Gruppo: Witchcurse
Titolo:  Heavy Metal Poison
Anno: 2010
Provenienza:  Grecia
Etichetta: Infernö Records
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TRACKLIST
  1. Witchcurse
  2. Pay The Price
  3. I Don't Want To Grow Up
  4. Red Light
  5. Heavy Metal Kamikaze
  6. Demolition Derby
  7. Drinkers From Hell
  8. Overcome The Distance
  9. Hard Rockin' Man In 2010
  10. Rock Unite
  11. Heavy Metal Poison
DURATA: 45:18
 

Ce l'hanno fatta anche loro, finalmente dopo demo, split in compagnia di Witchtiger e Witchunter — devono amare particolarmente la parola strega — gli ellenici Witchcurse ci donano un album di debutto: "Heavy Metal Poison".

Attitudine totalmente rivolta ad esaltare gli anni Ottanta della N.W.O.B.H.M. nella quale divertimento, grinta e una fratellanza metal attiva più che mai erano valori che sono andati scemando col passare delle decadi. Il suono di riferimento è quello made in England, difficile non riconoscere nella proposta del quartetto una voglia sana e decantata di tener fede alle lezioni impartite da grandi come Iron Maiden, soprattutto il periodo con Paul alla voce, Angel Witch, Grim Reaper e Blitzkrieg.

Il disco è di quelli che si godono al meglio sparando il volume più alto possibile e seguendolo passo passo, accompagnando il trascorrere dei minuti intonando i vari ritornelli, non mancano infatti le canzoni da urlare a squarciagola alzando un bel boccale di birra a mo' di arma contro il cielo, prendete ad esempio "Pay The Price", "Drinkers From Hell", la scanzonatissima "Hard Rockin' Man In 2010" e "Heavy Metal Kamikaze" che svolgono tale compito nel migliore dei modi possibile coinvolgendo l'ascoltatore con una bella dose d'adrenalina e di sbattimento godereccio.

"Witchcurse" con il suo intro d'organo che lascia il posto a un salutare impatto heavy, la punkeggiante "I Don't Want To Grow Up"  che sa di Ramones — no, non è la cover della cover fatta dagli americani del pezzo di Kathleen Brennann e Tom Waits — la sterzata adrenalica di "Red Light", una sbilenca e altamente alcolica "Demolition Derby" con il suo cantato stonato e caciarone sino a giungere alla traccia eponima posta in coda evidenziano che lo spirito e la passione genuina non hanno bisogno né di una gran tecnica, né di una registrazione perfetta per colpire i cuori di chi ha come mito la semplicità del vissuto heavy d'origine nel quale l'istintività e il ribellarsi agli status preimposti erano motivazioni che ne alimentavano la natura.

"Heavy Metal Poison" è un lavoro che gli appassionati dell'età d'oro del suono heavy non potranno far altro che amare, approssimativo, suonato non perfettamente, ma incredibilmente vero, se non è questo che cercate in questa musica e seguite solo produzioni precise come un orologio svizzero e curate fino al dettaglio più insignificante, non riuscirete a entrarvi in contatto e mi dispiace per voi.