Gruppo: Shining
Titolo: VII: Född Förlorare
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Spinefarm Records
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TRACKLIST
  1. Förtvivlan, Min Arvedel
  2. Tiden Läker Inga Sår
  3. Människa O'Avskyvärda Människa
  4. Tillsammans Är Vi Allt
  5. I Nattens Timma [cover Landberk]
  6. FFF
DURATA: 41:47
 

E dopo aver sparato a zero su quella schifezza atomica del capitolo VI (adesso anche Niklas ci viene a dire, nelle interviste, che, oibò, il precedente album fa schifo perché è un esperimento fatto in due giorni... se me lo dicevi prima di comprarlo magari mi risparmiavo i soldi, ma tranquillo, non commetto due volte lo stesso errore), eccoci a parlare del nuovo uscito: «VII: Nato Perdente» (nomen omen?).

Posso dire con certezza che questo è l'album che porterà gli Shining al successo planetario. È così bello, direte voi? No, assolutamente, fa pena. Ma fa ribrezzo in quella maniera ruffiana che è fatta apposta per l'ascoltatore metal moderno. Se non riuscite a immaginarvi questo, cd vi dico una cosa: prendete i riff più brutti dei vecchi Shining (e ai bei tempi di riff orrendi ce n'erano davvero pochi), aggiungete gli assoli da "Guitar Hero" (non intendo Malmsteen, intendo proprio il videogioco!) e infine spruzzate tutto con una buona dose di Opeth e via! Servire caldo con un po' di finta autodistruzione. Ecco fatto! Le ragazzine ne andranno pazze. E pensare che un tempo, dal primo album fino al V, con picco sul III e IV, questa band sapeva davvero trasmettere una dose esagerata di angoscia e disperazione.

Questo cd ci mostra un progetto musicale che non vive più per trasmettere un messaggio, ma che oramai si è incanalato sui binari commerciali della musica estrema. Sembra una frase fatta, ma è così: gli Shining si sono venduti, o meglio, forse Niklas ha perso interesse nel trasmettere dolore con la sua musica, o forse semplicemente gli psicofarmaci hanno fatto effetto e non ha più tutto questo dolore da trasmettere agli altri. Per lui è davvero un bene (e non scherzo), per noi ascoltatori no!

Ah, potrei parlarvi dell'album brano per brano, ma vi assicuro che nessuno di voi vuole davvero che io vi nomini quelle chitarrine acustiche con i giri triti che aprono "Tiden Läker Inga Sår" e la voce pulita e anche leggermente stonaticcia (Dio mio...) che fa capolino qua e là. Da evitare come la peste bubbonica. Comprate i vecchi album, che meritano, scordatevi questo e il precedente (che forse è anche peggiore! Tutto dire!).