Gruppo: Benighted
Titolo: Asylum Cave
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Season Of Mist
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TRACKLIST
  1. Asylum Cave
  2. Let The Blood Spill Between My Broken Teeth
  3. Prey
  4. Hostile
  5. Fritzl
  6. Unborn Infected Children
  7. The Cold Remains
  8. A Quiet Day
  9. Shadows Descend
  10. Swallow
  11. Lethal Merycism
  12. Drowning
DURATA: 45:03
 

I francesi hanno una particolare dedizione alla qualità: in qualsiasi tipo di musica decidano di buttarsi, lo fanno dopo aver masticato con modestia i migliori che li hanno preceduti. Questa è un'ottima maniera di superare la marea nera che inquina la scena contemporanea. Spesso si notano band che si precipitano a scrivere senza avere dimestichezza di un genere di cui bisogna avere padronanza assoluta, ma non è il caso dei Benighted. «Padronanza assoluta» è la definizione perfetta per questo sesto album di un gruppo attivo da ben undici anni, che fin dalle prime uscite ha dimostrato di essere valido.

L'album parte subito in quinta con "Asylum Cave", una sfuriata brutale death-grind che non atterrisce l'ascoltatore, il loro è infatti un brutal molto assimilabile anche dai non avvezzi al marciume. Il caratteristico ritmo molto sostenuto contribuisce — insieme alle voci scream e growl mai troppo incazzose — a dare vita a un metal estremo tutto da cavalcare col pensiero. Dopo un assolo che sembra tutto dedicato agli Autopsy di "Severed Survival", ce ne buttano un altro melodico ma originale, tornando senza dispiacere al rituale da macello canonico mordi-spolpa-rutta. Durante il rituale i ragazzi fanno anche rallentare un po' la corsa con "Hostile", pillola sanguigna di tre minuti, che si conclude con urli acuti che si stagliano sui melodici sfondi disegnati dalle chitarre.

Ogni pezzo sa dove deve mirare e fa sempre centro, chi cerca sangue rappreso nel quale poter affogare non rimarrà soddisfatto dalla proposta di questi Francesi. Chi invece è in cerca di qualcosa di meno serioso e più equilibrato tra death metal e grindcore, avrà tra le mani uno dei migliori cocktail reperibili al momento. I Benighted fanno di pig squeal, guttural, growl e scream la loro arma migliore, mentre il blast beat e le ritmiche delle chitarre — accompagnate da un instancabile ma troppo nascosto basso — permettono loro di muoversi con stabilità e velocità in quella che è una delle battaglie più memorabili del 2011: proprio così, con loro si ha la netta sensazione di essere in guerra, dalla parte dei vincitori.