Gruppo: LIK
Titolo:  Må Ljuset Aldrig Nå Oss Mer
Anno: 2003
Ristampa: 2010
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Frostscald Records
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TRACKLIST
  1. Pest Och Pina
  2. Hate To Be Human
  3. Djupa Sinn
  4. Guds Förlorade Skapelser
  5. Evig Natt
  6. Namnlös
  7. Bortom Allt Liv 
DURATA: 35:08
 

Il progetto Lik prende vita nel 2000 per volere di Graav, cantante e chitarrista degli Armagedda, "Må Ljuset Aldrig Nå Oss Mer" è la prima delle tre uscite che l'artista rilasciò, datato 2003 e arrivato alla sua seconda ristampa grazie all'intervento della russa Frostscald Records avendo delle potenzialità che destano interesse.

Il genere in cui si cimenta il musicista svedese è una sorta di black primordiale miscelato con sonorità dark e occult rock, le atmosfere scure, la semplicità del riffing e l'utilizzo di accordi di sintetizzatore per dare profondità alla proposta lo inquadrano come una via d'unione fra il suono degli Isengard di "Vinterskugge", la capacità dei Darkthrone di mantenere vivi i brani con scheletri essenziali e la propensione malinconica pesante che potrebbe avere a esempio la versione oppressiva di "A Forest" dei Cure nel rifacimento curato dai Carpathian Forest.

Le sette tracce, nei trentacinque minuti di durata del lavoro, godono di un'alta fruibilità e di un piacevole quanto elementare coinvolgimento ricreato dalle scelte precise e spesso e volentieri minimalistiche fatte da Graav. La canzone che spicca è "Hate To Be Human" in quanto la personalità scarna, un drumming lineare, la voce appena sussurrata e un basso in piena evidenza ne caratterizzano il lento ma misantropico incedere, il che la diversifica dal resto della scaletta, più omogenea e orientata verso il miscuglio d'influenze citato in precedenza.

Punto di riferimento per l'ascolto potrebbe essere l'altro progetto di cui Graav è parte i Lönndom, i Lik ne sono una versione con una striminziata, o appena accennata se volete, componente folk e con un fattore tristezza molto meno melancolico e maggiormente greve.

La produzione è alquanto limpida pur mantenendo la vitalità del suono strettamente legata al fattore underground in cui la musica è pienamente radicata.

Un album "Må Ljuset Aldrig Nå Oss Mer" che al proprio interno conserva gelosamente il vissuto musicale anni Novanta, non inventa nulla e si presta all'ascolto per ciò che è: un disco black.