Informazioni
Gruppo: Witchcurse
Anno: 2010
Etichetta: Inferno Records
Contatti: www.myspace.com/witchcurse6669
Autore: Mourning

Tracklist
1. Witchcurse
2. Pay The Price
3. I Don't Want To Grow Up
4. Red Light
5. Heavy Metal Kamikaze
6. Demolition Derby
7. Drinkers From Hell
8. Overcome The Distance
9. Hard Rockin' Man in 2010
10. Rock Unite
11. Heavy Metal Poison

DURATA: 45:18

WITCHCURSE - Heavy Metal Poison Ce l'hanno fatta anche loro finalmente, dopo demo, split in compagnia di Witchtiger e Witchunter (devono amare particolarmente la parola witch) gli ellenici Witchcurse ci donano un album di debutto: "Heavy Metal Poison".
Attitudine totalmente rivolta ad esaltare gli anni Ottanta della NWOBHM generation dove divertimento, grinta e una fratellanza metal attiva più che mai erano valori che sono andati scemando col passare delle decadi.
Il sound di riferimento è quello made in England, difficile non riconoscere nella proposta del quartetto una voglia sana e decantata di tener fede alle lezioni impartite da grandi come Iron Maiden (soprattutto il periodo con Paul alla voce), Angel Witch, Grim Reaper e Blitzkrieg.
Il disco è di quelli che si godono al meglio sparando il volume più alto possibile e seguendolo passo passo accompagnando il trascorrere dei minuti intonando i vari ritornelli, non mancano infatti le canzoni da urlare a squarciagola alzando un bel boccale di birra a mo' di arma contro il cielo, prendete ad esempio "Pay The Price", "Drinkers From Hell", la scanzonata "Hard Rockin' Man In 2010" e "Heavy Metal Kamikaze" che svolgono tale compito nel migliore dei modi possibile coinvolgendo l'ascoltatore con una bella dose d'adrenalina e di sbattimento godereccio.
L'opener "Witchcurse" con il suo intro d'organo che lascia il posto a un salutare impatto heavy, la punkeggiante "I Don't Wanna Grow Up" molto Ramones-oriented (no, non è la cover della cover fatta dagli americani del pezzo di Tom Waits), la sterzata adrenalica di "Red Light", una sbilenca e altamente alcolica "Demolition Derby" con il suo cantato "stonato" e caciarone sino a giungere alla titletrack posta in coda evidenziano che lo spirito e la passione genuina non hanno bisogno né di una gran tecnica, né di una registrazione perfetta per colpire i cuori di chi ha come mito la semplicità del vissuto heavy d'origine dove l'istintività e il ribellarsi agli status preimposti erano motivazioni che realmente alimentavano la natura metal.
"Heavy Metal Poison" è un platter che gli appassionati dell'età d'oro dell'heavy sound non potranno far altro che amare, approssimativo, suonato non perfettamente ma incredibilmente vero, se non è questo che cercate in questa musica e seguite solo produzioni precise come un orologio svizzero e curate fino al dettaglio più insignificante, non riuscirete a entrare in contatto con un lavoro simile, mi dispiace per voi.