Gruppo: Rust
Titolo:  Damned Hellish Voids
Anno: 2012
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Plague Island Recs
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TRACKLIST
  1. Sordid Landscapes
  2. Ripping Deep
  3. Hammers Of Hades
  4. Crossing The Stream
  5. Nothingness
  6. Far Short Of Forever
DURATA: 27:29
 

Vi sentite sicuri nella vostra alcova, l'oscurità densa vi circonda, il nero assoluto; questo nero è però più denso del solito... vi svegliate, forse lo eravate già, e scoprite di galleggiare nel vuoto con un sentimento vacuo, infernale e assolutamente piatto... noooon fa nulla! L'importante è che abbiate con voi buona musica con cui viziare orecchie e animo. Gli svedesi Rust si gettano nella breccia per allietarvi serate fredde e tetre con delle note in abito molto retrò.

Il thrash nero è oramai arrivato al punto di non offrire molte specialità o dischi degni d’ascolto e pare essere diventato un vero e proprio Perpetuum Mobile. L'etichetta Plague Island ha iniettato con il trentatré giri "Damned Hellish Voids" un poco di sangue fresco in questo stile malato e marcio al punto giusto. La voce di J è a dire poco malsana, fredda, tagliente, molto più di ciò che i cantanti di molti gruppi riescano a rendere, essendo invece un insulto al "black". Le linee ritmiche sono perfettamente legate agli Ottanta con ricordi di Hellhammer, Sudamerica e di tutti quei tremoli tipici per quegli anni, una ricetta che ha giovato di tanto in tanto anche ai Darkthrone da "Plaguewielder" in avanti. Insomma, qui cìè parecchio da scuotere il capo al ritmo di canzoni veloci, scale affilate come rasoi e cadenze marziali in cui non manca la varietà, anche se il secondo lato mi suona un poco più debole rispetto alla facciata A.

Sei anni dopo la fondazione, questi signori scandinavi ci trascinano verso il vuoto infernale più profondo, rendendoci allo stesso tempo felici di godere il loro primo ellepì che merita il marchio "This is fucking black metal!".