Gruppo: Cloaca
Titolo:  Lassitude
Anno: 2010
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Lone Vigil Recordings
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TRACKLIST
  1. The Golden Path
  2. Ghost Town
  3. The Eye
  4. Shellshock
  5. Masks
DURATA: 01:15:55
 

L'Inghilterra dei Cloaca è quella che si tinge di post-. I musicisti sono arrivati all'album di debutto dopo aver pubblicato antecedentemente un solo ep, "Ghost Town", e ci donano un "Lassitude" mastodontico per durata, qualità e intensità dei brani.

Immaginatevi in uno scenario smisuratamente aperto, l'occhio può visualizzare il panorama senza avere ostacoli intorno a sè, una sensazione di libertà assoluta che l'ora e un quarto di musica racchiusa nei soli cinque brani dell'album più volte infonde all'ascoltatore.

La lezione dei classici gruppo di riferimento Neurosis, Isis e Cult Of Luna è stata appresa, ma non si sono limitati a coltivare quel suono, scorrendo attentamente le traccie noterete una ricerca profonda che attrae grazie alla capacità di far viaggiare, psichedelia sprigionata in stile Snowblood miscelata in certi passaggi con il gusto retrò degli Hawkwind, affondando nelle atmosfere algide e annerite dei Godspeed Black Emperor.

Non sono solo calma e tranquillità venata da drappi malinconici tessuti dal riffato a speziare le composizioni dei Cloaca, c'è un'irruenza che inaspettata e in crescendo si solleva animando e riempiendo le scanalature con prese di posizioni pesanti ma che ipnotiche attanagliano la mente in un trip privo di sosta.

Il bello è che le canzoni vantano strutture discretamente complesse fra cambi di tempo, umore altalenante e un contorcersi continuo che trova sfogo nella voce di Chris Naughton (Winterfylleth e Atavist), non vi è infatti un modo preciso di poter catalogare lo stile con cui si presentano, è una commistione altisonante di doom, post-rock, post-metal, psych dai tratti che possono tendere all'annerirsi quanto all'ambientalistico più puro, questo rende "Lassitude" un disco decisamente fuori norma e meritante di molti giri nel lettore prima di poter affermare di esser entrati in piena sintonia con la sua profonda anima.

In un panorama odierno dove le formazioni che cercano di suonare una musica così varia spesso e volentieri finiscono per ricadere nell'errore di clonare i tre act citati in testa alla recensione, posso affermare che un lavoro simile si potrebbe consigliare come acquisto tanto a un fan dei The Ocean quanto a uno dei Mouth Of Architect o ancora per chi segue Baroness e il filone unicamente strumentale di gente come i Tides From Nebula.

Il fatto che in passato siano stati scelti per supportare on stage band estremamente diverse come i Nadja e Wolves In The Throne Room può essere considerato come conferma della devastante varietà di soluzioni di cui i Cloaca sono in possesso e che li mettono a proprio agio in situazioni e in affiancamenti non per forza totalmente affini al suono d'appartenenza.

"Lassitude" per gli amanti delle sonorità descritte è un platter che dovrebbe di diritto essere inserito in lista acquisti, considerando solo le uscite dell'ultimo biennio ha un posto fra quelle che ritengo essenziali.