Gruppo: Hour Of Penance
Titolo: Paradogma
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Unique Leader Records
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TRACKLIST
  1. Paradogma
  2. Thousands Of Christs
  3. The Woeful Eucharisty
  4. Malevolence Of The Righteous
  5. Caged Into Falsehood
  6. Incestuous Dynasty Of Worms
  7. Adversary Of Bigotry
  8. Incontrovertible Doctrines
  9. Spiritual Ravishment
  10. Apotheosis
DURATA: 37:36
 

Non conosco i reali motivi per cui gli Hour of Penance vengano incensati a destra e sinistra, pur essendo sicuramente una buona realtà che conosce il genere e arrivare al quarto disco supportati da un'etichetta come la Unique Leader ne è la conferma. Ciò che mi ha stranito è leggere di questi ragazzi quasi come i salvatori della patria o la rivelazione del panorama death metal italiano, come se in passato avessimo prodotto solo merda, e la cosa a essere sincero mi fa strano.

Ho letto di paragoni anche azzardati con realtà come i Sadist (che per quanto riguarda il sottoscritto non hanno più fatto uscire capolavori dopo "Above The Light"), ma se è da gruppi liguri che si deve evincere la qualità di questi romani, allora l'album imbattuto e ago della bilancia delle produzioni nostrane è a mio avviso "No Waste Of Flesh" degli Antropofagus, adesso riformatisi e che al tempo vantavano la presenza di Argento in formazione (ben prima della svolta intelletualoide, dannunziana e pseudo elitarista). Quel disco partorito sul finire degli anni Novanta (1999) rimane uno dei capisaldi italici (o forse il caposaldo) del death metal più estremo mai realizzato nella nostra Penisola. Gli Hour Of Penance si saranno anche soltanto avvicinati a tale lavoro con "Paradogma? La risposta è: no.

La violenza espressa dalla formazione è di buona fattura, il complesso artistico insito nell'opera mostra in primo piano per rilevanza la prestazione dell'ormai ex batterista Mauro Mercurio, chirurgico nell'inanellare passaggi su passaggi di livello superiore, il che caratterizza e incide positivamente a più riprese sui brani. Quello che però blocca l'evoluzione è il riffato, che per quanto sia attinente ed eseguito con perizia non si sposta dai classici standard, peccando peraltro di dinamismo nelle parti più incisive dei pezzi, ponendo così un limite alla carica esplosiva che vi risiede. Episodi come "Malevolence Righteous", "Caged Into Falsehood" o "Incontrovertible Doctrines" avrebbero sicuramente goduto di una struttura più varia e impreziosita che li rappresentasse.

La prestazione di Francesco Paoli dietro il microfono — anch'egli ormai ex della band — è statica, monocorde, centrata ma quasi mai coinvolgente o cattiva al punto da poterla considerare quantomeno personale.

Riconosco che si sia palesata la vena epicheggiante che in tanti decantano, gli Hour hanno allentato la presa, evitando l'ennesimo cd univocamente votato all'attacco riuscendo nel tentativo d'incanalare le varie influenze che rimandano a gente come Behemoth, Nile e Morbid Angel, ma sono ancora con un piede che li mantiene a status di band nella norma e con l'altro pronto per fare questo benedetto salto di qualità. Un'altra cosa che trovo uccida il feeling con i brani sono i quintali di plastica che la produzione ci regala, coprendo il "naturale" corso degli eventi con tonnellate di pulizia (la cosa che mi preoccupa è che c'è chi ha fatto di peggio) e come ormai di frequente avviene il suono è quasi falsato. Si potrà mai ascoltare una loro esibizione con potenza e gelida precisione quantomeno simili?

Adesso mi chiedo: aver perso cantante e batterista — di cui il secondo ritengo sia vitale per la loro musica — cosa comporterà? Un ridimensionamento notevole delle aspettative o una voglia di rivalsa che li farà emergere, dando così finalmente una ragione valida che possa sostenere le basi dell'idolatria comune?

In definitiva, "Paradogma" è un buon lavoro, che sa sfondare ma che potrà risultare interessante soprattutto a chi segue costantemente le produzioni di stile odierno, dove l'anima è spesso e volentieri messa di lato a favore dell'impatto. A chi crede che questo disco aggiunga qualcosa di realmente innovativo al panorama estremo, porgo questa semplice domanda: cosa avete ascoltato sinora?