Informazioni
Gruppo: Midnight Scream
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. War Never Changes
2. Fuga Mortis
3. Time For Silence
4. Unspeakable
5. Life Is So Devine
6. Vanity
7. Obsessive Love
8. Menticide
9. Voice Of Deception

DURATA: 42:31

MIDNIGHT SCREAM - War Never Changes Formazione power/thrash slovacca, "War Never Changes" è il quarto capitolo della loro discografia.
Band alquanto preparata e profondamente conoscitrice del genere che si muove fra ritmiche veloci e ficcanti e passaggi catchy, nel sound e per le aperture profondamente melodiche ha importante rilevanza il lavoro fatto dalla tastiera, efficace sia nelle fasi di tappeto sia nelle divagazioni solistiche.
Per alcuni aspetti ricordano l'evoluzione di una dei migliori act in assoluto nello stile che mischia classico, accelerazioni thrash e progressivo, parlo dei teutonici Angel Dust fautori di quell'"Enlighten The Darkness" capolavoro che vanta davvero pochi eguali.
I ragazzi li ho conosciuti per caso tramite la rete, è strano che una major non li abbia adocchiati e messi sotto le proprie ali dato che le qualità le hanno e spiccate pure.
Il songwriting di "War Never Changes" è vario ma equilibrato facendo in modo che il disco non abbia punti morti o brani che possano relegarsi al semplice status di filler, al contrario in più di un'occasione sferrano e bersagliano l'ascoltatore con prove a cavallo fra i già citati tedesconi, cavalcate heavy/power Nevermore/Iced Earth e passaggi Brainstorm (anch'essi tedeschi) concreti e precisi.
La melodia di "Unspeakable", la prestanza di canzoni come la titletrack "War Never Changes", "Fuga Mortis", l'andare più classicheggiante influenzato dal progressivo di "Time For Silence", una massiccia e compatta "Vanity Love" accattivante quando l'incedere si fa più hard/rockeggiante: ce n'è davvero per tutti i palati.
Il suono moderno ma non plastificato scandisce così le loro note traccia dopo traccia sino all'emotiva "Obsessive Love", la thrashy "Menticide" e la conclusiva e non meno bella "Voice Of Deception".
La prestazione complessiva è molto più che buona, riffing ispirato, fresco che si lascia ascoltare e assorbire con piacere, il batterista si destreggia bene sia in fase d'accompagnamento sia come apporto dinamico allo scorrere della release.
Il cantante sfoggia una prova che definirei quasi eccelsa se non per qualche puntata stridula che stona (non di nota) leggermente, si sentono influenze da parte di Warrel Dane e Matthew Barlow, nell'esecuzione c'è però altrettanta capacità propria nel svilupparle e dar loro forma.
Consiglio vivamente l'ascolto di "War Never Changes", un album che sa davvero il fatto suo e che mi porta ancora una volta a chiedermi cosa diavolo cerchino le label se non gente che ha qualità da vendere? La risposta la si trova nei cataloghi pieni di popstar pseudo metal e progettini che splittano dopo mezzo secondo.
Citando un noto comico: tristezza a palate.