Gruppo: The Providence
Titolo: The Seven Gates Of Providence
Anno: 2009
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST
  1. Never Sleep Again
  2. Tallman
  3. Tarot For The People Train
  4. Everynight Comes The Blind
  5. Slasher
  6. We Eat You At Midnight
  7. Cursed
DURATA: 22:00
 

Come tanti navigo in rete e capita talvolta di trovare delle perle che colpiscono la nostra attenzione in maniera repentina quanto efficace. Il progetto solista The Providence appartiene alla moltitudine di realtà underground che meriterebbero una maggiore possibilità di visione e ascolto, per la passione sincera che trasmettono e per la qualità del lavoro che risiede dietro ogni singola nota proposta.

So per certo che "The Seven Doors Of Providence" è il secondo lavoro autoprodotto elaborato dalla mente orrifica di Bloody Hansen; il legame col metal è labile, se non per qualche sprazzo di heavy d'annata che riporta in auge le atmosfere cupe dei primi Death SS, c'è però tanto da poter riscontare nell'ascolto attento dei brani. La cultura del cinema truculento e psicologicamente deviato che ha reso grandi Dario Argento, Mario Bava e Lucio Fulci ha posto la base, mentre le colonne sonore dei mitici Goblin divenute must per i divinatori del genere, così come la parte più orientata verso il gotico che ha mangiato pane e Danny Elfmann a colazione negli ultimi venti anni, ne sono invece la rappresentazione su pentagramma.

I sette episodi si snocciolano uno dopo l'altro, avvalendosi di una breve durata che li rende altamente fruibili. Le fondamenta sono costituite da un intersecarsi espanso di sintetizzatori che tendono a ricreare strati di nero; il sound in sé trae essenza da gente come gli Infernalia (la band prog italiana anni '70) e Lega Dei Demoni, formazioni celate dal tempo che insieme al padre fondatore del movimento occulto nella nostra Penisola, parlo di Antonio Bartoccetti alias Antonius Rex, hanno provveduto a mantenere viva questa corrente culturale sotterranea. Tali band emanavano costanti pulsioni magiche quanto tetre, che si possono riscontrare addentrandosi coscientemente e profondamente nella musica dei The Providence.

Una colonna sonora, un lieto esempio di come la sensazione di morte possa essere veicolata tramite una concezione meno pressante di un disco death metal o della ritualità ormai becera di un black metal sdoganato, riuscendo ad avere forse un impatto psicologico maggiore, perché incrostato a una realtà macabra che in fondo, seppur non lo si voglia riconoscere, ci attanaglia giorno dopo giorno.

Se l'horror vi attrae e il buco nero dell'anima ha bisogno di ingurgitare demoni per andare avanti nei giorni illuminati da un finto sole, immergetevi nelle acque scure che i The Providence creano e annegate la vostra voglia di malsano nelle loro note.