Informazioni
Gruppo: No Hawaii
Anno: 2010
Etichetta: Parallel Music
Contatti: http://www.myspace.com/nohawaii
Autore: Mourning

Tracklist
1. A Lovely Breed
2. Chuck Noir
3. Tunnel
4. (Blank)
5. Isaul
6. Radio Magellanes
7. Technical Difficulties
8. Unleash The Kuru
9. E=mc2 (Kaospilot)

DURATA: 52:04

NO HAWAII - Snake My Charms Ci sono al giorno d'oggi molte realtà che miscelando più e più generi alle volte confondono le idee agli ascoltatori che non sempre sono abituati a seguire le evoluzioni musicali o ad andare alla ricerca delle fonti da cui questi possano aver attinto (male!!!).
Gli svedesi No Hawaii, un po' come fatto nel recente passato dai loro connazionali ormai ahimé splitatti, i Burst, convogliano all'interno del loro sound molteplici influenze che caratterizzano l'instabilità umorale che potrete riscontrare nelle tracce.
Post rock e metal, attitudine al fraseggio core, ricerca progressiva e richiami suadenti degni dei Queens Of The Stone Age più psichedelici e alla strumentalità viaggiante degli Yakuza sono percettibili a più riprese nelle composizioni che danno vita a una tracklist qualitativamente ricca di peculiarità non personali ma di valore, ma che come l'altalena fra alti e bassi dovuti alla varietà di proposta non ne fanno un disco dal semplice ascolto di compagnia.
"Snake My Charms" necessita di più passaggi nello stereo, se infatti a primo impatto la natura suadente di molti frangenti invita a un on air che si limita al tenervi compagnia per quasi un'ora, non è poi proprio così.
A esempio le parti più aspre di una "Chuck Noir" che vengono annientate da un'atmosfera degna del Jeff Buckley più tormentato, "Isaul" con il suo alto tasso d'interna cacofonia ridondante, "Radio Magallanes" che vira continuamente in corsa passando da una natura latina al post di gente come i Neurosis per perdersi nel mare squisitamente emotivo della psichedelia fra anni Settanta e atmosfere desertiche con una conclusiva "E=mc2 (Kaospilot)" di nintendiana (scusate il neologismo) evocazione condita di elettronica ambient a concludere il platter che riesce così a strappare un sorriso nelle sue ultime evoluzioni.
Sicuramente folle, inadatto all'ordinario scorrere delle routine giornaliera, "Snake My Charms" avrebbe forse goduto di una produzione leggermente più nitida, ma dimostra come i No Hawaii si posizionino al di fuori delle produzioni in stile catena di montaggio esaltando l'istintività e la voglia di esplorare, le loro miglior armi.
Un plauso va fatto alla prova vocale di Biggus che a dire il vero mi ha fatto venire in mente talmente tanti cantanti che dopo un po' ho perso il conto quello che mi ha fatto mantenere la concentrazione sulla sua prestazione, è stata la disponibilità ad adattarsi e cambiare registro assecondando la musica come uno strumento inserito alla perfezione in un contesto per lui creato ma che solo con dedizione poteva oliarsi a dovere.
E' un lavoro esaltante, forse fin troppo ricco e per questo relegato solo a un pubblico che ha una sfrenata passione per l'andare oltre e un vivido interesse per album che non conoscono il significato della parola standard.
Se vi ritrovaste in tale descrizione, fatelo vostro senza farvi troppi problemi.