Gruppo: Godcursed
Titolo:  Abyss
Anno: 2010
Provenienza:  Canada
Etichetta: S8N Recordings
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TRACKLIST
  1. Abyss
  2. Drowning In The Venom
  3. Witchwind
  4. (t)IHS
  5. I Am Dead To You
  6. Mindless Masses
  7. A Haunted Path
  8. The Sweet Reward Of Death
  9. Dead Of Winter
  10. Crawling Through Myself [cover Perpetuance]
  11. Night Of Pain [cover Wehrmacht]
  12. Ode [cover Bathory]
DURATA: 01:11:49
 

I Godcursed, altra realtà che vede al timone unico Chrish Shaver, musicista canadese e di quelli che non si arrestano, dopo aver nel 2009 ridato vita al materiale datato 1991-1994 dei Morbid Darkness trasportandolo nel mondo death di questo ex side project divenuto un gurppo vero e proprio, rientrano nel 2010 con un album nuovo di pacca dal titolo "Abyss".

Sono dieci le tracce che ne formano lo scheletro, la matrice è sempre un death-thrash possente che si adorna di un comparto melodico decadente, i nomi che vi balzeranno in testa saranno i più disparati: Hypocrisy, Dismember, Unleashed, Grave, Unanimated con il riffing orientato a incarnare la lezione della scuola scandinava non dimenticandosi del recente passato che vedeva nei primi Sepultura, Possessed ed Hellhammer i punti di riferimento e con l'ombra dei Malevolent Creation pronta a farsi viva senza troppi indugi.

È una compilazione di brani compatti, la batteria pesta dannatamente, gli assoli sono puliti e ben incastonati in un complesso che sfrutta un riffato che usa ridondanze e risulta frequentemenete affilato e malsano ("Witchwind" n'è buon esempio). È un delirio fatto di atmosfere gelide e il Canada come clima e tipologia di territorio non si fa mancare affinità con le lande svedesi. Fatto sta che "Abyss" e la lunga "I Am Dead To You" vengono supportate da un suono vivido, arrembante, la seconda vanta oltre dieci minuti di durata che, ben suddivisi fra assalti a spron battuto e aperture dilatate in cui la solistica si diverte a farsi strada mettendo in mostra anche le doti tecniche di Chris, vengono snocciolati come nulla fosse.

Con "Haunted Path" incrociamo l'episodio d'acchiappo, le armonie scelte per dargli forma lo rendono altamente fruibile e facile da assimilare evidenziando il lato più catchy, se così lo vogliamo definire, viene comunque subito smentito dal successivo "The Sweet Reward Of Death", l'altro colosso del disco che torna a martellare con prepotenza e ad alimentare la voglia di alternare il più possibile fasi spaccaossa con altre più groove, anche gli Amon Amarth vengono a farci visita in quest'occasione, seppur il rimando sia lieve, lasciando il posto a una "Dead Of Winter", traccia ripescata dal "Demo 2004" e ri-registrata per l'occasione, che senza mezzi termini  aumenta spessore e marciume della proposta.

La conclusione di "Abyss" è affidata a un trittico di cover: "Crawling Through Myself" dei Perpetuance, band in cui militava lo stesso Chris che la compose nel 2004, si diverte ad attingere dal passato per guardare avanti, lo fa costantemente e porta a galla dei pezzi spesso e volentieri dalle più che discrete potenzialità, in questo caso arriva all'orecchio l'ennesima martellata succeduta da "Night Of Pain" dei Wehrmacht e "Ode" dei Bathory che non dovrebbero avere nessun bisogno di venir presentate, la prima inserita in quanto ritenuta in sintonia con il materiale che stava elaborando in quel periodo, la seconda per il testo e motivazioni personali che legano l'artista alla figura di Quorthon, fra i suoi più grandi ispiratori.

Chris Shaver nei Godcursed ha trovato il proprio sfogo, è una valvola continuamente in azione che pur modificando il tiro di uscita in uscita possiede sempre le carte giuste per farsi apprezzare dagli amanti dell'estremo, l'unico neo è la drum machine il cui suono di rullante non mi fa impazzire. ma che in fin dei conti è uno scoglio superabile, basta pensare che gente sotto grandi etichette ha produzioni ben più limitanti e che sembrano uscite dall'incelofanatore.

In passato avete già avuto il piacere di ascoltare musica da lui prodotta? Sapete allora cosa vi attende e potete star sicuri che non ne rimarrete delusi. I restanti diano una possibilità a questo ragazzo che immette nelle composizioni passione, costanza e devozione per l'estremo riuscendo a cavarne fuori buoni dischi e ciò non è assolutamente poco.