare e imbastire dei pezzi che offrono all'orecchio dei buoni cambi di atmosfera in corsa, trovando l'attimo giusto anche per diluirla con scanalature profonde e arricchirla con esecuzioni solistiche indovinate.

Ci sono un paio di pezzi che vanno ben oltre la canonica sufficienza — "Season In Misantrophy", "Mutilated Corpse" e "Bringer Of Death", queste ultime due entrambe presenti nell'ep — e forniscono dei validi appigli in quanto a sviluppo e potenza, la band pesta, inserisce le giuste linee melodiche e l'incipit di altre canzoni come "Falling Mask", "The Horrible Gates" e "The Voiceless Messiah" fa ben sperare senonchè nel corso dell'ascolto qualche incastro di batteria, un riffato meno fluido o una combinazione un po' troppo conosciuta non permettono loro di decollare del tutto, pur non rendendole per questo disprezzabili.

"Chronicles Of Betrayal" è da prendere come un monolite, in blocco unico, supportato dal groove che spinge dannatamente e da momenti particolari che fanno di "Intro" e "Ruins" due tasselli ben inquadrati in scaletta. La prima si rivela un ottimo trampolino di lancio per l'entrante "Falling Mask", quei tappeti di sintetizzatore che la caratterizzano sembrano uscire dalle mente dei Nocturnus, mentre la seconda con il suo taglio acustico precede la badilata conclusiva fornendo un attimo per recuperar fiato.

I Voice Of Revenge suonano come figli degli anni Novanta con tutti i pro e i contro del caso tocca poi al gusto personale evidenziarli quando si decide di metter su un disco, "Chronicles Of Betrayal", che sta con un piede sul sentiero della violenza e con l'altro in quello della melodia. Ci sarà quindi sempre chi troverà una critica all'una o all'altra decisione presa, all'uno o all'altro modo di dar lo schiaffo, ma una botta quando ti prende, sia di mano destra o sinistra, cosa cambia? Sempre  una botta rimane, evitate di farvi troppi giri di testa e godetevi del buon death metal.