Informazioni
Gruppo: Theophagy
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/theophagyofficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. Among...
2. The Herd
3. Born To Defy
4. Confess
5. Decimation
6. Controlled By Fear
7. Beyond...
8. Rise And Claim
9. Pestilence
10. The Path From Isolation
11. Lysergic Rivers

DURATA: 58:55

THEOPHAGY - Theophagy I Theophagy rientrano in quella serie di band eclettiche che con un numero d'influenze imprecisate riescono a creare problemi non tanto nella distinzione di esse quanto nel trovare una catalogazione che li possa definire in pieno.
Sinfonici direi di sì quanto legati a melodie classicamente di scuola svedese quindi una definizione che possa non dico "centrare" ma avvicinarsi a tale risultato potrebbe essere Symphonic/Melodic Death, proposta del resto alquanto sfaccettata e ben orchestrata.
Il debutto omonimo in quasi settanta minuti ci mostra come varie anime dai Septic Flesh a Danny Swano, dai Nocturnus agli Swallow The Sun passando per fraseggi marcatamente incentrati sul death di stampo Morbid Angel riescano a convivere dando vita a una catena sonora capace di esaltarsi nel comporre melodie che sia nelle fasi di solo accompagnamento (riffing e synth) sia in quelle solistiche sfruttano una pulizia degna del prog dei Circus Maximus e (ahimè) dei Dream Theater, in certe occasioni incanalandola all'interno di sentieri musicali che modulano a piacimento.
Bella la prestazione corale di una "Born To Defy" che fra una sinfonia degna dei Dimmu Borgir d'annata e una base che attinge da Edge Of Sanity e Demiurg, con aggiunta scanzonatura circense, mette in bella mostra la duttilità mentale che i membri del combo possiedono.
"Theophagy" è una prova corale, è un disco dove non può esistere un'anima dominante, la sua forza e il coinvolgimento che ne deriva è merito della coesione strumentale e d'intento che ognuno dei partecipanti fornisce, è così che nascono canzoni come "The Herd" tecnicamente ineccepibile e densa d'atmosfera viaggiante, una "Decimation" più arcigna e diretta, un death/black in stile moderno che sa colpire non rinunciando alle melodie infilate al posto giusto, in tal caso il nome dei Behemoth sembrerebbe fra i più calzanti come similitudine, a sostegno nel cantato fa presenza la partecipazione di Vishwaman "Vicious Vish" Raj.
La scuola di Mike Browning va di riflesso a influenzare il lavoro dei synth che soprattutto nelle fasi a tappeto è inevitabile che ricordino frequentemente la visione d'accompagnamento che il leader dei Nocturnus aveva approntato per gli allora fautori di un memorabile pezzo di storia dal titolo "The Key".
Scale mobili impazzite, continui cambi di direzione che fissano il sound nel panorama estremo ma che allo stesso tempo in più frangenti sembra lo vogliano tirar fuori con soluzioni più ricercate e tendenti a generi meno pesanti, certo si ascolta "Controlled By Fear" dove una marcata attinenza blackish viene incontro all'orecchio, è anche vero però, che dopo il breve stacco dato dallo strumentale "Beyond" appare una "Rise And Claim" molto meno aggressiva e incentrata sul lavoro melodico che sconfessa la vocazione scura prettamente annerita dell'antecedente, è un metti e togli continuo che non avrà conclusione se non con l'ultima nota emessa da uno dei due episodi pachiderma "Lysergic Rivers" (l'altro è "The Path From Isolation") in cui fa la comparsa in veste di guest Alec Biccum nell'esecuzione del primo assolo di synth.
Per chi è abituato a monotemati standard concettuali che si basino sugli schemi consolidati a comparto della old school sarà complicato avvicinarsi a un lavoro come "Theophagy" che richiede una visione alquanto "aperta" e libera nel farsi influenzare dalle varie correnti che vi scorrono internamente, per tutti gli altri quindi amanti dell'avanguardismo o della semplice sperimentazione (seppur racchiusa in ambito prettamente metal) non potrà che risultare un gradevole incontro da ascoltare sicuramente più volte.